<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227</id><updated>2012-01-27T01:40:06.359+01:00</updated><title type='text'>pensieri...in libertà di pensiero</title><subtitle type='html'>Riflessioni su fatti della politica e altro</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>107</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2175234999845347431</id><published>2011-08-11T19:18:00.000+02:00</published><updated>2011-08-11T19:18:35.967+02:00</updated><title type='text'>Sul mio Blog</title><content type='html'>Da un pò di tempo non ho più scritto articoli sul mio Blog perchè ho preferito usare la mia pagina Facebook ( http://www.facebook.com/profile.php?id=100001986447016 ) per segnalare articoli che mi sembrano interessanti e mie brevi considerazioni. Forse dovrò tornare a scrivere qualche riflessione attenta sul Blog. Magari dopo le vacanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2175234999845347431?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2175234999845347431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2175234999845347431&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2175234999845347431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2175234999845347431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/08/sul-mio-blog.html' title='Sul mio Blog'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-677299144580502250</id><published>2011-03-18T20:10:00.002+01:00</published><updated>2011-03-18T20:21:01.410+01:00</updated><title type='text'>Una preghiera per il Giappone</title><content type='html'>Ho letto sul giornale on line "il Post" un breve articolo sul Giappone con allegato video musicale che mi è piaciuto. Per chi voglia può trovarlo all'indirizzo: http://www.ilpost.it/cesarepicco/2011/03/18/una-preghiera-per-il-giappone/&lt;br /&gt;Forse la musica esprime più delle parole il dramma che quel Paese stà vivendo e la speranza che tutto possa ricominciare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-677299144580502250?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/677299144580502250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=677299144580502250&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/677299144580502250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/677299144580502250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/03/una-preghiera-per-il-giappone.html' title='Una preghiera per il Giappone'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2564163059519731862</id><published>2011-03-14T18:43:00.003+01:00</published><updated>2011-03-14T18:50:01.121+01:00</updated><title type='text'>Ancora sulla riforma della Giustizia</title><content type='html'>Leggo sul blog "Domani (http://domani.arcoiris.tv/ogni-epoca-ha-la-riforma-che-si-merita-la-riforma-alfano-merita-berlusconi/) dalla sezione "La lettera" un ottimo articolo di un Magistrato in pensione Norberto Lenzi pacato nei toni e facilmente comprensibile anche per noi non addetti ai lavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni epoca ha la riforma che si merita, la riforma Alfano merita Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stiamo certo vivendo nell’epoca del Rinascimento, tanto meno in quella dell’Illuminismo, per cui, tenuto conto della opacità e della miseria dei tempi in cui viviamo, la cosiddetta riforma della giustizia può anche definirsi epocale.&lt;br /&gt;La propaganda assume toni trionfalistici e di sfida quando afferma: provate a dimostrare che questa riforma, che è necessaria per tutti i cittadini, può spiegare i suoi effetti direttamente o indirettamente sui processi di Berlusconi. Qualcuno replicherà che si tratterebbe comunque di vendetta, non ancora annoverata tra le virtù teologali, ma non è questo il punto.&lt;br /&gt;Berlusconi non si impegnerebbe in una battaglia così lunga e complicata, nonostante vi sarebbe tenuto come nipotino di Gelli, se non avesse in vista un tornaconto immediato che si riflette ancora, sempre e inesorabilmente sui suoi processi. Non occorre essere osservatori attenti e smaliziati della realtà politica italiana per intuire che lo scopo di Berlusconi con questa riforma (che inasprirà lo scontro politico, che vedrà sicuramente qualche reazione scomposta dei magistrati alla provocazione) è quello di creare un clima rovente nel quale, con la maestria mediatica di cui è capace e con i mezzi che possiede, i furibondi attacchi alla magistratura ignava, capace solo di guardare dal buco della serratura, renderanno agevole far passare con legge ordinaria la prescrizione breve e la devitalizzazione delle intercettazioni, rendendo vani i prevedibilmente flebili inviti del Capo dello Stato alla concordia. (È curioso che in questo mondo supertecnologico, nel quale i buchi delle serrature non esistono più, soltanto i PM siano rimasti così arretrati da cercarne cocciutamente uno).&lt;br /&gt;Sui punti toccati dalla riforma c’è già stato animato dibattito in passato ogniqualvolta questa è stata tentata o prospettata. Sinteticamente si può dire che la separazione delle carriere dei magistrati non corrisponde alla antica tecnica del divide et impera, nella quale i divisi rimanevano sì più deboli ma sempre autonomi nei confronti del divisore, ma alla più avanzata tecnica del divide et ingloba, essendo piuttosto evidente che i PM verrebbero ricondotti in qualche modo nell’orbita dell’esecutivo (forse il male minore se si pensa cosa potrebbe combinare questa monade isolata priva di controllo e di cultura della giurisdizione).&lt;br /&gt;Le spudoratezze maggiori vengono consumate ai danni del CSM, descritto come organo protettore di una casta di intoccabili. È inutile segnalare i numerosi provvedimenti punitivi dei magistrati e raffrontarli con quelli che riguardano altre categorie professionali, per non parlare dei politici che non hanno mai accolto nessuna richiesta di arresto di un membro del Parlamento.&lt;br /&gt;Non serve osservare che più di un terzo dei suoi componenti è di nomina politica. Eppure sarei curioso di vedere le reazioni dell’Ordine dei commercialisti o dei Consigli Forensi se venisse loro imposta la presenza di due magistrati e di due consiglieri regionali con diritto di voto. Anche in quei consessi si discute di irregolarità e di comportamenti non virtuosi così come nel CSM, ma nessun estraneo ci può mettere il naso. Sarebbe interessante un sondaggio.&lt;br /&gt;Togliere poi la polizia giudiziaria dalla dipendenza funzionale dei PM significa togliere a questi la iniziativa delle indagini e consentire loro di fare solo i processi conseguenti alle denunce di una polizia dipendente dall’esecutivo. Significa cioè rendere possibile il processo a un politico solo se si trovano poliziotti-kamikaze disposti a rovinarsi la carriera.&lt;br /&gt;Quanto alla responsabilità civile dei magistrati, chiesta perché “sono gli unici che quando sbagliano non pagano”, nessuno si oppone a che venga punito chi si è sottratto ai suoi doveri di correttezza e di diligenza, ma non è accettabile che vengano sbattuti in prima pagina tre o quattro comportamenti scorretti riscontrati in 50 anni tre 10.000 magistrati. E’ troppo facile, se ne possono trovare decine, ma non si può per questo delegittimare l’intera categoria.&lt;br /&gt;Nessuno ha chiesto agli avvocati conto dell’arresto di Previti e nessuno ha preso provvedimenti contro la clinica S. Rita di Milano per i delitti di alcuni medici.&lt;br /&gt;Ora “la quasi totalità” dei magistrati che si comportano correttamente, come dice il PDL, può essere punita per le condotte di “qualche frangia eversiva”? Sembra di sì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2564163059519731862?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pidario.blogspot.com' title='Ancora sulla riforma della Giustizia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2564163059519731862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2564163059519731862&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2564163059519731862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2564163059519731862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/03/ancora-sulla-riforma-della-giustizia.html' title='Ancora sulla riforma della Giustizia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4929655899129066047</id><published>2011-03-13T12:17:00.002+01:00</published><updated>2011-03-13T12:25:55.826+01:00</updated><title type='text'>Sempre sulla riforma della Giustizia da "il Riformista"</title><content type='html'>Ho letto un ottimo articolo di un Magistrato sul Riformista (http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/362053/) che mi trova molto daccordo e lo ripropongo nelle parti salienti: il Magistrato Guido Salvini dice:&lt;br /&gt;La guerra civile.......non avrà a lungo termine né vincitori né vinti ma sicuri sconfitti i comuni cittadini che hanno diritto ad una giustizia migliore. Un Paese progredito non se la può permettere.È vero che la riforma nasce inquinata da un sapore forte di rappresaglia e che ha l’insuperabile tara di non affrontare insieme sia il ruolo dei giudici che l’organizzazione della giustizia, e sarebbe una condizione minima per una riforma «epocale». Così la riforma sembra più una riforma dei giudici o contro i giudici che una riforma della giustizia e giustifica i peggiori sospetti. Ma detto questo, e dopo la gaffe del pm che con tono guerresco ha incitato la base ad una «risposta epocale», la magistratura, proprio per il potere immenso che ha, moltiplicato da un patto di ferro con alcuni mass media che si trovano d’incanto in mano tanti invitanti atti processuali, non può rifiutare una riflessione razionale anche su se stessa usando in eterno il Presidente del Consiglio come alibi. Un atteggiamento non da Chiesa ma laico comporterebbe non respingere tout court cambiamenti solo perché provengono da un governo considerato nemico ma riflettere se le proposte riguardano o no problemi reali, se le soluzioni sono irreparabilmente sbagliate o in parte sensate o migliorabili con la discussione. E allora, forse, molto è da rifiutare. Ma abbastanza c’è da discutere.&lt;br /&gt;Non va bene che la responsabilità civile dei giudici passi dalla colpa grave alla colpa generica. Ciò porterebbe a una “giustizia in difensiva” simile alla scelta di alcuni medici che, solo per timore di responsabilità, prescrivono più esami del necessario, attendono e magari non tentano operazioni con qualche margine di rischio ma forse decisive per salvare il paziente. Sarebbe meglio rendere più incisiva la responsabilità disciplinare e questo, come diremo, nel progetto in qualche modo c’è.&lt;br /&gt;Non va bene impedire al pm di impugnare le sentenze di assoluzione come può fare invece l’imputato dopo una condanna. Se parità ci deve essere, sarebbe uno sbilanciamento grave. Piuttosto per evitare, come oggi, un’attesa eterna del processo di secondo grado è meglio ridurre i giudici d’appello da tre a uno, con il potere solo di conferma o di rinvio in primo grado, moltiplicando così i processi conclusi.&lt;br /&gt;Deve rimanere il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale. Ma, a parte la legge non scritta che vuole che i processi contro Berlusconi, giusto o no che sia, si facciano prima degli altri e profondendo le migliori energie, qualche problema c’è. Un’indagine o la fissazione di un processo non possono dipendere dalla sorte o dal fatto che questo o quel magistrato fa un’indagine, o fissa un processo prima o dopo a suo piacimento, o se è interessato o meno al caso. Una regolamentazione rigida per legge sarebbe troppo, ma si possono introdurre principi organizzativi seri simili a quelli del Procuratore di Torino Maddalena che, senza aspettare riforme epocali, ha fissato con una circolare ordine e tempistica delle indagini da fare.&lt;br /&gt;Anch’io poi credo che nelle indagini in cui sono in gioco interessi di rilievo, dalla mafia alla corruzione all’ambiente, sia molto pericoloso sottrarre la Polizia giudiziaria al controllo delle Procure con il rischio del ripetersi delle pigrizie e delle deviazioni del passato. Ma il principio non deve essere assoluto. Almeno per i reati minori, quelli che riguardano la vita del territorio, si potrebbe ridare qualche iniziativa alla Pg responsabilizzandola, dato che le Procure hanno poco tempo per occuparsene. Ricordo - gli esempi sono sempre utili - il caso di una giornalista nella cui villetta era stato rubato il computer con tutto il materiale di lavoro. Aveva fondati sospetti su un paio di giardinieri. Chiese alla Stazione Carabinieri del posto di fare subito una perquisizione nella loro casa ma questi, senza delega del pm, non potevano muoversi. Allora andò in Procura ma .......  e la perquisizione non ci fu mai. Era un caso piccolo ma importante per il cittadino comune.&lt;br /&gt;Non è poi un delitto di lesa maestà dividere il Csm in due, ...... e lasciando comunque i magistrati in numero maggiore rispetto ai laici. Trasferimenti, promozioni, incarichi extragiudiziari sono importanti non solo per il concorrente ma soprattutto per gli utenti finali cioè i cittadini. Tutti sappiamo che il Csm è purtroppo dominato dalle correnti con le loro spartizioni e le loro clientele - servirebbe magari qualche forma di sorteggio - e i pm hanno nelle correnti un peso molto maggiore rispetto al loro numero, che è circa un ottavo di quello dei giudici. È difficile spiegarsi perché il valore professionale di un giudice debba essere valutato da pm, come del resto anche il contrario. C’è il rischio, talvolta molto concreto, che i giudici accontentino in aula i pm sapendo che in seguito, tramite loro e le correnti in cui predominano, potranno avere un beneficio in questo o quel concorso.&lt;br /&gt;Non è nemmeno uno scandalo eliminare la Sezione Disciplinare del Csm e sostituirla con una Corte di Disciplina indipendente e non elettiva. I procedimenti disciplinari per gli incolpati e per le ricadute che hanno su processi di rilievo, sono spesso più importanti di un processo penale. Oggi la prima cosa che fa un magistrato incolpato è rivolgersi ai consiglieri della sua corrente perché intercedano sul consigliere, sempre della corrente, che sta nella Sezione Disciplinare, con buona pace dell’imparzialità e di quei reietti non appartenenti a nessuna corrente, ai quali gli incarichi direttivi sono praticamente interdetti e che nei procedimenti disciplinari rischiano di pagare per tutti. Che questi interventi di “segnalazione” siano ascoltati o no, sembra ovvio che gli eletti al Csm non dovrebbero mai poter giudicare i loro elettori.&lt;br /&gt;A rischio di passare per disertore,....... preferirei discutere piuttosto che scioperare. Servirebbe un tavolo di intesa, con la presenza di tutti, forse promosso dal Capo dello Stato. Ma prevarrà credo, nella nostra Associazione, il rifiuto in blocco, il messaggio più oscurantista: ascoltare il nemico è già peccato, “nulla salus extra ecclesiam”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4929655899129066047?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pidario.blogspot.com' title='Sempre sulla riforma della Giustizia da &quot;il Riformista&quot;'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4929655899129066047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4929655899129066047&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4929655899129066047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4929655899129066047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/03/sempre-sulla-riforma-della-giustizia-da.html' title='Sempre sulla riforma della Giustizia da &quot;il Riformista&quot;'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-1471289673001083416</id><published>2011-03-12T19:03:00.002+01:00</published><updated>2011-03-12T22:54:56.294+01:00</updated><title type='text'>La riforma della giustizia</title><content type='html'>Una premessa: sulla riforma della Giustizia vorrei fare alcune considerazioni (non sono un avvocato o un giudice ma sono un cittadino che si ritiene attento ai problemi di convivenza della collettività e di conseguenza anche ai problemi della giustizia) e gradirei mi si dicesse da parte di chi leggerà queste mie considerazioni se possano essere condivise ed essere in qualche modo utili&lt;br /&gt;Grazie gia da ora. &lt;br /&gt;Considerazioni sulla Giustizia: la riforma del nostro sistema giudiziario credo dovrebbe riaffermare in premessa i seguenti principi:&lt;br /&gt;1) tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge (da cui deriva) &lt;br /&gt;2) la certezza della pena per chi compie reati  &lt;br /&gt;3) il giudizio di primo grado comporta (proprio per affermare con forza la certezza della pena) l’immediata esecutività.  &lt;br /&gt;4) reati sono quelli che il codice definisce tali (riforma o rivisitazione dei codici penale e civile).  &lt;br /&gt;Riaffermati tali principi che ritengo interessino tutti i cittadini si dovrà e potrà procedere a una revisione della macchina giudiziaria e si potrà procedere fatti salvi i principi fondanti sanciti dalla costituzione quali:&lt;br /&gt;L’autonomia e libertà di giudizio del giudice il cui solo obbligo è l’applicazione e il rispetto delle leggi vigenti.&lt;br /&gt;L’autonomia e l’obbligo dell’azione penale per tutti i reati e la disponibilità dei mezzi idonei per accertarli (polizia giudiziaria, possibilità di intercettazioni ecc.).&lt;br /&gt;Potranno a questo punto certamente essere riformate la magistratura giudicante e quella inquirente con la separazione delle carriere così come potrà essere invocata, come per altre professioni, la responsabilità civile e penale del giudice tenendo a mente che, come nel caso dei medici, ove le responsabilità derivino prevalentemente dalla struttura la rivalsa avvenga nei confronti di questa  cioè dello Stato. La responsabilità civile per il singolo magistrato (all’uopo i Magistrati si doteranno senz’altro e a loro carico di specifiche assicurazioni)  sarà invocata, come per i medici,  nei casi di imperizia,negligenza e colpa grave.&lt;br /&gt;Si dovranno rivisitare e snellire i codici e le semplici contravvenzioni di regole (quando non si riferiscano o comportino danno più o meno grave al patrimonio o alle persone) non si configureranno più come reati e saranno  soggette a sanzione pecuniaria con l’obbligo di soddisfare, non appena comminata, la contravvenzione (sarà possibile la restituzione  della o di parte della sanzione dopo ricorso a totale carico del trasgressore).&lt;br /&gt;La possibilità di appello, vagliata nelle opportune sedi, verrà concessa solo a certe condizioni così come le sentenze di assoluzione potranno essere appellate solo in presenza di forti e probanti elementi che si aggiungano al precedente giudizio e ancora più stringenti dovranno essere gli elementi aggiuntivi di colpa o a discolpa per procedere al terzo grado di giudizio cosicché si snellirà vistosamente il numero dei processi.&lt;br /&gt;Andrà costituito un organo di autogoverno dei giudici con rappresentanti nominati parte dai giudici parte dal Parlamento e (innovazione) parte dal Presidente della Repubblica ( i tre poteri autonomi dello Stato) che li sceglierà fra persone di alta competenza della disciplina giuridica. Compito di tale organo sarà quello di garantire il funzionamento dell’apparato giudiziario nel rispetto dell’autonomia dei giudici e delle leggi in corso e  al suo interno sarà istituito (innovazione) un collegio per la responsabilità civile e penale del giudice che valuterà ma solo in prima istanza i ricorsi presentati dai cittadini.&lt;br /&gt;Sarà anche data facoltà al parlamento di predisporre atti di indirizzo che saranno rivolti all’organo di autogoverno dei magistrati per quanto attiene i reati che suscitino, in un certo periodo, allarme sociale cosicché tale organo possa predisporre di concerto e non in contrasto con il parlamento gli aggiustamenti necessari nella macchina giudiziaria.&lt;br /&gt;Salvo per particolari gravi reati contro la persona o contro la collettività  (omicidio  e corruzione grave), al fine di riaffermare l’autonomia reciproca, il giudice non potrà perseguire (si potranno però effettuare indagini secretate sino al giudizio)  un parlamentare nazionale (immunità parlamentare). Sarà altresì fatto obbligo per quel parlamentare, conclusa la legislatura, sottoporsi al giudizio. In tale sede saranno utilizzate anche le prove eventualmente acquisite nel periodo in cui il cittadino svolgeva ruolo di parlamentare ed esse potranno essere rese pubbliche nel rispetto del dettato legislativo e solo una volta assolto il parlamentare potrà, se lo riterrà, tornare a svolgere lavoro politico in un partito e/o candidarsi ad una qualunque carica politica. Nei casi di assoluzione dubitativa per importanti reati contro la collettività quali la corruzione o l’appartenenza in qualunque modo ad organizzazione criminali (mafia, camorra ndrangheta, sacra corona unita ecc.) si dovrebbe inibire la possibilità di candidarsi quale rappresentante politico della collettività  a tutti i livelli. &lt;br /&gt;Utile perché una tale riforma della giustizia possa andare avanti con speditezza sarà una semplice revisione dei meccanismi elettorali e di candidatura che vada in tal senso:&lt;br /&gt;Sarà vietato a persone condannate o in attesa di giudizio ( e solo per specifici casi che andranno indicati quali la corruzione o l’appartenenza ad associazioni criminali) essere candidati per qualunque carica politica. Gli elettori dovranno poter scegliere i candidati da eleggere possibilmente attraverso le primarie di collegio o almeno attraverso la reimmissione del voto di preferenza.&lt;br /&gt;Una riforma che vada in tal senso non mi pare che necessiterebbe di scomodare la nostra costituzione e se la scomoda in qualche suo punto troverebbe senz’altro i numeri in Parlamento per passare e potrebbe andare spedita e credo che troverebbe il consenso bipartisan di tutti i cittadini di destra e di sinistra cosa che, mi si consenta, dovrebbe essere sempre l’aspetto fondante di ogni legge (le leggi del parlamento non dovrebbero essere né di destra né di sinistra ma sempre rappresentare il punto di incontro tra i due pensieri entrambe presenti appunto tra i cittadini).&lt;br /&gt;Gli unici che potranno obiettare qualcosa saranno semmai i corrotti e i corruttori e tutti quelli che delinquono abitualmente. Una tale riforma a mio avviso porterebbe ad un vero snellimento delle pratiche di giustizia che tutti dicono di voler perseguire nell’interesse primo dei cittadini di avere finalmente e rapidamente giustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-1471289673001083416?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pidario.blogspot.com' title='La riforma della giustizia'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/1471289673001083416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=1471289673001083416&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1471289673001083416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1471289673001083416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/03/la-riforma-della-giustizia.html' title='La riforma della giustizia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3395542204199429135</id><published>2011-01-16T18:39:00.002+01:00</published><updated>2011-01-16T18:39:56.775+01:00</updated><title type='text'>Sul caso Fiat</title><content type='html'>Sul caso Fiat&lt;br /&gt;Che dire sul caso Fiat? Tutti sappiamo che la Francia, la Germania e gli Stati Uniti hanno tirato fuori un bel po’ di soldini per sperare di continuare ad avere una industria dell’auto efficiente e adeguata al tempo.&lt;br /&gt;Qualcuno mi spiega per quale motivo nel nostro Paese i governanti non si sono nemmeno posti il problema? Ma la Fiat non qualifica l’industria italiana (se non altro è nata molto prima)  forse più dell’Alitalia?&lt;br /&gt;Nessuno, ma proprio nessuno, tranne che di rimando e negli ultimi giorni, che si sia posto il problema. Eppure si dice che l’industria dell’auto è ancora oggi strategica. E allora per quale motivo nei Paesi sopra elencati i governi si sono dati da fare e da noi no?&lt;br /&gt;Certo il valente Governatore del Piemonte ci dice che nella sua regione si è dato un bel da fare per sostenere “lo sviluppo e l’industrializzazione” ma per la Fiat no?! Ma non poteva anche il nostro governo investire sul settore dell’auto magari impegnando con un serio prestito la Fiat (prestito che l’azienda avrebbe rimborsato) negli anni? No da noi si fanno interventi per le quote latte di qualche valente truffatore della Cee e magari per qualche “amico” e chessò magari si fa anche qualche leggina che aiuti le aziende del nostro Premier (vedi disposizioni sulla vendita delle frequenze) che si sa è “buono” ma davvero tanto buono ( e magari sarà anche vero ma che c’entra?) ma di aiutare quelle che sono ancora oggi aziende strategiche non se ne parla proprio. E così di strategico nel nostro bel paese non rimane ormai proprio niente. E mentre i cinesi passano dal manifatturiero più elementare all’industria magari noi continuiamo a fare “cappotti e mutande” che già oggi non riusciamo a vendere più a nessuno.&lt;br /&gt;L’unica cosa che il nostro governo sembra riuscire a fare è quello di andare a ruota di Marchionne magari chiedendogli di essere ancora più “severo” con i lavoratori italiani.&lt;br /&gt;Ma anche dall’opposizione non si è levato alcun lamento.&lt;br /&gt;Ma che bel Paese il nostro dove gli operai se la devono vedere loro e solo loro con i loro datori di lavoro anche in una situazione di crisi come quella che stiamo attraversando e con dei sindacati che sono subalterni o al massimo ancora fermi agli inizi del secolo. E quale potrà essere il futuro per i nostri figli? Signori sveglia finchè si è ancora in tempo e che iddio ce la mandi buona!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3395542204199429135?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3395542204199429135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3395542204199429135&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3395542204199429135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3395542204199429135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2011/01/sul-caso-fiat.html' title='Sul caso Fiat'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4903693410040817821</id><published>2010-10-16T18:44:00.001+02:00</published><updated>2010-10-16T18:48:24.994+02:00</updated><title type='text'>Una riflessione sull’aggressione alla metropolitana di Roma</title><content type='html'>Fatti come questo appartengono, ormai da qualche anno, sempre più alle notizie di cronaca quotidiana e sempre più (vedi commenti agli articoli sull’accaduto) cresce il numero di chi “giustifica” in qualche modo l’accaduto. Sono poi spesso questi signori gli stessi che a parti invertite chiederebbero la lapidazione in piazza per il colpevole. Così purtroppo vanno le cose.&lt;br /&gt;Ho visto e rivisto il filmato dell’aggressione e mi sono convinto che il ragazzo è&lt;br /&gt;“colpevole” perché il gesto di sputare (così ho visto nel filmato) è un gesto davvero pessimo che indica il totale disprezzo per l’altro. Disprezzo che si è poco dopo appalesato quando, dopo aver colpito con un pugno la vittima, il ragazzo (che ha visto assai chiaramente crollare a terra  e di peso la signora)  non si è in alcun modo preoccupato di verificare cosa fosse accaduto (quanto si fosse fatta male la vittima) ma con fare strafottente ha raccolto da terra qualcosa che gli era caduto ed ha preso ad allontanarsi e solo perché fermato da qualcuno è rimasto sul posto continuando ad essere totalmente indifferente e disinteressandosi completamente della signora che rimaneva “immobile e senza segni di vita” a terra.&lt;br /&gt;Quello che stupisce è questa totale indifferenza. Sono sicuro che il ragazzo è, ora che la signora è morta, davvero preoccupato ma non tanto per quanto accaduto ma solo e soltanto del fatto che molto probabilmente andrà in prigione.&lt;br /&gt;Qualcuno probabilmente dirà che è normale a 20 anni avere paura di andare in prigione ed è giusto ma vivaddio non dovrebbe essere altrettanto normale star male e tanto soprattutto e prima di tutto per quello che si è procurato seppure in parte involontariamente all’altro e almeno dichiararsi pronto a pagare la colpa?&lt;br /&gt;Ecco quello che più mi preoccupa e rattrista è questa incapacità di essere e sentirsi responsabili sempre più diffusa perché è davvero brutto e difficile vivere in una società con tanti “irresponsabili” e perciò più facilmente capaci di fare tanto male agli altri e a se stessi.&lt;br /&gt;Libero è chi è responsabile delle azioni che compie e di fronte ad eventuali sue “gravi irresponsabilità” comunque è almeno pronto a farsene carico…….e la nostra sembra sempre più divenire una società schiava del pregiudizio, della xenofobia e del razzismo, dell’arroganza…….proprio una brutta società.&lt;br /&gt;Forse è il caso che ci si interroghi tutti per provare a capirne almeno le ragioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4903693410040817821?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=8269246315937880227' title='Una riflessione sull’aggressione alla metropolitana di Roma'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4903693410040817821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4903693410040817821&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4903693410040817821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4903693410040817821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2010/10/una-riflessione-sullaggressione-alla.html' title='Una riflessione sull’aggressione alla metropolitana di Roma'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-7207542801608934064</id><published>2010-04-02T17:16:00.000+02:00</published><updated>2010-04-02T17:18:11.428+02:00</updated><title type='text'>Qualche riflessione dopo il voto per le Regioni</title><content type='html'>Ma qualcuno ha mai pensato di porre ai partiti politici (e di porsi) alcune domande sul futuro?&lt;br /&gt;Per esempio dove e come vanno l’Europa e l’Europa e il Mondo e dove va quest’Italia postelettorale? Che futuro potrà avere? Come si collocherà il nostro Paese rispetto all’Europa e al Mondo e cosa significherà questa sua collocazione? Sarà la più appropriata o no per il tempo che viviamo?&lt;br /&gt;Sembrano domande banali ma dalle loro risposte dipenderanno tante cose per il futuro: l’economia e la possibilità o meno di nuovi posti di lavoro; lo sviluppo scientifico e tecnologico; la qualità del vivere quotidiano e tanto tanto ancora.&lt;br /&gt;E a chi rispondesse che tutto ciò non è importante e che altre nazioni nella nostra Europa non si pongono simili domande si potrebbe rispondere che certamente francesi e tedeschi e forse gli inglesi che si pongono ancora il falso problema di chi tra loro sarà guida dell’Europa certamente si stanno già ponendo il problema di dove vanno l’Europa e il Mondo. &lt;br /&gt;Tra chi poi, come ad esempio la Grecia,  non si è posto e ancora oggi non si  pone il problema sappiamo già oggi quale drammatica collocazione si rischia.&lt;br /&gt;Sarei curioso di ascoltare le risposte dei partiti soprattutto di quello che ormai da tutti è decantato come il partito più partito la Lega. ma certamente anche l’Italia dei valori e a seguire l’UDC e il PD e la PDL.&lt;br /&gt;Perché al di la delle tanto pubblicizzate risposte ai problemi del mondo che il nostro Ministro dell’economia ci propina con cadenza mensile ho la drammatica sensazione che si annaspi a tutto campo.  &lt;br /&gt;I dati di bilancio e il debito pubblico continuano a crescere (ed è proprio il caso di dirlo) nonostante il Brunetta pensiero e si continuano a pubblicizzare le solite riforme istituzionali che si ripetono ormai da un quindicennio e l’ancora tanto decantato “piccolo è bello” dell’industria italiana sempre più rischia di scomparire (anche attraverso l’acquisto dei fondi sovrani di qualche emirato) d’un tratto e intanto tutto e tutti tacciono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non è solo la politica a tacere. Tacciono anche la stampa e i media che continuano ossessivamente a parlarci di “escort” di destra e di sinistra, di Berlusconi si e Berlusconi no, di Bersani si e di Bersani no e del PD e della Lega che è un vero partito e……..&lt;br /&gt;Ma c’è ancora qualcuno che sappia dirci se quello di cui abbiamo oggi bisogno per immaginare un futuro è di un partito “condominiale” e la smetta di parlarci di partito liquido e…….