14/05/08

Che brutta la vicenda “Travaglio”.

Tutti i politici se la prendono con lui; sia quelli di destra che quelli di sinistra ( e… certamente non solo per la vicenda in sé - i fatti prossimi ci diranno…- ma credo anche per molto altro). Con lui se la prendono anche tutta la stampa e le televisioni. Giuseppe D’Avanzo in un bell’articolo su Repubblica cui rinvio (http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html) piuttosto che sparare nel mucchio sceglie di fare una acuta riflessione definendolo “sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei "fatti" che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d'informazione, come si autocertifica. ma sommario e non in buona fede verso gli utenti. …. Queste "agenzie del risentimento" lavorano a un cattivo giornalismo. Ne fanno una malattia della democrazia e non una risorsa. …. trasformano in qualunquismo antipolitico una sana, urgente, necessaria critica alla classe politico-istituzionale. … Nel "caso Schifani" non si può stare dalla parte di nessuno degli antagonisti. Non con Travaglio che confonde le carte ed è insincero con i tanti che, in buona fede, gli concedono fiducia. Non con Schifani che, dalle inchieste del 2002, ha sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non con chi - nell'opposizione - ha espresso al presidente del Senato solidarietà a scatola chiusa. Non con la Rai, incapace di definire e di far rispettare un metodo di lavoro che, nel rispetto dei doveri del servizio pubblico, incroci libertà e responsabilità. In questa storia, si può stare soltanto con i lettori/spettatori che meritano, a fronte delle miopie, opacità, errori, inadeguatezze della classe politica, un'informazione almeno esplicita nel metodo e trasparente nelle intenzioni”.

Se Travaglio voleva sollevare un “gran polverone” ci è molto ben riuscito. Peccato che questi polveroni in genere producono come effetto che le “libertà di stampa e quella di opinione” vengano ulteriormente ridotte o almeno così è stato sino ad oggi sia con la destra che con la sinistra.Perché tutti i politici, ogni volta che vengono in qualche modo toccati, reagiscono molto male. Certo per sentirsi toccati c’è bisogno che si usi un mezzo di forte diffusione come la televisione perché di quello che sui libri si scrive di loro sembrano proprio disinteressarsi. Ma vuoi che tra qualche centinaio di migliaia o un milione al massimo di (e)lettori e cinque o dieci e più milioni di (e)lettori non vi sia una differenza?

Una cosa che non capita mai in questo nostro Paese è che un politico si presenti a spiegare e chiarire pacatamente ed educatamente e con puntualità le ragioni del contendere ( per le quali magari più spesso è senza alcuna colpa) ai cittadini quasi che i cittadini non avessero proprio loro e per primi il diritto di sapere più di tutti.

E così tra un “Travaglio impertinente” e un “politico silente” come in qualche modo li definisce D’Avanzo il povero cittadino continua a mangiarsi la bile e a chiedersi: ma sarà poi vero? O no! E per aiutarci a questo punto la televisione cosa fa? Sostituisce il programma di informazione con un bel programma di intrattenimento. Perché nella nostra televisione di intrattenimento se ne vede così poco e che intrattenimento! e .. vissero tutti felici e scontenti….

Ah dimenticavo una cosa. Ma perché Fazio deve scusarsi con il Presidente della camera? Ma non è stato forse Travaglio a dire quello che ha detto? E Fazio si è subito dissociato (lo abbiamo sentito tutti). E poi Travaglio almeno la battuta sulla “muffa, i lombrichi e la penicillina” veramente stupida, banale e per nulla divertente se pure non offensiva ma certamente irriguardosa avrebbe potuto e dovuto risparmiarcela. E allora dicevo che c’entra Fazio? E perché in un servizio pubblico che si rivolge a tutti i cittadini ci devono essere cose che non si possono o debbono dire? Quelli che le dicono assumono in pieno la responsabilità di ciò che dicono e questo mi pare sufficiente per un pubblico maturo e adulto che sà senz’altro trarre una sua opinione. Se, come ci ha informato la stampa, Travaglio dovrà rispondere davanti al Magistrato sarà quella la giusta sede dove si renderà credibilità e giustizia e non servono i “politici giudici” che gridano allo scandalo e vivaddio nel 2008 ancora alla lesa maestà.

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