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai (o quasi) qualcuno che ci parli della realtà vera del nostro Paese, dell’immobilismo che rischia di avvicinarci sempre più alla Grecia (ma con un debito pubblico assai più grande di quello della Grecia) del sempre più drammatico crollo della scuola e dell’Università e che sappia proporci vere riforme e non stantii discorsi sindacalesi che si pongono come unico obiettivo (comprensibile per i sindacati ma nemmeno per loro ormai più giustificabile) quello di tutelare i “lavoratori” della scuola e dell’Università. La scuola e l’università italiane anche dopo la cosidetta “riforma Gelmini” hanno ancora il più alto numero di personale non docente (personale ausiliario, amministrativo, tecnico…); gli enti locali (comuni, provincie, regioni) continuano nonostante non abbiano una lira in cassa ad assumere personale (tutto severamente sotto controllo dei politici di turno) la cui destinazione è a dir poco fantasiosa mentre tutti sanno che la P.A. è pletorica e soprattutto inefficiente e costituisce il maggior fattore di spesa pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi ci si lamenta che l’astensione cresca nel nostro Paese e ci si domanda se quelli che si astengono sono moderati e tra i moderati se sono moderati di destra o di sinistra o se sono estremisti e tante altre puttanate varie.&lt;br /&gt;Ma possibile che nessuno comprenda che per capire qualcosa di come va e dove va l’Italia si è costretti a sfogliare qualche quotidiano straniero con tutta la difficoltà di lingua e con i limiti ben comprensibili?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse è il caso che si cambi un po’ tutti e per primi proprio quelli che più d’altri dovrebbero informare i cittadini: i giornali e i giornalisti (aspettarsi che siano i partiti ridotti ormai a più o meno capaci combriccole elettorali a far ciò è credo avveniristico oltre che illusorio), faziosi ma sinceri, finalmente, pur nella faziosità come si può e si dovrebbe essere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-7207542801608934064?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/7207542801608934064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=7207542801608934064&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7207542801608934064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7207542801608934064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2010/04/qualche-riflessione-dopo-il-voto-per-le.html' title='Qualche riflessione dopo il voto per le Regioni'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8515193775162807961</id><published>2009-11-28T23:24:00.004+01:00</published><updated>2009-11-28T23:31:59.002+01:00</updated><title type='text'>Ripresa attività</title><content type='html'>Forse è il caso di riprendere l'attività sul blog. Dal giorno 20 Novembre sono diventato nonno di un bel maschietto di nome Davide e credo sia giusto che fra qualche anno possa leggere qualcosa, qualche riflessione o pensiero del nonno.&lt;br /&gt;Per la nascita del nipote mi sono momentaneamente trasferito a Perugia luogo di residenza di mia figlia e del marito e devo dire che il soggiorno in questa città è davvero piacevole.&lt;br /&gt;Penso di scrivere nei prossimi giorni qualcosa su questa bella città e qualcosa su questo bellissimo evento che è la nascita di mio nipote.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8515193775162807961?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8515193775162807961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8515193775162807961&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8515193775162807961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8515193775162807961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/11/ripresa-attivita.html' title='Ripresa attività'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4759199448560481640</id><published>2009-03-01T13:17:00.000+01:00</published><updated>2009-03-01T13:36:36.064+01:00</updated><title type='text'>Riflessioni da un fatto di cronaca</title><content type='html'>Leggo dalla repubblica:&lt;br /&gt;CRONACA&lt;br /&gt;[ Imperia, l'aggressione fu brutale. La vittima: "Ora costretta a barricarmi in casa" L'uomo fu arrestato in flagrante e condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione&lt;br /&gt;Violentò una ragazza libero dopo un anno&lt;br /&gt;di LUCIA MARCHIO'&lt;br /&gt;IMPERIA - Era stato arrestato nel dicembre del 2007 a Imperia per lo stupro di una ragazza ventenne, colto sul fatto dai carabinieri. Oggi torna libero. Grazie all'indulto, si dice. Ma all'epoca in cui accadde la violenza quell'orribile reato non rientrava più tra quelli indultati, e dunque non è chiaro per quale cavillo giuridico o se grazie alla legge Simeoni o Gozzini venga rimesso in libertà. Però accade, gettando nello sconforto la vittima e i suoi familiari. &lt;br /&gt;"E' come essere violentati una seconda volta. Non è giusto. La giustizia italiana tutela i delinquenti mentre le persone oneste devono ormai solo barricarsi in casa", dichiara la giovane. Che soffre ancora dei postumi della brutale aggressione, non solo per i dolori fisici alla schiena, al collo e al volto dovuti alle botte ricevute: "Sono i dolori dell'anima che non se ne vanno. Gli incubi notturni, la depressione, l'ansia, la paura". &lt;br /&gt;Tutto accadde nella notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2007. Era da poco passata la mezzanotte, e Claudia P., impiegata ventunenne, camminava sul lungomare Vespucci sulla via di casa, dopo una serata passata con gli amici. All'improvviso si trova di fronte Davide Buroni, un giovane ventiquattrenne di Pieve di Teco, paesino dell'entroterra imperiese, un tipo con diversi precedenti penale alle spalle: nel 2005 era stato arrestato nell'ambito di una operazione antidroga (battezzata "Filo d'Arianna") per spaccio di cocaina ed eroina; e ancora nel 2006 quando, completamente ubriaco, scaraventò a terra una donna per rapinarla. &lt;br /&gt;Quella sera invece, il ragazzo aveva adocchiato Claudia. Approfittando della scarsa visibilità, cappuccio in testa, la trascina a forza dietro un cespuglio, la picchia con violenza inaudita e la costringe a subire atti sessuali. I proprietari di un chiosco ambulante poco distante, sentendo urla disperate, chiamano i carabinieri. Quando arriva la pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Imperia, il ragazzo viene preso in flagranza di reato. Lei, sotto shock, ha il volto tumefatto e insanguinato. &lt;br /&gt;Buroni viene condannato dal gup Fabio Favalli a 4 anni e 2 mesi di reclusione, con il rito abbreviato che gli vale uno sconto consistente nella condanna. Dopo pochi mesi di carcere ottiene il beneficio degli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al Sert, visti i suoi trascorsi legati alla tossicodipendenza e all'alcol. Ma dopo poco più di un anno di reclusione torna in libertà. &lt;br /&gt;(28 febbraio 2009) ]&lt;br /&gt;Quella che viene qui riportata sembra proprio una storia di “malattia” e si potrebbe ipotizzare una “dipendenza da sostanze varie (alcool e droghe)” con “comportamento antisociale”.&lt;br /&gt;Viene da pensare che “la legge” prima ancora dei Giudici sia carente perché si dice che “con il rito abbreviato” il soggetto ha potuto beneficiare di un “consistente sconto” di pena che la legislazione attuale evidentemente permette.&lt;br /&gt;Non si capisce bene perché già dopo pochi mesi sia passato ai domiciliari. &lt;br /&gt;Verosimilmente per “curarsi”? Ci si sarebbe aspettata almeno una proposta di invio in comunità terapeutica dove per l’intero tempo della condanna avrebbe potuto (lì si e davvero) curarsi o, ove non avesse accettato, sarebbe dovuto rimanere in carcere per tutto il tempo della pena già troppo lieve. &lt;br /&gt;Invece no. Lo si invia al Sert come se ciò potesse rappresentare  tutta la“cura”e soprattutto come se non avesse compiuto alcun reato o se il reato, per il fatto che il soggetto è malato, si cancellasse da solo. &lt;br /&gt;No signori non è affatto così. Un reato è sempre reato e la malattia (che in questo caso dipende dalla condotta del soggetto e non è indipendente da lui come potrebbe esserlo una malattia psichiatrica su base eredo costituzionale) non può e non deve in alcun modo ridurre il periodo della pena che può e “deve” essere anche utilizzato per curare la malattia si ché il soggetto possa, una volta scontata la pena e dopo un sufficiente periodo di cura rientrare il più possibile a pieno titolo nella vita sociale. &lt;br /&gt;Viene qui in mente (anche se gli scarsi elementi forniti nell’articolo non permettono di esprimere un attento giudizio) che Giudice di sorveglianza, Servizio sociale e Sert non abbiano svolto appieno il loro lavoro con il verosimile risultato che un soggetto “malato e antisociale” continuerà ad essere senz’altro malato e con alta probabilità  ad avere  ulteriori comportamenti antisociali (cioè compirà ancora reati).&lt;br /&gt;Al di là di leggi e regolamenti credo che se le condotte degli operatori non si muovono entro attenti piani e protocolli “terapeutico riabilitativi” continueremo ad avere sempre più  cosiddetti “criminali” in giro per le nostre strade e a nulla varranno le tante “campagne di stampa e mediatiche”. &lt;br /&gt;Questa non è una condotta che nel mentre riconosce i diritti sacrosanti delle vittime (sempre più spesso dimenticati e negati ) si pone anche l’obiettivo di essere attenta ai colpevoli (al loro recupero sociale) come una società moderna e democratica richiederebbe.&lt;br /&gt;Il tanto gridare  “pene severe” e “processi subito” e “certezza della pena” suona sempre più come il tentativo stonato di mascherare la cruda realtà di processi, pene e certezze sempre più fumosi con un apparato di polizia e giudiziario che al di là degli alti costi paiono sempre più al collasso. Un ulteriore strumentale tentativo dei tanti politici (di destra e di sinistra per capirci) che ormai da troppi anni appaiono sempre più incapaci di comprendere le esigenze della collettività e dare le giuste risposte. &lt;br /&gt;Questa pare solo “condotta omissiva”,””non curanza” in una società, quella del nostro povero paese, che “si degrada sempre più”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4759199448560481640?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4759199448560481640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4759199448560481640&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4759199448560481640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4759199448560481640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/03/riflessioni-da-un-fatto-di-cronaca.html' title='Riflessioni da un fatto di cronaca'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-56051255396907593</id><published>2009-02-10T13:41:00.002+01:00</published><updated>2009-02-10T13:45:26.717+01:00</updated><title type='text'>Lettera per i nostri Parlamentari</title><content type='html'>Ma ve lo immaginate un parlamento che legifera “d’urgenza” ogni volta che c’è un problema di vita o di morte per qualcuno?&lt;br /&gt;Un Parlamento che non si preoccupa di ricondurre per quanto difficile sia, ed è difficile, a Legge fatti di vita privata e personale (che devono sempre essere rispettosi dei diritti e delle scelte dell’individuo e appunto “normati”) ma che - sulla spinta diciamo “emozionale” quando non avvenga per puro o bieco interesse di parte  – pontifichi, perché fare così è solo pontificare,  prendendo spunto da tristi episodi della vita degli esseri umani.&lt;br /&gt;E così magari quando ci sarà una disgrazia più disgraziata delle altre nel mondo del lavoro o quando ci sarà una storia più triste e toccante delle tante storie tristi che purtroppo tanti uomini si trovano costretti a vivere si metterà d’un colpo a legiferare sull’onda di queste storie.&lt;br /&gt;E purtroppo è già accaduto ed accade in questo nostro Paese: con la disgrazia che ha colpito gli operai della Tissenkrupp…. Con la triste vicenda della signora Toreggiani e con i due sfortunati giovani che di recente hanno subito una violenta aggressione..e con tante altre singole storie sino a giungere a questa storia  della Englaro che per quanto ci potrà sembrare più triste delle altre è comunque una delle tante tristi storie.&lt;br /&gt;No signori! &lt;br /&gt;Non vi paghiamo per essere così “dozzinali” e così “emozionati” come voi tutti (guelfi e ghibellini) e senz’altro opportunisticamente dite. &lt;br /&gt;Quello che vi chiediamo è - già accade in tanti altri Paesi più “attenti” del nostro - di fare leggi. &lt;br /&gt;Leggi per la collettività che ci impegnino tutti ma mai mortifichino i singoli, i cristiani, gli ebrei, i musulmani e quelli di qualunque credo religioso e parimenti i laici. &lt;br /&gt;Leggi che ci tutelino davvero tutti.&lt;br /&gt;Sò che è un difficile e duro lavoro questo ma è per questo che ci chiedete il voto e noi vi eleggiamo; è, se volete, per questo duro lavoro che  vi paghiamo e se onorerete il nobile impegno ve ne saremo infinitamente grati e riconoscenti.  &lt;br /&gt;E le vostre emozioni, così come per noi le nostre,  ve le dovete tenere “in corpo” (come volgarmente si dice) ché possano guidarvi nelle difficili scelte da fare  a chè  prendiate le decisioni migliori. &lt;br /&gt;Ma non ce le dovete e potete gridare dalle televisioni, dai giornali, dal Parlamento come avete fatto! &lt;br /&gt;Questo non vi è permesso! &lt;br /&gt;Non è da  Parlamentare.&lt;br /&gt;Signori Parlamentari: è tanto...., buon lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-56051255396907593?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/56051255396907593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=56051255396907593&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/56051255396907593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/56051255396907593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/lettera-per-i-nostri-parlamentari.html' title='Lettera per i nostri Parlamentari'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-1776797497372697531</id><published>2009-02-08T16:17:00.001+01:00</published><updated>2009-02-08T16:19:57.799+01:00</updated><title type='text'>Ulteriore riflessione sul triste caso “Englaro”</title><content type='html'>Dall’articolo di Mannaimer sul caso “Englaro”: “In questo quadro complesso e contraddittorio, talvolta un po' nebuloso, emerge un dato assai importante e rivelatore: di fronte al quesito su chi, in ultima analisi, dovrebbe prendere la risoluzione riguardo a Eluana, la maggioranza della popolazione indica — in tutti i sondaggi effettuati sin qui — i familiari o i medici. Sottolineando come in questioni come queste la decisione finale debba spettare all'individuo o alla sua famiglia.”&lt;br /&gt;Che significa tutto ciò: solo e semplicemente che lo Stato può e deve farsi garante del rispetto della volontà del personale medico e del contesto familiare ma non può e non deve mai sostituirsi ad essi perché questi sono problemi che attengono alla sfera delle vicende personali degli esseri umani e non c’è legge dello Stato appunto che possa tenere o meglio la legge può e deve entrare in punta di piedi in questioni così personali e perciò può e deve solo accompagnare le scelte che sono appunto personali cioè del soggetto e/o del contesto familiare e dei medici che valutano fino a che punto è giusto intervenire e quando non è più il caso di continuare ad intervenire perché si sta passando dall’intervento terapeutico all’”accanimento”. &lt;br /&gt;E certamente la Chiesa ha il pieno diritto di prendere posizione ma solo per guidare i suoi fedeli e non, come invece vorrebbe fare ( in uno Stato laico come è appunto il nostro non gli può essere consentito) prevaricando anche i non credenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-1776797497372697531?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/1776797497372697531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=1776797497372697531&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1776797497372697531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1776797497372697531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/ulteriore-riflessione-sul-triste-caso.html' title='Ulteriore riflessione sul triste caso “Englaro”'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3507078890073583565</id><published>2009-02-07T22:45:00.000+01:00</published><updated>2009-02-07T22:46:57.294+01:00</updated><title type='text'>L’accanimento terapeutico, l’eutanasia</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vorrei per un solo attimo tornare sulla triste vicenda della Englaro per fare una considerazione.&lt;br /&gt;Ma perché i tanti medici compreso il dottor Marino quando parlano del caso non parlano semplicemente di “accanimento terapeutico”?&lt;br /&gt;Perché quello che si sta praticando oggi a distanza di 17 anni dall’incidente di cui fù vittima la Englaro è davvero a mio avviso “accanimento terapeutico” e in tal senso non capisco perché la Chiesa che pure riconosce l’inutilità e anzi il danno alla persona nel caso dell’accanimento terapeutico non voglia riconoscerlo in questo caso.&lt;br /&gt;Forse perché preoccupata della possibilità che si vada ad approvare una legge che contenga in qualche modo elementi che fanno pensare all’eutanasia che non può mai (e si capisce) essere accettata dalla Chiesa.&lt;br /&gt;L’accanimento terapeutico che è cosa ben diversa dalla “morte dolce (eutanasia) è qualcosa che si realizza ogni volta che la medicina con i suoi presidi tecnologici invade una persona per la quale non vi è più alcuna speranza di guarigione o di un qualche miglioramento e nemmeno la certezza di conservare la condizione che c’è.&lt;br /&gt;E dire semplicemente che “mantenere una qualunque condizione” è vita significa perdere il senso stesso della vita.&lt;br /&gt;La vita “vegetativa” non può essere definita vita nel senso che il termine ha. Ma attenzione non si sta parlando di “vita con limiti, con perdita di tante e complesse funzioni”, come sovente accade oggi per tanti pazienti che hanno appunto una condizione di riduzione della “capacità di vita” ma pur sempre hanno una vita. Si parla di una condizione che la scienza non ha definito morte solo e soprattutto per la “bramosia di indagine scientifica”. &lt;br /&gt;Che poi nel tempo si sia visto che pazienti che sono stati in coma anche per lungo tempo (per lungo tempo deve intendersi un tempo di due tre anni al massimo) a volte si sono “svegliati dal coma”  lo sappiamo e ci fa piacere per loro ma comunque questo è altro (mai paziente si è risvegliato dopo più di tre anni).  &lt;br /&gt;Quanto sto dicendo sanno molto bene i Medici che operano nei reparti di rianimazione. Medici che appunto quando si trovano di fronte ad un paziente che non può recuperare alcuna funzione vitale sospendono “i complessi presidi terapeutici” messi in atto sino a quel momento e si pongono in “rispettosa attesa” della morte che sempre sopraggiunge.&lt;br /&gt;Certo parlare di sospensione dell’idratazione e della somministrazione di cibo fa pensare a morte procurata ma così non è. Perché si è visto che anche quando venga continuata la somministrazione di liquidi e cibo i pazienti vengono comunque a morte magari solo dopo alcuni giorni in più.&lt;br /&gt;Questo è quanto davvero accade. &lt;br /&gt;Nel caso della Englaro basterebbe non somministrare  farmaci e dare liquidi e cibo non particolarmente bilanciati perché la povera Englaro venga a morte naturale e non si capisce per quale ragione si dovrebbero somministrare liquidi e cibo rigorosamente bilanciati  e farmaci visto che la paziente non può più recuperare alcuna funzione vitale.&lt;br /&gt;Certo nella sua condizione di vita vegetativa potremmo conservarla così come è anche per molto tempo ancora come infatti è accaduto sino ad oggi ma, mi chiedo, quale è il senso? Qualche cattolico ha sostenuto che la Englaro potrebbe rimanere incinta. Può darsi che abbia anche ragione; è possibile che ove fecondata artificialmente (prima invasione dall’esterno indispensabile perché possa rimanere incinta) potrebbe anche , con la sua semplice funzione vegetale, portare la gravidanza al termine ma poi dovremmo, per farla partorire intervenire totalmente noi dall’esterno (seconda invasione). Ma vi sembra una cosa da fare e soprattutto per un cattolico? Sarebbe bieco accanimento medico per una ricerca che non porta nessun vantaggio per l’uomo degna degli esperimenti nazisti .&lt;br /&gt;Voglio più semplicemente (anche se scrivendo mi accorgo che poi tanto semplice non ci appare) dire che così come esiste la vita esiste anche la morte e negarla (come tanti nuovi presidi della medicina possono già oggi fare) non ci porta da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutt’altra cosa è procurare la morte, fosse anche la dolce morte dell’Eutanasia. Sia ben chiaro ritengo che accompagnare anche con presidi medici la persona alla morte come sempre più spesso si fà con i malati terminali sia cosa fortemente rispettosa della vita degli esseri umani sia per un cattolico che per un laico non altrettanto penso di qualunque pratica anche la più blanda che procuri essa stessa la morte.&lt;br /&gt;Ecco dov’è la sottile differenza tra “accanimento terapeutico”,  “accompagnamento alla morte” ed “eutanasia”. &lt;br /&gt;E pur se comprendo che un laico potrebbe esser tentato dall’accettare l’eutanasia come momento di alta libertà  ritengo invece e da laico che l’eutanasia  non possa e non debba essere accettata (così come il suicidio è comprensibile ma non da accettare) ma parimenti non bisogna confondere il diritto alla vita con l’obbligo di non morire e per giunta solo per “non dispiacere” agli altri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3507078890073583565?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3507078890073583565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3507078890073583565&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3507078890073583565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3507078890073583565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/laccanimento-terapeutico-leutanasia.html' title='L’accanimento terapeutico, l’eutanasia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-7048073748328560653</id><published>2009-02-05T18:54:00.000+01:00</published><updated>2009-02-05T18:57:52.438+01:00</updated><title type='text'>Ancora sulla triste vicenda Englaro</title><content type='html'>Leggo da un articolo di “Repubblica” che riporto in fondo che l’arcivescovo emerito di Foggia avrebbe dichiarato alla stampa “Lasciamola morire come Wojtyla”&lt;br /&gt;Sante parole quelle dell’Arcivescovo che le ha pronunciate ove si sente forte e finalmente la “pietas cristiana”.&lt;br /&gt;Lasciamo una volta per tutte in pace questa povera donna e la sua famiglia e i credenti preghino per loro.&lt;br /&gt;[Da “La Repubblica”  (http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro/vertice-procura-udine/vertice-procura-udine.html)&lt;br /&gt;Eluana, il governo punta sul decreto I legali: "Costituzionalmente abnorme"&lt;br /&gt;L'arcivescovo: "Lasciamola morire come Wojtyla". Una voce diversa si leva anche nella Chiesa. E' quella dell'anziano arcivescono emerito di Foggia, Giuseppe Casale. In un'intervista a La Stampa, il prelato spiega di sentirsi "vicinissimo" al padre della ragazza e chiede di non proseguire "questo stucchevole can can", perchè l'alimentazione e l'idratazione sono assimilabili a trattamenti medici e se una cura non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta". L'invito è quello di "lasciare che Eluana termini i suoi giorni senza stare a infierire - ha detto Casale - alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili". "Come cattolici - prosegue Casale - dovremmo interrompere tutto questo clamore ed essere più sereni" e invece di fare campagne, "bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre".]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-7048073748328560653?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/7048073748328560653/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=7048073748328560653&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7048073748328560653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7048073748328560653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/ancora-sulla-triste-vicenda-englaro.html' title='Ancora sulla triste vicenda Englaro'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-167283928987555908</id><published>2009-02-03T12:13:00.000+01:00</published><updated>2009-02-03T12:14:21.935+01:00</updated><title type='text'>Il caso Englaro</title><content type='html'>Il caso Englaro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sante parole verrebbe da dire quelle del Presidente della Corte costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;( Dal Corriere della sera &lt;br /&gt;(http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_03/sacconi_englaro_valore_vita_42648488-f1cb-11dd-9d2c-00144f02aabc.shtml)&lt;br /&gt;Dramma per la famiglia, ma il governo deve adottare principi di cautela»&lt;br /&gt;«Guai a perdere il valore della vita» Il ministro Sacconi: stiamo valutando il caso. Flick (Corte costituzionale): preoccupato per il conflitto politico&lt;br /&gt;ROMA - «Stiamo valutando il caso anche dal punto di vista formale, alla luce della situazione di fatto e diritto. Ma oltre a questo, valgono gli interrogativi che dobbiamo porci nell'assoluto rispetto di tutte le posizioni». Lo ha detto il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi a «Panorama dal Mondo» parlando di eventuali provvedimenti relativi alla vicenda di Eluana Englaro, da questa mattina ricoverata a Udine. Proprio il ministro Sacconi lo scorso dicembre aveva emanato un atto di indirizzo che impediva di fatto a tutte le strutture sanitarie pubbliche di dare corso alla sentenza che decretava il via libera allo stop dell'alimentazione forzata. &lt;br /&gt;«NON C'E' MORTE CEREBRALE» - Il ministro oltre a ritenere doverosa la comprensione «verso il dramma della famiglia» considera altrettanto doveroso che società e istituzioni riflettano sul senso della vita e dalla morte, «nel caso specifico di una persona che si trova in stato vegetativo, non è in una condizione di morte cerebrale tanto che nessuno ha ipotizzato l'espianto degli organi, che nell'attuale condizione non è sottoposta ad accanimento terapeutico ma piuttosto ad alimentazione e idratazione attraverso un sondino in quanto non è in grado di provvedere a se stessa, che è in una condizione di molti disabili e non ha espresso una volontà che deve essere acclarata da una certificazione come probabilmente chiederà la nuova legislazione. Davanti a tutto questo - ha aggiunto - ho pensato che fosse giusto adottare un principio di cautela, di prudenza, in assenza di una legislazione specifica. Guai se perdessimo il valore della vita e se non ci interrogassimo sul fatto che a volte la scienza non dà certezze».&lt;br /&gt;I TIMORI DI FLICK - Anche il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, è intervenuto sul caso Englaro. Parlando agli studenti di un istituto del Milanese ha detto di essere preoccupato perché «un problema drammatico di questo tipo è diventato oggetto di un conflitto politico ideologico di contrapposizione che sarebbe meglio non ci fosse». Flick ha detto di avere «profonda pena» per la famiglia Englaro e, in particolare, per il padre Beppino che nella notte ha fatto partire la figlia per una clinica di Udine dove le sarà interrotta l'alimentazione e l'idratazione forzate permettendole di morire. «È diventato un tema su cui tutta l'Italia dibatte - ha osservato Flick - e penso allo strazio del padre. Credo che si debba riconoscere maggiore riservatezza e rispetto del dramma che sta vivendo».&lt;br /&gt;CEI - Al caso Eluana è dedicato l'editoriale pubblicato dal Sir, l'agenzia della Conferenza episcopale italiana: «Il viaggio della morte è cominciato di notte». «Tra qualche giorno - chiosa l'agenzia dei vescovi - le verrà tolta l’alimentazione e l’idratazione. Tutto questo con l’avallo di una sentenza». Per il Sir, «è un momento triste per tutti coloro che, credenti o non, hanno a cuore la tutela della persona. Se nessuno può togliere la vita ad un altro - prosegue il Sir - togliere la vita ad una persona totalmente indifesa è una barbarie. La fragilità e la debolezza, al contrario, sono un appello alla solidarietà, anche attraverso quei mezzi che oggi si hanno a disposizione». &lt;br /&gt;03 febbraio 2009 ) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre si dibatte sulla drastica riduzione delle intercettazioni per conservare, si dice, il diritto alla privacy dei cittadini c’è nel contempo da parte degli stessi politici che sembrano interessarsi così tanto ai cittadini una tale e tanta invasione di campo nella sfera privata che non può non lasciarci esterefatti .&lt;br /&gt;Forse il vero problema è che ci sono ormai troppi politici che dicono di volersi interessare ai problemi dei cittadini ma in realtà si interessano solo e soltanto ai loro problemi  e  pensano anche di poter decidere (quasi fossero monarchi illuminati) tranquillamente loro per tutti. &lt;br /&gt;Che la politica si faccia buona interprete e guida per il popolo è cosa giusta. Ma che i politici anche quando contraddetti dalla realtà dei fatti facciano di tutto per imporsi e prevaricare i cittadini questo non solo non è giusto ma non dovrebbe proprio accadere in un Paese democratico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-167283928987555908?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/167283928987555908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=167283928987555908&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/167283928987555908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/167283928987555908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/il-caso-englaro.html' title='Il caso Englaro'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-552809134838563798</id><published>2009-02-02T19:25:00.004+01:00</published><updated>2009-02-02T19:52:55.630+01:00</updated><title type='text'>riflessione sulle ultime vicende di cronaca</title><content type='html'>Cercavo ieri di inviare una mia riflessione sulle ultime vicende di cronaca al corriere dove dicevo sull’aggressione all’indiano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La criminalità è stata sempre e sempre lo sarà più presente dove c’è degrado e assenza di vita sociale. E le nostre belle città ormai degradate (complici le tante speculazioni edilizie e una sempre più miope politica del territorio) appaiono sempre più spesso come “ squallide periferie” ove al degrado si sommano le povertà del nostro tempo (cittadini comuni oltre che immigrati) il malaffare, l’ignoranza, la sopraffazione. &lt;br /&gt;Ormai da tempo alcune forze politiche coniugano l’equazione “immigrato-criminalità” ma siamo davvero sicuri che è così e che al solo crescere dell’immigrazione si accompagni un aumento della criminalità?&lt;br /&gt;Tanti fatti recenti così come questo drammatico e ripugnante di oggi, non confermano affatto questa “strana” ipotesi anzi evidenziano che a forza di coniugare “criminalità con immigrazione” finiamo solo per aggiungere alla criminalità comune e a quella organizzata (già fortemente radicata nel nostro Paese) anche quella da razzismo e xenofobia.&lt;br /&gt;Né con vili proclami razzisti né con assurdi annunci di pene sempre più pesanti che somigliano più ai gesti dei criminali che a pene per i colpevoli si può affrontare il complesso problema della criminalità e della sicurezza nel nostro Paese.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Oggi leggo sempre sul correre l’articolo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“IL CASO&lt;br /&gt;«Auguro anche a te di essere stuprata»  Le email choc contro la Bernardini&lt;br /&gt;La deputata radicale ha denunciato le percosse sui romeni presi a Guidonia &lt;br /&gt;ROMA — Ricevuti da Rita Bernardini sull'email della Camera: «Fai schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti s.... nessuno. Crepa». Ancora: «Spero veramente che un giorno le stuprino le sue figlie o qualche suo famigliare». Il «lei» si usa, scrivendo a un deputato, anche per le atrocità: «Vorrei, cara onorevole, che una sera rientrando a casa, fosse stuprata e pestata a sangue da un branco di romeni, vorrei che le lasciassero segni indelebili nel corpo e nella mente, vorrei che ciò accadesse ai suoi figli se ne ha, vorrei che i suoi cari magari anziani fossero aggrediti in casa e malmenati con bastoni e seviziati con coltelli da un branco di extracomunitari feroci» Rita Bernardini, deputata radicale-Pd e membro della commissione Giustizia della Camera, dice che tutto ricorda «radio parolaccia, quando a Radio radicale, era metà degli anni Ottanta, lasciammo libertà assoluta. Uscì fuori la divisione Nord-Sud. E tanto sesso. Un vero spaccato dell'Italia». Lo stesso succede ora, dopo la visita della Bernardini e di Sergio D'Elia ai sei romeni arrestati per la violenza di Guidonia. Il gesto ha dato via libera, sul suo sito come su Facebook, Tiscali e Wikio, a una rivolta. Forse è la stessa Italia espressa dall'atroce gesto di Nettuno, all'immigrato indiano aggredito e bruciato. «Hanno pubblicato il mio indirizzo e-mail e anche il mio telefonino, che comunque appare sul sito della Rosa nel pugno... Avviserò la questura. E pubblicheremo tutto sul sito www.radicali.it». &lt;br /&gt;Massimo Landi promette che se qualcuno troverà l'indirizzo di casa Bernardini «se lo sai vò a trovarla, dal cognome ho paura che sia anche toscana». Elisa La Ferrera vuole la mail: «Adesso gliene invio una molto carina.» Sandro Moretti: «Gli auguro caldamente di provare sulla propria pelle quello che ha provato la ragazza di Guidonia». Va assai per le spicce Roberto Mosci: «La pena di morte per i criminali come questi è un atto dovuto, per la parlamentare è obbligo, non dobbiamo avere paura a tirare la catena dello sciacquone, è una questione d'igiene». Ma perché è andata in carcere dai romeni, Bernardini? «Non sono andata a offrire la mia solidarietà, sia chiaro. Io e D'Elia ci siamo mossi dopo le segnalazioni sui pestaggi in carcere. Non mi risulta che ci sia una legge che lo permette». Ma se davvero toccasse a lei, a una persona cara? «Non so come reagirei umanamente. So che non potrei mai cedere su un punto. Cioè che un'istituzione non può imbarbarirsi comportandosi come i peggiori malviventi, cioè reagendo con una violenza illegale. Ma noi radicali siamo allenati a certe reazioni. Quando ci battevamo per l'aborto non ci arrivavano certo mazzi di fiori». &lt;br /&gt;La pancia italiana ribolle. Email spedita alla Camera: «Le forze dell'ordine in questo caso sono state superlative; unica nota negativa, non li hanno fatti toccare a nessuno; il popolo vorrebbe solo "divertirsi un po'"». Su Facebook, Fabio Sias: «Dovevano lasciarli in mano alla folla, qui bastardi». Paura, Bernardini? «No, sapevo benissimo di compiere un gesto difficile. Però provo molta amarezza. C'è ancora tanta strada da percorrere per far comprendere quanto sia importante il rispetto delle leggi da parte di tutti. Attaccano me e non D'Elia perché sono una donna. C'è un evidente aspetto legato a una sessualità repressa» Sito della Camera: «Lei mi fa ribrezzo. Lei va a trovare i romeni in carcere ma non si preoccupa della ragazza violentata a turno dagli animali che è andata a trovare ». Già, perché non è andata dalla ragazza violentata? «Perché la vera solidarietà di un politico a chi ha ricevuto un danno gravissimo è battersi nelle sedi dovute perché quell'atrocità non capiti più. Una visita e via? Troppo facile».&lt;br /&gt;Paolo Conti&lt;br /&gt;02 febbraio 2009”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire oltre che dichiarare la mia piena solidarietà alla parlamentare radicale che si batte per l’affermazione del diritto di tutti e per tutti perché dove manca il diritto impera solo la barbaria? &lt;br /&gt;Mi resta la vergogna come cittadino italiano per gli insulti che ha ricevuto così come mi consola quanto affermato dal capo dello Stato (“«Fermare questi raccapriccianti episodi xenofobi» «Appello a chi ha responsabilità istituzionali, culturali, educative per l'impegno contro il razzismo» «Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati, ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo» «Rivolgo perciò un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza»”) anche se confesso che dopo aver letto le affermazioni del nostro Ministro dell’Interno ( Maroni: «Cattivi contro i clandestini» Il ministro degli Interni risponde a Pisanu: «Non bisogna essere buonisti, ma determinati». Ferrero: «Razzismo» &lt;br /&gt;ROMA - «Per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge». Lo ha detto il ministro degli Interni Roberto Maroni intervenendo ad Avellino alla manifestazione «Governincontra». Maroni ha inteso così rispondere «a chi in questi giorni - ha ricordato - ci ha accusato di fare discorsi da osteria padana»” ) torno ad essere preoccupato ed angosciato. Che sia la stampa a creare queste “confusioni”?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-552809134838563798?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/552809134838563798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=552809134838563798&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/552809134838563798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/552809134838563798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/riflessione-sulle-ultime-vicende-di.html' title='riflessione sulle ultime vicende di cronaca'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-5919612723073448463</id><published>2009-02-01T09:52:00.000+01:00</published><updated>2009-02-01T09:56:09.197+01:00</updated><title type='text'>Cronache italiane</title><content type='html'>Dalle news del Corriere della sera del primo febbraio 2009:&lt;br /&gt;[ Gran Bretagna: divieto per cibi etnici in Italia in prima pagina sul Times &lt;br /&gt;01 feb 08:17  &lt;br /&gt;LONDRA - Il divieto di vendere kebab e cibi etnici a cui stanno pensando alcune amministrazioni locali italiane finisce sui giornali britannici. Proprio mentre in Gran Bretagna monta la protesta contro la presenza di lavoratori italiani in una raffineria del Lincolnshire il quotidiano Times dedica all'argomento un lungo articolo. Il prestigioso giornale britannico ricorda che il provvedimento e' gia' diventato operativo a Lucca, dove un nuovo regolamento comunale vieta a bar, locali e ristoranti di vendere cibi etnici "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicita' architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo". ] &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si può fare?&lt;br /&gt;Tra “governatorati regionali” e “podestati comunali” il nostro Paese sembra rivivere un nuovo Medioevo? E dire che è stata soprattutto la sinistra a volere queste riforme delle autonomie locali che lentamente stanno trasformando le nostre belle Regioni e le sue città in veri e propri feudi dove il “signorotto” di turno propone ai suoi sudditi norme e balzelli.&lt;br /&gt;Con queste premesse il federalismo fiscale rischia di acuire il problema e il nostro bel Paese rischierà di piombare di nuovo nelle guerre tra i comuni alla faccia del “sistema Paese”.&lt;br /&gt;E tutto questo mentre nell’Europa impazza questa crisi economica planetaria che rischia di spazzare interi Stati! E ve lo immaginate come potranno resistere questi tanti piccoli “feudi” al vento di crisi?&lt;br /&gt;Italiani! Popolo di Santi e di navigatori credo stia tornando l’ora di solcare nuovamente il mare non alla ricerca di “terre sconosciute” (che non ci sono più) ma più semplicemente di migliori e più sicuri lidi dove soggiornare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-5919612723073448463?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/5919612723073448463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=5919612723073448463&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5919612723073448463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5919612723073448463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/02/cronache-italiane.html' title='Cronache italiane'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4845681906416985232</id><published>2009-01-31T19:19:00.003+01:00</published><updated>2009-02-01T12:54:25.158+01:00</updated><title type='text'>La Giustizia</title><content type='html'>Io non credo che Berlusconi pensi dall’alba al tramonto ai problemi della Giustizia ma più semplicemente pensa, da buon imprenditore come è, ai tanti suoi problemi. Che poi ce ne siano anche con la Giustizia bene a doverci pensare sono i tanti avvocati al suo servizio.&lt;br /&gt;E allora, mi direte, ma da dove vengono tutti questi suoi attacchi ai Magistrati e alla Magistratura?&lt;br /&gt;Sono sempre i suoi avvocati che si preoccupano di consigliarlo.&lt;br /&gt;E la riforma sulla Giustizia? Anche quella frutto delle splendide menti dei suoi avvocati.&lt;br /&gt;Ecco il problema: gli “azzeccacarbuglia” di manzoniana memoria sono assurti oggi a “riformatori della Giustizia italiana” e ve lo immaginate voi quale interesse possano avere questi signori? Appunto come l’antenato manzoniano si preoccupano più del peso dei “capponi” che dei cittadini. Se poi aggiungiamo che sovente anche i Magistrati sono più presi da “arbitrati” e “altri lavori redditizi” (tanto il lauto compenso dello Stato già c’è) ecco che la Giustizia italiana (quella che è al 156esimo posto al mondo e che dispone del più grande numero di avvocati del pianeta) è servita per quella che è. &lt;br /&gt;Che se poi qualche volta vi capita di ascoltare, magari in un’intervista in TV o sui giornali, qualche bravo magistrato (e ce ne sono comunque tanti) o qualche esperto e serio conoscitore di diritto e ce ne sono diversi (per lo più universitari ma non solo e ce ne sono persino tra gli avvocati) vi diranno che sono tutt’altre o soprattutto tante altre le cose da fare perchè la Giustizia funzioni davvero in questo Paese.&lt;br /&gt;Ma allora, se il mondo politico vuole, come dichiara, una riforma della Giustizia che la ponga davvero al servizio dei cittadini, verrebbe da chiedersi: e perché il mondo politico non si serve di questi bravi esperti per fare una seria, giusta e utile riforma della Giustizia?&lt;br /&gt;Semplice la risposta: i politici vogliono una Giustizia che, sì, funzioni ma non troppo da inchiodarli alle loro diciamo “responsabilità”; una Giustizia che sia forte con i deboli e i tanti disgraziati (più spesso sono i più disgraziati quelli che delinquono ma non per questo non devono esser puniti) che popolano la nostra bella Italia ma sia anche diciamo “comprensiva” con i tanti potenti e i ricchi ché se così non fosse saremmo all’anarchia…..insomma una giustizia giusta… anzi un po’… giusta, chè altrimenti diventa una giustizia “quasi komunista” e non è proprio il caso nella patria del diritto moderno ( povero Cicerone!) e….Dio ce ne liberi…! E un po’ come le tasse che i normali cittadini devono pagare ma per gli altri…e se superano una certa cifra…e..ci deve essere un limite (ma perbacco c’è!) ….e c’è il tributarista…ma l’elusione (che è evasione quasi autorizzata…)….e il condono…e i ricorsi tributari…!&lt;br /&gt;E così torniamo al 156esimo posto e magari fra un po’ dopo un’ulteriore “riforma della Giustizia” saremo al 165esimo….&lt;br /&gt;Viva l’Italia ….un po’ meno gli italiani (quelli qualunque s’intende!)…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;aggiornamento del giorno 1 febbraio 2009: per chi avesse voglia di meglio comprendere cosa stà accadendo alla Giustizia italiana raccomando l'ottimo articolo di Giuseppe D'Avanzo sulla Repubblica ( all'indirizzo http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/giustizia-9/commedia-sciocchezze/commedia-sciocchezze.html )&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4845681906416985232?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4845681906416985232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4845681906416985232&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4845681906416985232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4845681906416985232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/la-giustizia.html' title='La Giustizia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3706829326450974637</id><published>2009-01-15T14:11:00.001+01:00</published><updated>2009-01-15T14:19:08.117+01:00</updated><title type='text'>Lotta all'italiana all'assenteismo</title><content type='html'>Splendido articolo di Gian Antonio Stella sul corriere del 15 gennaio 2009 &lt;br /&gt;(http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_15/gian_antonio_stella_battaglia_anti_assenteisti_024dfa3c-e2d5-11dd-abc2-00144f02aabc.shtml ) &lt;br /&gt;sul voto “antiassenteista” (ovvero sarebbe meglio scrivere “assenteista” perché la PDL ha votato contro) della PDL.&lt;br /&gt;Da Psichiatra dovrei dire che ci troviamo di fronte ad un atteggiamento “dissociato” ma preferisco usare un termine più comprensibile ai più: parac..ismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà cosa né penserà “l’antifannullone” italiano Onorevole Brunetta?  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Europarlamento Il Pd compatto ha dato il suo appoggio al documento&lt;br /&gt;Battaglia anti-assenteisti , a Strasburgo il Pdl vota contro.&lt;br /&gt;Passa la risoluzione del radicale Marco Cappato: l’attività dei politici sia resa pubblica sul web&lt;br /&gt;«Basta assenteismo!», tuona da mesi la destra, nella scia del ministro Renato Brunetta. Giusto: al di là di certe forzature, è una battaglia che andava fatta. Ieri mattina però, a Strasburgo, il Pdl ha perso l’occasione per dare un segnale di coerenza. E si è schierato in massa contro una risoluzione, approvata a schiacciante maggioranza, che impegna il Parlamento europeo a mettere online le presenze degli eurodeputati per smascherare gli assenteisti. &lt;br /&gt;Sono anni che sul tema della svogliatezza con cui i nostri deputati partecipano ai lavori dell’assemblea di Strasburgo si accendono improvvise fiammate polemiche. Tanto più per il contrasto abbagliante tra questa svogliatezza e le spettacolari buste paga che incassano. Basti rileggere la tabella dell’indennità di base pubblicata ne Il costo della democrazia da Cesare Salvi e Massimo Villone: un parlamentare polacco prende 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, un italiano 149.215. Quindici volte più di un ungherese, tre volte più di un portoghese, una volta e mezza più dell’austriaco, secondo classificato. E non basta: alla retribuzione base vanno aggiunti i benefit e le indennità di spese generali, di soggiorno, di viaggio e quelle per i portaborse che portano il totale, nel caso degli italiani, a una cifra fra i 30.000 e i 35.000 euro. Un sacco di soldi. &lt;br /&gt;Il guaio è che i nostri europarlamentari non sono solo i più pagati. Sono anche, tradizionalmente, i più assenteisti di tutto il continente. Lo ricorda un’inchiesta dell’Europeo del ’93, dove si raccontava che in tutto l’anno precedente il pidiessino Achille Occhetto non aveva partecipato neppure a una seduta, il dc Antonio Jodice a 3, il Psdi Antonio Cariglia a 4, la rifondarola Dacia Valent a 7 e così via... Lo ribadiscono i reportage del Giornale del 1997 (occhiello ironico: «sulle tracce del nostri eurodeputati») o de l’Espresso del 2001: «Su 87 europarlamentari italiani, 26 hanno partecipato a meno di metà delle centouno sessioni plenarie, 15 non hanno mai preso la parola in aula, 27 hanno partecipato a meno del 20% delle sedute della propria commissione, 13 non hanno mai presentato un’interrogazione... ». &lt;br /&gt;Nel 2004 l’Università tedesca di Duisburg si prese la briga di elaborare uno studio capillare sulla legislatura che si chiudeva: alle sessioni di voto la presenza italiana era stata del 56,2%, contro l’80,9 dei greci o l’82,5% dei tedeschi. Un’inchiesta delle Acli dava dati leggermente diversi, ma non meno disastrosi: ai primi posti per presenze c’erano i parlamentari finlandesi (89,5%), belgi (89,3%), olandesi (88,7%) e gli ultimi, come sempre, erano i nostri, col 68,6%: tredici punti sotto i penultimi, che risultavano francesi col 79,5%. &lt;br /&gt;E adesso? Boh... Scottati dai dati che svergognavano gli eletti all’assemblea, i depositari delle informazioni sono diventati via via più avari di notizie. Al punto che quando l’eurodeputato radicale Marco Cappato, in ottobre, chiese ufficialmente di vedere le tabelle delle presenze per fare luce sulla realtà dopo mille polemiche (come quella che aveva visto Renato Brunetta, accusato da un sito Internet di essere stato lui pure un po’ discolo a Strasburgo, fare fuoco e fiamme spiegando di avere partecipato negli ultimi anni al 66,9% delle sedute) il segretario generale Harald Rømer gli rispose picche: poteva chiedere solo i dati suoi. Fine: «Non esiste alcun documento consolidato che riporti il numero totale di presenze per deputato alle diverse riunioni ufficiali» e il regolamento «non obbliga in alcun modo le Istituzioni a creare documenti per rispondere ad una richiesta». &lt;br /&gt;Una risposta burocraticamente impeccabile, ma politicamente reticente. Ricevuta la quale il parlamentare, convinto che le democrazie «basate sulla preminenza del diritto sono tenute all’osservanza del principio della pubblicità», ha presentato una risoluzione per impegnare l’Europarlamento alla massima trasparenza. Quello centrale è il punto 5. Che sprona a «varare, prima delle elezioni europee del 2009, un piano d’azione speciale per assicurare sul proprio sito web, ad esempio nel quadro dell’iniziativa e-Parlamento, una maggiore e più agevole disponibilità di informazioni». Gli obiettivi nel mirino sono soprattutto due. Primo: «attività, partecipazione e presenza dei deputati europei ai lavori parlamentari in termini assoluti, relativi e percentuali, rendendo tali dati disponibili ed accessibili ai cittadini anche mediante criteri di ricerca». Secondo: «le indennità e le spese dei deputati, conformemente alla posizione assunta dal Mediatore», cioè il difensore civico europeo, «nonché tutte le dichiarazioni di interessi finanziari per tutti i deputati al PE, e tali informazioni sono rese disponibili in tutte le lingue ufficiali dell’UE ». &lt;br /&gt;Bene: la risoluzione è passata. Con una maggioranza larghissima: 355 voti a favore, 195 contrari, 18 astenuti. Evviva. Ma è la lettura degli elenchi di come hanno votato questo e quel parlamentare a essere particolarmente istruttiva. Il centro- sinistra italiano, memore della legnata alle elezioni di aprile dove lasciò che il tema dei tagli ai costi della politica fosse impugnato dalla destra, è stato infatti compatto: dagli ex margheritini ai comunisti al cane sciolto Gianni Rivera. Tutti favorevoli e nessun contrario. La destra, invece, si è spaccata. E se i leghisti Erminio «Obelix» Boso e Mario Borghezio hanno votato a favore della trasparenza insieme coi «neri» Roberto Fiore e Luca Romagnoli, il «pensionato» Carlo Fatuzzo, il ciellino Mario Mauro e Jas Gawronski, i rappresentanti del Pdl si sono massicciamente trincerati sul no. Sia i forzisti berlusconiani (dall’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, da Guido Podestà a Elisabetta Gardini, da Lia Sartori fino a Beppe Gargani) sia i nazional- alleati Roberta Angelilli, Domenico Basile, Sergio Berlato, Antonio Mussa, Nello Musumeci, Salvatore Tatarella. Potete scommettere che oggi diranno in coro che no, il loro voto contro la risoluzione per la massima trasparenza non era contro la massima trasparenza e a favore del top-secret sugli assenteisti e che aveva delle serissime motivazioni e che la sinistra è stata compatta solo per motivi strumentali eccetera eccetera eccetera. Ma il punto resta: che messaggio arriva agli italiani, dopo mesi di furenti invettive contro l’assenteismo altrui? &lt;br /&gt;Gian Antonio Stella&lt;br /&gt;15 gennaio 2009        ]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3706829326450974637?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3706829326450974637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3706829326450974637&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3706829326450974637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3706829326450974637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/notizie-correlate-leurodeputata-attacca.html' title='Lotta all&apos;italiana all&apos;assenteismo'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-6742379253609150183</id><published>2009-01-14T00:00:00.001+01:00</published><updated>2009-01-14T00:00:55.535+01:00</updated><title type='text'>Sulle spiegazioni dell’Onorevole la Russa e altro</title><content type='html'>Che nella coalizione di Governo ci sia un po’ di confusione è certamente vero se l’onorevole Ignazio La Russa si precipita a spiegare che “quanto detto da Fini sulla giustizia è in perfetta sintonia con quanto in precedenza affermato dal Premier Berlusconi”. E non si limita solo a ciò ma spiega come deve esser letto quanto dichiarato dal suo ex segretario oggi Presidente della Camera Fini. Ma siamo sicuri che c’è bisogno di spiegare quello che l’onorevole Fini ha detto? A mè sembra che Fini sia stato essenziale e molto chiaro nelle sue affermazioni e non ha certo bisogno, per esser compreso, delle spiegazioni di La Russa.&lt;br /&gt;Che dire poi delle affermazioni della Moratti su Malpensa o di quelle della Lega Nord sulla tassa d’ingresso subito sbugiardate dallo stesso Premier o ancora sempre della Lega quelle su Malpensa? O di alcune affermazioni del leder dell’MPA Lombardo?.........&lt;br /&gt;Non si preoccupi onorevole La Russa certo tutto ciò non è di grosso aiuto per il centrosinistra soprattutto in una così grave crisi economica. Ed è sulle risposte da dare alla crisi che il centro sinistra deve trovare il consenso popolare per imporre al Governo il percorso più giusto da seguire e per recuperare consensi.&lt;br /&gt;Resta comunque il fatto che questa maggioranza comincia a scricchiolare e se scricchiola un po’, dovrebbe gioirsene onorevole La Russa perché, mi creda e lo dico nel suo interesse, non credo che questa fusione fredda dentro un PDL con un unico Padrone gioverebbe molto al futuro del suo nuovo partito così come certamente non stà giovando al futuro del Paese. &lt;br /&gt;Vivaddio è acclarato che il centro destra governa il Paese (capisco che Ella può a momenti essere attraversato dall’amletico dubbio “SOGNO O SON DESTO ma si tranquillizzi è proprio desto) e lo governerà (ha legittimamente vinto le elezioni politiche) sino alla fine della Legislatura ma non stà scritto da nessuna parte che per far ciò dovete sempre fare e dire e pensare secondo gli umori del vostro Premier, che, sia ben chiaro, resta sempre il vostro Premier e nessuno vuole rubarvelo, ma forse ne guadagnerebbe Lui stesso di qualche critica e qualche distinguo almeno quando macroscopicamente, come d'altronde accade ad ogni essere umano, sbaglia.     &lt;br /&gt;Bhe dopo la vicenda ultima alla Camera dove Fini ha giustamente rimproverato a Vito e alla CDL di non rispettare il Parlamento chissà come si darà ancora da fare La Russa?&lt;br /&gt;E che dire della Buongiorno che ha opportunamente elogiato il rispetto per le Istituzioni di Giulio Andreotti quando condannato a 24 anni per l’omicidio Pecorella ebbe a dire “ho piena fiducia nella Magistratura”? e così fù.&lt;br /&gt;Ma se l’immagina la nostra brava e competente avvocatessa cosa avrebbe detto il suo attuale Presidente del Consiglio visto tutto quello che ha già fatto per sottrarsi sempre alle istituzioni che lo chiamavano a rispondere di ipotesi di reato? E cosa ne pensa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-6742379253609150183?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/6742379253609150183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=6742379253609150183&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6742379253609150183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6742379253609150183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/sulle-spiegazioni-dellonorevole-la.html' title='Sulle spiegazioni dell’Onorevole la Russa e altro'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3498889184370681291</id><published>2009-01-12T08:41:00.002+01:00</published><updated>2009-01-12T08:46:04.693+01:00</updated><title type='text'>Brunetta e la PA</title><content type='html'>Brunetta: "L'impiegato del catasto si vergogna di dire al figlio cosa fa"&lt;br /&gt;E della Cgil dice: "E' il mio grande nemico: non ha detto un solo sì"&lt;br /&gt;La replica: "E' passato dalla megalomania alla paranoia"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROCCARASO - Nuovo attacco del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta agli impiegati della Pubblica Amministrazione. "Il tornitore alla Ferrari ha il sorriso e la dignità di dire al figlio che cosa fa, l'impiegato al catasto no", ha detto Brunetta parlando a 'Neveazzurra', la kermesse politica invernale del Pdl. &lt;br /&gt;Dunque per il ministro della Pubblica amministrazione al momento alcuni dipendenti della pubblica amministrazione (Brunetta fa l'esempio dei professori, dei burocrati, degli impiegati del catasto) "si vergognano" di dire al figlio il proprio mestiere. Il ministro ha più volte accusato gli impiegati pubblici di essere dei "fannulloni". &lt;br /&gt;Il ministro ha anche annunciato che per migliorare la Pubblica amministrazione userà il bastone e la carota. La carota - ha spiegato - è quella di "dare più dignità" ai dipendenti della Pa. Per il ministro della Pubblica amministrazione "la nostra burocrazia deve essere come la Ferrari. Una rivoluzione - conclude - è possibile". &lt;br /&gt;Un altro strumento per favorire l'aumento della produttività, ha detto ancora Brunetta, sarà il "sistema delle freccette", mutuato da eBay: "Chiunque di voi abbia comprato qualcosa su eBay alla fine della transazione sa che compaiono tre freccette: ovvero tu sei tenuto a dare il suo giudizio sulla transazione". Anche nella P.A. pertanto da fine gennaio "chi offe un servizio sarà giudicato e chi fruisce della transazione avrà in mano questo strumento di giudizio". &lt;br /&gt;Il sistema si avvarrà anche dell'Ufficio relazioni con il pubblico, che verrà rinnovato: "A fine gennaio partirà l'esperimento della 'Linea amica'. Nella pubblica amministrazione c'è un ufficio che si chiama 'Urp', ovvero ufficio relazione con il pubblico. Ora si tratta di un localetto nascosto, ovvero ogni amministrazione che risponde ai cittadini con la bocca storta...Faremo un 'grande Urpone' unico che sarà collegato con tutti gli uffici delle amministrazioni". &lt;br /&gt;L'attacco alla Cgil. Il ministro si è scagliato anche contro la Cgil: "E' il mio grande nemico. - ha dichiarato - La Cgil non ha detto un solo sì. I sindacati sono importanti, ma quando sono conservatori non servono al paese. Spero che si ravvedano". &lt;br /&gt;E la replica. "Il ministro Brunetta passa dalla megalomania alla paranoia", ha replicato Carlo Podda, segretario generale della Fp-Cgil. "Il ministro - ha detto ancora Podda - resosi conto che ormai l'opinione pubblica ha smesso di abboccare agli annunci di miracolosi risparmi e recuperi di efficienza nei servizi pubblici, visto che ciascun cittadino e impresa è in grado di verificare che tutto è come prima, ha deciso di individuare 'il nemico' e manco a dirlo il nemico è chiunque osi avere un parere diverso dal suo". &lt;br /&gt;(11 gennaio 2009) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;All’inizio sembrava, al di là di un linguaggio diciamo un po’ colorito, che questo nostro ultimo Ministro della PA fosse davvero intenzionato a “rivoluzionare” finalmente una PA da troppi anni autoreferenziale e costosissima e questo nonostante fosse il ministro di un Governo  in parte colluso con la PA (AN, MPA )  e dall’altra (Lega Nord) in forte contrasto con la stessa.&lt;br /&gt;Il tempo ancora una volta ci è stato nemico e oggi Brunetta ci appare per quello che realmente è. Un gran “chiaccherone” che cerca forse col suo tanto parlare di recuperare i centimetri che gli mancano e del ministro riformatore non è rimasto più nulla.&lt;br /&gt;Tutta la “dirigenza” della PA resta immutatamente ferma al suo posto.Ma avete mai visto una azienda che per rinnovarsi mandi a casa tutti i suoi dipendenti lasciando al loro posto i dirigenti? Io no.&lt;br /&gt;E che fa i nostro Ministro? Si mette a dar  “punizioni” e a tirate d’orecchio all’ultimo impiegatuccio…….stando ben attento a non toccare mai i dirigenti ma anzi restaurando usi e costumi della dirigenza che erano propri di un ventennio non molto lontano. Caro ministro con i Kapò non potrai mai fare una seria riforma della PA. Erano proprio i dirigenti quelli che per primi dovevano esser colpiti e dove necessario rimossi ed era a loro che andava data la piena responsabilità del lavoro che dirigono. Ci sarebbe così stato un salutare fenomeno a cascata  sull’impegno e responsabilità che rappresentano comunque le basi di qualunque riorganizzazione in un ambiente di lavoro. &lt;br /&gt;Ma si sa: nella PA i dirigenti nascono sotto i cavoli dei partiti e  nessuno deve toccarli. Lo sanno molto bene FI ed AN e sembra che da un po’ l’abbia appreso anche la Lega (della sinistra non dico perché haimè i fatti stanno lì a confermarci lo stesso malcostume).&lt;br /&gt;E allora giù a sparare grandi “ca...te” sull’”Urpone” (basta la parola come diceva un caro antico carosello) per i reclami e “dalli al fannullone” e così via e intanto tutto resta fermo come sempre e i costi della PA continuano nonostante i tanto declamati e indiscriminati tagli sbandierati dal ministro Tremonti a lievitare quasi quanto la sua cronica inefficienza.&lt;br /&gt;Tanto come per la “tragicommedia italiana” dell’alitalia (l’ho scritta in piccolo perché la “nuova alitalia” è davvero piccola cosa), che ha avuto e ha anch’essa quali principali interpreti  tutti i partiti (anche quelli che oggi non sono in Parlamento), a pagar conto c’è sempre Pantalone. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3498889184370681291?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3498889184370681291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3498889184370681291&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3498889184370681291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3498889184370681291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/brunetta-e-la-pa.html' title='Brunetta e la PA'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2903697575418850625</id><published>2009-01-09T15:31:00.004+01:00</published><updated>2009-01-09T15:43:53.252+01:00</updated><title type='text'>Il decoro</title><content type='html'>Il Decoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo dal corriere uno splendido articolo di Gian Antonio Stella sulla scomparsa della “pietas” nel nostro Paese sacrificata per un mondo “d’immagine” e “decoro” che tra l’altro rischia sempre più di crollarci addosso. Non dimentichiamo che durante il fascismo fù coniata l’espressione “immoralità costituzionale” per rinchiudere nei manicomi quelli che offendevano proprio il “decoro”. Comincio a pensare che - magnificamente aiutati da pessimi “rappresentanti del popolo” e da una politica che non riesce a guardare oltre la caduca apparenza del quotidiano - stiamo divenendo  “sempre più cattivi”…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[ In difesa dei clochard lasciati al gelo &lt;br /&gt;Da Mestre a Genova, la linea dura con gli emarginati. Stazioni chiuse di notte, coperte negate, «bravate» &lt;br /&gt;( dal corriere della sera del 9 Gennaio 2009: http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_09/clochard_gelo_notte_gian_antonio_stella_5e27ecd4-de1e-11dd-a05b-00144f02aabc.shtml )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo», spiega Gesù nel Vangelo di Matteo. Eppure non passa giorno nel nostro (sedicente) cattolicissimo Paese senza che tanti (sedicenti) cattolici con la bocca piena di parole bellicose in nome delle tradizioni cattoliche mostrino un quotidiano disprezzo verso chi «non ha dove posare il capo». Un esempio? L'altolà della polizia ai volontari che portavano tè caldo ai clochard rifugiati nella stazione di Mestre: «Non avete l'autorizzazione». &lt;br /&gt;FEROCIA BUROCRATICA - Degno cesello all'ottusa resistenza opposta dalla società Grandi Stazioni al Prefetto che in questi giorni di neve e gelo, segnati dalla morte di un clochard a Vicenza, ha dovuto fare la faccia dura per ottenere che gli androni delle due stazioni veneziane non fossero più chiusi e sbarrati dall'una di notte alle cinque di mattina. Quello della città serenissima, dove la Regione ha drasticamente tagliato negli ultimi due anni gli aiuti ai senzatetto (ai quali destina un quarto della somma stanziata per le feste di compleanno della Repubblica del Leon) è però soltanto l'ultimo di una catena di episodi che marcano una continua e progressiva indifferenza, se non proprio insofferenza, nei confronti degli «ultimi tra gli ultimi». Basti ricordare la morte di «Babu» sotto i portici del Teatro Carlo Felice di Genova dopo la sbrigativa operazione di «pulizia» (o «polizia»?) con la quale alla vigilia di Natale erano state buttate via le coperte «sporche» regalate ai senzatetto dalla Caritas. O la bravata criminale dei quattro teppisti riminesi che hanno dato fuoco a un clochard «per noia». O ancora la motivazione surreale della multa di 160 euro data a fine dicembre da certi poliziotti fiorentini a poveracci che passavano la notte all'addiaccio: «Dormiva in modo palesemente indecente». &lt;br /&gt;DECORO - «Il decoro! Il decoro!». Questa è l'obiezione che si leva. La stessa che ha spinto il Comune di Verona, guidato da Flavio Tosi, a pretendere che la carta d'identità dei «barboni» venisse cambiata. Prima, alla voce «indirizzo », c'era scritto: «Via dell'Accoglienza». Un piccolo eufemismo, un po' ingenuo, per non marchiare il titolare del documento. Adesso no: «Senza indirizzo ». Per carità: ineccepibile. Però, «dietro», c'è tutta una filosofia. Sempre più tesa a tenere ben separati «noi» e «loro». Sempre più allergica a chi «rovina» l'immagine delle città. Sempre più sbuffante verso gli emarginati. Fino a spingere tempo fa l'allora sindaco di Vicenza Enrico Hullweck a vietare l'accattonaggio ai medicanti affetti da «deformità ributtanti». Una definizione che, al di là delle colpe di certi truffatori (da colpire: ovvio), suonava oscena e offensiva per ogni disabile. Eppure, quei «barboni» che oggi danno tanto fastidio a una società spesso indecente ma ringhiosa custode del feticcio della «decenza», sono una parte della nostra vita. &lt;br /&gt;DA SEMPRE - Della vita religiosa, come ricorda la scena di San Francesco che dona il mantello a un povero nel ciclo di affreschi di Assisi attribuiti a Giotto. Della vita musicale, come ci rammentano le storie del suonatore di organetto che cammina scalzo nella neve, ne Il viaggio d'inverno di Franz Schubert, senza incontrare chi gli metta un centesimo nel cappello oppure della Frugola che ne Il tabarro di Giacomo Puccini, è «perennemente intenta a rovistare tra i rifiuti». Fanno parte della nostra vita letteraria, dal barbone Micawber nel David Copperfield di Charles Dickens all'Andreas Kartack de La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth fino a Il segreto di Joe Gould, il brillante intellettuale laureato ad Harvard che aveva deciso di vivere da clochard per scoprire l'essenza dell'uomo «tra gli eccentrici, gli spostati, i tubercolotici, i falliti, le promesse mancate, le eterne nullità» e insomma tutti quelli senza casa: «gli unici tra i quali mi sono sempre sentito a casa». Per non dire del cinema, dall'irresistibile Charlot il vagabondo al tenerissimo Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, da Archimède le clochard con Jean Gabin al Bodou salvato dalle acque di Jean Renoir fino a La ricerca della felicità, di Gabriele Muccino, benedetto da trionfali successi al botteghino. Prova provata di come in tanti riusciamo a palpitare e commuoverci e fare la lacrimuccia per le sventure di Copperfield o di Will Smith, costretto dalla corte a vivere come un barbone. E usciti dal cinema scansano l'ubriacone a terra sul marciapiede: «Dio, quanto puzza! ». Eppure, le cronache di questi anni ci hanno insegnato a conoscere un po' di più, i nostri «santi bevitori». Finiti spesso sotto i ponti, dicono i dossier, magari solo perché lo Stato, dopo aver abolito l'orrore dei manicomi, si è dimenticato di trovare delle alternative decenti per coloro che non ce la fanno ad affrontare da soli l'esistenza e non hanno una famiglia in grado di farsi carico del fardello. Oppure perché travolti da rovesci della vita. O sconvolti dal tradimento delle persone in cui credevano. O schiacciati da un dolore troppo grande. &lt;br /&gt;PIRANDELLO, ODESCALCHI, BOBBO -Persone come Luigi Pirandello, che aveva capelli lunghi e barba, era omonimo dello scrittore di cui il padre era cugino, aveva studiato, parlava inglese e francese ma girava nel centro di Roma spingendo un carretto dove raccoglieva cartoni. O Filippo Odescalchi, figlio di don Alessandro Maria Baldassarre, principe del Sacro Romano Impero, discendente di papa Innocenzo XI, che abbandonò all'inizio degli Ottanta il palazzo di famiglia in piazza Santi Apostoli per andare ad abitare sotto il colonnato di Palazzo Massimo insieme con una donna e un barbone che indossava sempre il frac e il papillon, si presentava come «Ele D'Artagnan, attore cinematografico, figlio del grande Toscanini» e chiedeva a tutti un appuntamento con Federico Fellini: «Deve darmi una buona parte nel prossimo film perché poi ho deciso che mi ritiro». Persone come Eugenia Bobbo, che in gioventù era stata una bellissima ragazza di Chioggia e aveva fatto perdere la testa a un erede di José Echegaray y Eizaguirre, matematico, drammaturgo, politico, ministro spagnolo, insignito nel 1904 del Nobel per la letteratura. Rimasta vedova, si era lasciata andare. Quando morì, i giornali scrissero che «per trent'anni aveva vissuto da barbona sotto i portici di palazzo Ducale, tra una panchina di marmo e la quinta finestra al pianterreno », che «parlava quattro o cinque lingue, aveva una cultura impressionante e in trent'anni non aveva mai chiesto l'elemosina» e viveva delle premure di un po' di nobildonne, prima fra tutte la spagnola Duchessa di Alba e raccontava: «A teatro, quand'ero giovane, tutti i binocoli erano puntati su di me». Persone che, per i motivi più diversi, si lasciano alle spalle tutto. E alle quali, oltre a qualche coperta in questi giorni di gelo, una cosa almeno la dobbiamo: un po' di rispetto. Rifugio dal gelo La stazione di Mestre      &lt;br /&gt;Gian Antonio Stella    09 gennaio 2009  ]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2903697575418850625?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2903697575418850625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2903697575418850625&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2903697575418850625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2903697575418850625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/il-decoro.html' title='Il decoro'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-6489951797606725633</id><published>2009-01-01T19:40:00.002+01:00</published><updated>2009-01-01T23:26:47.086+01:00</updated><title type='text'>Auguri per il nuovo anno</title><content type='html'>Auguri a tutti per un buon 2009 e.....speriamo bene per tutti.&lt;br /&gt;pidario&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-6489951797606725633?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/6489951797606725633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=6489951797606725633&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6489951797606725633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6489951797606725633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2009/01/auguri-tutti-per-un-buon-2009-e.html' title='Auguri per il nuovo anno'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4331252312446661253</id><published>2008-12-19T12:47:00.000+01:00</published><updated>2008-12-19T12:48:12.060+01:00</updated><title type='text'>sulla questione morale</title><content type='html'>La corruzione costituisce sempre all’interno di tutte le “realtà associate” un problema dal quale sapersi ben difendere.&lt;br /&gt;Il primo grande strumento di difesa è costituito dalla “non indispensabilità” di ciascuno di noi.&lt;br /&gt;Mi spiego meglio con alcuni esempi che fanno riferimento alle realtà che oggi ci toccano.&lt;br /&gt;Qualcuno ritiene forse che la Iervolino sia “colpevole” di qualcosa? Credo assolutamente di no. Non per questo la Iervolino appare la “unica e sola” persona che può reggere le sorti della città di Napoli. Altrettanto potrebbe dirsi per Bassolino che certamente è stato in un certo momento una persona molto importante per la città di Napoli e per la Campania (ma non tanto importante da dover coinvolgere nella vicenda politica anche la sua consorte…..da che mondo è mondo si è sempre detto che non è possibile che in famiglia siano più d’uno a gestire la cosa pubblica). Ma siamo così sicuri che oggi solo Bassolino può affrontare le vicende della Campania? Guai se così fosse.&lt;br /&gt;Solo ai dittatori e ai monarchi è permesso (sarebbe meglio dire che se lo permettono da soli e con la forza) di pensare di essere unici e indispensabili.&lt;br /&gt;Ecco quello che manca ai nostri politici: si sentono troppo spesso unici e indispensabili senza che ciò sia mai vero per nessuno e più invecchiano e più sono convinti di ciò (fossero molto giovani si potrebbe forse almeno comprendere il loro timore di interrompere un “percorso”).&lt;br /&gt;Ma possibile che in questo nostro benedetto Paese non si possa pensare che l’impegno politico “il lavoro per la cosa pubblica” non possa essere a tempo? E che dopo un’esperienza politica ci si possa anche occupare d’altro?&lt;br /&gt;E dire che i compensi che vengono riconosciuti per l’impegno politico sono tali che certamente i nostri politici quando si “pensionassero” avrebbero certamente di che vivere comunque.&lt;br /&gt;Immaginiamo per un attimo che finalmente anche nel nostro paese un politico quando coinvolto direttamente o indirettamente in fatti “di corruzione” si faccia spontaneamente da parte per tutto il tempo necessario perché si faccia chiarezza (certo le lentezze della magistratura non aiutano un tal pensiero e forse sarebbe proprio questa la prima grande riforma da fare). Sono sicuro che se ciò avvenisse ci sarebbe poi tutto il tempo per il politico che avesse davvero grandi capacità per “riabilitarsi” e tornare sulla scena.&lt;br /&gt;Cassius Clay dopo aver scontato una pena carceraria è tornato a vincere come pugile ai più alti livelli e voglio semplicemente dire che chi ha forti capacità e tenacia riesce comunque a tornare a primeggiare.&lt;br /&gt;Ecco sono sicuro che un tal codice morale dovrebbe essere scritto nello statuto di qualsivoglia partito e organizzazione politica: ogni volta che si è in qualche modo coinvolti in fatti”criminosi”, ogni volta che viene meno il prestigio, indispensabile per chi si occupa della cosa pubblica, ci si dovrebbe far da parte al di là di ciò che la magistratura faccia.&lt;br /&gt;Perché come ha molto ben detto l’onorevole Violante guai se dovessero essere i magistrati ad interrompere o a sospendere le carriere politiche.&lt;br /&gt;Signori della politica non è disdicevole fare un passo in dietro anzi spesso facendo ciò si restituisce molta più onorabilità al ruolo che si svolge e a se stessi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4331252312446661253?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4331252312446661253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4331252312446661253&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4331252312446661253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4331252312446661253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/12/sulla-questione-morale.html' title='sulla questione morale'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3462759839471626850</id><published>2008-09-26T14:43:00.001+02:00</published><updated>2008-09-26T14:46:35.689+02:00</updated><title type='text'>Alitalia ultimo atto? Per ora solo l’ultimo bluff della politica italiana</title><content type='html'>Alitalia ultimo atto? Per il momento l’ultimo bluff della politica italiana&lt;br /&gt;Si è così tanto, e in tanti modi, parlato della vicenda Alitalia che vien voglia di non parlarne. Per comprendere il senso dell’affermazione basta tenere a mente quello che di Alitalia si è detto ieri sera nelle trasmissioni televisive su rai due ad Anno Zero e su rai uno a Porta a Porta.&lt;br /&gt;Se qualcuno ha fatto lo sforzo di seguire i due programmi ha avuto la netta sensazione di quanta, forse troppa, distanza c’è tra le due realtà che sono state evidenziate.&lt;br /&gt;Da una parte si è parlato dell’infinito imbroglio Alitalia gestito dal mondo politico italiano per almeno gli ultimi dieci-quindici anni sino ad oggi mentre dall’altra c’è stata la gara a dare una paternità all’ottimo artefice della operazione di “salvataggio” di (quel che resta di) Alitalia da parte di Cai e dei suoi “capitani coraggiosi”. E’ stato più Veltroni o Berlusconi (forse davvero Veltrusconi o Berlutroni come direbbe Grillo) a far sì che si giungesse al fatidico accordo con pace di tutti gli italiani?  Si perché i cittadini vanno rassicurati e non puoi mica raccontargli che dopo lo smembramento di Alitalia operato dal governo Berlusconi l’affare Cai  costerà a tutti i cittadini qualche (tra quatto e cinque) miliardo  di euro in più da pagare? E mica puoi dirgli che probabilmente l’affare Cai non permetterà mai alla compagnia di bandiera di essere tale e solo quando sarà in mani straniere (semmai vi arriverà) potrà accadere che la nuova compagnia riesca a decollare davvero?&lt;br /&gt;No, l’onorevole Veltroni che sà cosa è bene e male per i cittadini si è precipitato da Nuova York in Italia per districare la matassa e c’è riuscito ed è da Vespa per farlo sapere a tutti gli italiani che così potranno dormire sonni tranquilli. Si  è stato lui a parlare con Colannino per Cai e con Epifani per la CGIL e a convincerli, con i grandi argomenti della politica che solo lui possiede, a parlarsi di nuovo. Ma che bravo! E  che scostumato è il cavaliere che non gli riconosce il merito. Non si preoccupi caro onorevole Veltroni. E’ di questa mattina la dichiarazione di quel “furbone” di Confalonieri che “ riconosce il merito di aver  partecipato all’onorevole Veltroni ma chiarisce anche che il maggior merito resta comunque al Cavaliere che è il primo artefice di tutta l’operazione” e …come dargli torto? Contento onorevole Veltroni? La patria è salva, gli italiani forse un po’ meno.  &lt;br /&gt;I fatti prossimi futuri chiariranno purtroppo tra qualche tempo e quando sarà, sarà comunque troppo tardi, per noi comuni cittadini chi abbia ragione se Santoro e con lui Travaglio e in qualche modo Di Pietro o Fede e Veltroni. &lt;br /&gt;Una cosa però và detta: sebbene tutti ormai sostengano (e non potrebbero fare diversamente perché i fatti lo dicono a chiare lettere) che la soluzione Air France fosse migliore della soluzione Cai, nessuno – ha fatto eccezzione il giornalista del Sole 24 Ore Dragoni che lo ha brevemente, per il poco spazio che gli si è dato, denunciato – ha chiarito il perché la soluzione Air France non sia stata percorsa. Non lo hanno chiarito i sindacati sia quelli autonomi dei piloti sia quelli confederali, non lo ha chiarito Epifani nella sua “storica” (perché non lo si vede praticamente mai in televisione cosa che di questi tempi non dispiace) apparizione in Tv, non lo ha fatto Veltroni pur sapendo che comunque era ancora il governo Prodi a governare il paese quando l’affare Air France è stato buttato a mare. L’unico responsabile certo (ma certamente non il solo)  e che non deve chiarire nulla è, come al solito, Berlusconi.&lt;br /&gt;Si perché il Cavaliere buttandola “sulla bufala dell’italianità” (cui tanti italiani hanno creduto)  ha strumentalmente usato la vicenda per fini elettorali inchiodando il governo di centro sinistra morente ad un’ultima incapacità (tra le tante) governativa  e se lo ha fatto come in realtà ha fatto non gli si può dar colpa perché in fondo è normale che il capo di un partito d’opposizione che vuole vincere le elezioni usi, per raggiungere l’obiettivo, tutti i mezzi o almeno questo pensano la maggior parte degli italiani: per governare bisogna sporcarsi le mani e Berlusconi si sa è sempre pronto a farlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3462759839471626850?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3462759839471626850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3462759839471626850&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3462759839471626850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3462759839471626850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/09/alitalia-ultimo-atto-per-ora-solo.html' title='Alitalia ultimo atto? Per ora solo l’ultimo bluff della politica italiana'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2070333632369565757</id><published>2008-08-19T20:12:00.000+02:00</published><updated>2008-08-19T20:13:20.344+02:00</updated><title type='text'>Il federalismo (atto primo)</title><content type='html'>L’imposizione di nuove tasse locali per risolvere i problemi di bilancio delle Regioni e dei Comuni “poco virtuosi” a qualcuno sembra un sufficiente spauracchio? Ma siamo poi così sicuri che i nostri “bravi” ( si fa per dire ) amministratori avranno “tanto timore” nel far ciò? Ma a qualcuno non viene per caso in mente che già in più occasioni  Regioni e i Comuni si sono dimostrate molto sollecite nel richiedere tasse aggiuntive ai cittadini (tanto le pagano quei “cretini dei cittadini”)? Ma qualcuno ricorda per caso le addizionali sul gas e sulla benzina oltre a quelle sull’Irpef  tanto per citare alcune tra le tasse “individuali” che tanti comuni e regioni ci propinano?&lt;br /&gt;E dove è finito il “furore anticasta” che sembrava aver percorso il PDL (del PD non dico solo per pudore) per cui si era parlato della abolizione della maggior parte delle Comunità montane, delle Provincie (addirittura già si parla di istituirne di nuove), degli Enti inutili (ancora non riescono a mettersi d’accordo su quali e quanti sono ma nel frattempo ne crescono di nuovi) e dei loro inutili e costosi presidenti e commissari? &lt;br /&gt;E che dire delle “troppo laute” retribuzioni dei nostri “parlamentari” e degli scandalosi stipendi di tanti “Manager (si fa ancora per dire) pubblici (scandalosi soprattutto perché questi grandi Manager riescono solo ad indebitare ulteriormente le realtà che gestiscono) per i quali a gran voce sembrava si fosse chiesto un ridimensionamento? Non se ne parla nemmeno più. &lt;br /&gt;In un tal clima, a parlare di Federalismo fiscale viene quanto meno da sorridere.&lt;br /&gt;Certo sappiamo tutti che i cittadini del Veneto, della Lombardia, del Piemonte e….. sono quelli che “pagano più tasse” (sono anche i “più ricchi” non dimentichiamolo) così come sappiamo che quelli della Campania, della Sicilia, della Calabria e…. non le pagano quasi affatto così come sappiamo che la Val D’Aosta, le Provincie di Trento e Bolzano, la Sicilia, il Molise, la Basilicata, San Marino e Campione d’Italia (che nome azzeccato) e… sono tra le realtà che ricevono maggiori fondi dallo Stato centrale; sappiamo insomma che in questo nostro strano Paese i cittadini non sono affatto uguali anche in base alla loro collocazione geografica oltre che per tante..altre cose. &lt;br /&gt;E in un tal casino cosa hanno pensato di tanto importante i nostri magnifici politici? &lt;br /&gt;Si sono subito precipitati a togliere tutte le norme che in qualche modo sembravano dare un qualche risultato sull’evasione fiscale cosicchè sarà finalmente chiaro a tutti (gli elettori s’intende) che le tasse in questo nostro Paese le pagano i dipendenti (pubblici o privati che siano non importa). Poi hanno pensato che è giunta l’ora di “liberare” le Regioni attraverso il Federalismo fiscale che (come dice Robin Hood “rubare ai ricchi per dare ai poveri” aggiungendo che “c’è bisogno che ci siano i ricchi e allora bisogna prima rubare ai poveri per dare e avere i ricchi e poi si vedrà”) costringerà i politici regionali ad essere “virtuosi” (le nostre care patrie galere sanno già quanto virtuosi siano tanti di questi politici) e per quelli che non lo saranno “c..zi” dei cittadini (e non dei politici perché altrimenti che politici sono!) che dovranno pagare le malefatte dei politici che hanno votato (anche quelli che quei politici non hanno votato).&lt;br /&gt;Risultato: i cittadini dipendenti (pubblici e privati) pagheranno il conto per la “malapolitica” e poi quando non ce la faranno più a pagare (praticamente entro il prossimo anno) si farà uscire qualcosa dal “cilindro della politica” (tanto la tessera per i poveri è già in esperimento).&lt;br /&gt;Ma qualcuno dei nostri “grandi” si è per caso accorto che questo nostro Paese vive oggi una profonda crisi economica? E si è accorto che in primo luogo appaiono indispensabili riforme che facciano sì che i cittadini di tutte le Regioni (anche quelle “speciali” e anche le Provincie “autonome” ché poi tanto autonome non sono e anche i Comuni “di frontiera” e san marino e il Vaticano) e di qualunque rango (dipendenti pubblici, privati, professionisti, commercianti, imprenditori che sembrano più “prenditori” che “im”….)  paghino le “giuste” tasse e ancora che è indispensabile procedere ad una “vera” riforma del sistema delle autonomie locali (in questo nostro paese ci sono ad esempio tanti Comuni di alcune centinaia di abitanti) così come appare indispensabile procedere ad una altrettanto seria riforma della amministrazione pubblica che elimini tutti gli sprechi, i doppioni, le inefficienze e le clientele di destra e di sinistra (l’amministrazione pubblica è ormai un esercito di “dirigenti” che dirigono soprattutto sé stessi…verso un “lauto stipendio” ). Infine appare ormai improcrastinabile una altrettanto seria riforma della politica che elimini privilegi, sprechi,  malaffare e che permetta ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti e impegni questi ultimi a dare le migliori risposte ai problemi dei cittadini che li hanno eletti e che imponga al politico di rispondere delle sue azioni non solo attraverso il meccanismo del voto ma anche attraverso il rispetto di regole che devono essere rispettate da tutti i cittadini, politici compresi!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovremmo essere perciò uniti tutti nello sforzo comune di abbandonare i piccoli o grandi privilegi per “l’interesse comune” del Paese che potrà comportare in un prossimo futuro un interesse per noi tutti e soprattutto per i nostri figli. E invece? Ci ritroveremo a combattere ancora una guerra tra poveri che si attaccano ai loro piccoli e dispendiosi tornaconti e a pagare ancora una volta saranno i cittadini più normali, quelli non protetti dalla “mala politica” e dal “malaffare” e il conto potrà essere salatissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci andrà bene ci ritroveremo a pagare  con gli interessi con e per il Federalismo quello che sembra si sia recuperato con questa “strana finanziaria di rigore” e il debito pubblico riprenderà a salire in attesa magari di un “futuro nuovo Prodi moralizzatore”. Altrimenti rischieremo davvero quella “bancarotta” di cui da tanto si parla (dai tempi della “balena bianca”) e che pensiamo sempre non arrivi mai per noi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2070333632369565757?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2070333632369565757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2070333632369565757&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2070333632369565757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2070333632369565757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/08/il-federalismo-atto-primo.html' title='Il federalismo (atto primo)'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-916032504282832882</id><published>2008-08-03T16:13:00.000+02:00</published><updated>2008-08-03T16:14:45.568+02:00</updated><title type='text'>Amo l’Italia e volo Alitalia – Salva l’Italia</title><content type='html'>“Amo l’Italia e volo Alitalia e rialzati (Al)Italia” due frasi di un tale spessore…….&lt;br /&gt;Ma perché qualcuno non spiega al Cavaliere che “i palloni (le bugie) volano” ma solo nell’immaginario dei bambini e lui non è più un bambino? &lt;br /&gt;Forse il Cavaliere voleva dire “con Alitalia rialzo l’Italia”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire “salva l’Italia” o “rialzati Italia” non mi pare un gran dire come slogan per il nostro misero Paese che non è per nulla “salvo” né “rialzato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra proprio che l’unica cosa che si sappia fare nel PD (oltre quella di non dire mai chiaramente dove si voglia andare) è quella di rispondere al “Cavaliere” e per giunta con un frasario assai simile a quello da lui usato (tipico del “piazzista”).&lt;br /&gt;Ma non sarebbe forse il caso che si cominci a dire in modo chiaro ed inequivocabile cosa non và del governo e cosa si vuol proporre in alternativa? Perché dobbiamo anche dire cosa vogliamo. Questo gran dire che “gli italiani non ce la fanno più…” mi sembra un po’ poco come poco è stato parlare del famoso “tesoretto” da restituire agli italiani.&lt;br /&gt;E poi la discussione sulle riforme se parte così come sembra essere partita quella sulla riforma della legge elettorale per le europee siamo davvero alla frutta.&lt;br /&gt;Intanto nel mio Abruzzo il PD si esercita nel tentativo di rinviare le elezioni?Ma siamo pazzi?&lt;br /&gt;L’unico vero esercizio da fare è quello di cancellare il lungo elenco dei politici sin qui prodotti e riuscire a presentare una lista davvero fatta di tanti nuovi nomi della parte sana della società civile e cercare di individuare un possibile candidato “Governatore” che non abbia alcun legame con la classe politica sin qui prodotta. Altrimenti anche nel mio Abruzzo ci avvieremo verso una “sonora sconfitta” tanto sonora da somigliare alla debacle siciliana di cui la Finocchiaro ancora non si è accorta (qualcuno gli dica per favore quanto male ha fatto al suo partito).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-916032504282832882?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/916032504282832882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=916032504282832882&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/916032504282832882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/916032504282832882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/08/amo-litalia-e-volo-alitalia-salva.html' title='Amo l’Italia e volo Alitalia – Salva l’Italia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-6069048028644826839</id><published>2008-08-03T15:23:00.002+02:00</published><updated>2008-08-03T15:27:41.498+02:00</updated><title type='text'>L’infinita (ma sempre meno) storia Alitalia</title><content type='html'>Ma c’era bisogno di tanto tempo e di tanto rumore per produrre un risultato per Alitalia che persino un bambino avrebbe saputo produrre?&lt;br /&gt;Se abbiamo due realtà imprenditoriali in debito cosa facciamo? Prendiamo la parte buona delle due attività e la mettiamo dentro un nuovo contenitore e così abbiamo una nuova azienda che non ha rami secchi, non ha debiti e potrebbe funzionare. Ma siamo sicuri che è proprio così?&lt;br /&gt;Intanto non si capisce cosa faremo dei “rami secchi” ma soprattutto: chi pagherà i debiti delle due società (Air one e Alitalia sono entrambe molto indebitate)? Ancora una volta quel signor Pantalone di sempre?&lt;br /&gt;E ancora: la nuova società che nascerà  sarà per forza una piccola società. Innanzi tutto perché di buono in Air One e in Alitalia non c’è poi tanto e soprattutto perché i grandi imprenditori italiani della cordata di Berlusconi sono disposti a mettere in campo (con l’aiuto delle Banche e dietro chissà quali impegni governativi) circa 700/800 milioni di Euro praticamente pochi spiccioli. E siamo sicuri che una compagnia aerea così piccina potrà competere in un mercato sempre più aggressivo e in un periodo in cui il prezzo del carburante potrebbe da un momento all’altro volare alle stelle? O si ha in mente di fare una compagnia che poi successivamente entrerà a far parte di una compagnia europea di grosse dimensioni?&lt;br /&gt;E forse qualcuno s’illude che non ci sarà comunque un prezzo da pagare?&lt;br /&gt;Ormai l’unico vero interesse che le compagnie aeree hanno nei confronti del nostro Paese e quello di acquisirne il mercato passeggeri e quello merci e poter utilizzare al meglio la nostra rete di aeroporti (che non è poi tanto male). Una discreta quantità del mercato passeggeri è già in movimento verso le grandi compagnie europee e siamo così sicuri che basterà il geniale motto del cavaliere “amo l’Italia e volo Alitalia” per recuperare questa fetta del mercato passeggeri da far valere anche in una eventuale operazione con un partner europeo? &lt;br /&gt;E se questa è una buona soluzione non la si poteva percorrere già anni fà quando il debito Alitalia  era più contenuto?&lt;br /&gt;Non sono un esperto del settore ma mi pare proprio che ancora una volta la montagna stia partorendo un topolino piccino, piccino, piccino…e che presto sarà ingoiato da nuovi debiti. Gli esempi purtroppo non ci mancano in questo nostro “bel Paese” che rischia di divenire sempre meno “bello”.&lt;br /&gt;Tra un Governo Prodi che poteva e doveva vendere ad Air France e invece ha continuato sino all’ultimo giorno a tergiversare (perché attendere le elezioni? perché rifinanziare la compagnia di 300 milioni di euro? e ancora: perché non essere chiari con i sindacati? per qualche voto?) e un  nuovo Primo Ministro un po’ “sbadato” ecco il gran risultato.&lt;br /&gt;Tra un "rialzati Italia" e un "salva l'Italia" c'è davvero da cominciare a preoccuparsi. &lt;br /&gt;Un sano o insano ottimismo non guasta mai ma è sempre più dura.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-6069048028644826839?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/6069048028644826839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=6069048028644826839&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6069048028644826839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/6069048028644826839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/08/linfinita-ma-sempre-meno-storia.html' title='L’infinita (ma sempre meno) storia Alitalia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-5615872270992469554</id><published>2008-07-25T20:21:00.002+02:00</published><updated>2008-07-25T20:29:40.039+02:00</updated><title type='text'>Chi la fa l’aspetti?</title><content type='html'>Chi la fa l’aspetti?&lt;br /&gt;Certamente “volgare e offensiva” la pubblicità di RYAN AIR ma a ben riflettere non sembra un pò volgare anche il gesto del nostro Ministro?&lt;br /&gt;E comunque non vale il “chi la fa l’aspetti” ma la volgarità di entrambe resta .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[da Repubblica del 25 Luglio 2008: ( http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/ryanair-protesta/ryanair-protesta/ryanair-protesta.html )&lt;br /&gt;Ryanair, uno spot contro il governo. Castelli minaccia la compagnia. Il sottosegretario ai Trasporti chiede scuse immediate, e ipotizza ritorsioni. Il ministro Matteoli: "Messaggio talmente volgare che le scuse non sarebbero sufficienti"&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ROMA - Bossi e il suo ormai famoso "dito medio" usati per una pubblicità su Ryanair. Aprendo il sito della compagnia low cost irlandese si vede infatti subito nella home page una fotografia del senatur, ripresa domenica scorsa durante un comizio in Veneto. Il gestaccio del leader della Lega Nord aveva come obiettivo l'inno nazionale. Da Ryanair è stato usato per attaccare il governo italiano e presentare una nuova campagna pubblicitaria, che prevede l'offerta di biglietti a 10 euro. &lt;br /&gt;"Il ministro Bossi ai passeggeri italiani", è il titolo che sovrasta la fotografia del senatur. "Il governo... - si legge ancora sulla pubblicità telematica - supporta le alte tariffe di Alitalia, supporta i frequenti scioperi di Alitalia, se ne frega dei passeggeri italiani". &lt;br /&gt;La Lega, subito, insorge. Tanto che il capogruppo a Strasburgo della Lega Nord Mario Borghezio ha scritto un'interrogazione urgente alla Commissione Europea. Mentre il sottosegretario al ministero Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli ha annunciato che verificherà "se questa sorprendente presa di posizione sia compatibile con l'attività di operatore della compagnia negli aeroporti italiani". Ryanair, secondo Castelli, si comporta "più come un partito politico che come un'azienda". &lt;br /&gt;Una pubblicità sorprendente e offensiva, ha dichiarato ancora Castelli: "Mi auguro che arrivino immediatamente le scuse dei dirigenti, in ogni caso certamente io non mi avvarrò dei servizi di Ryanair". &lt;br /&gt;Anche per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli "La pubblicità della Ryanair è volgare ed offensiva". "La compagnia aerea che opera anche nei nostri aeroporti e nei nostri cieli - ha detto Matteoli - dovrebbe chiedere scusa oltre che al ministro Bossi anche agli italiani, ma la volgarità del messaggio divulgato è talmente pesante che neppure le scuse sarebbero sufficienti". &lt;br /&gt;Parte della responsabilità è però dello stesso Bossi, osserva Silvana Mura, deputata di Idv: "Chi di dito medio ferisce di dito medio perisce, verrebbe da dire ai leghisti che ora si scandalizzano per la trovata pubblicitaria di Ryanair, peccato che a farne le spese sia l'immagine dell'Italia. Quanto sta accadendo è in primo luogo colpa del Presidente del Consiglio e della sua maggioranza che hanno considerato poco più che una fanfaronata il fatto che un ministro insultasse l'inno d'Italia, con il risultato che l'Italia è diventata lo zimbello internazionale". &lt;br /&gt;(25 luglio 2008) ]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-5615872270992469554?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/5615872270992469554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=5615872270992469554&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5615872270992469554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5615872270992469554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/07/chi-la-fa-laspetti.html' title='Chi la fa l’aspetti?'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-5360668899289099897</id><published>2008-07-25T17:52:00.000+02:00</published><updated>2008-07-25T17:53:39.123+02:00</updated><title type='text'>E morto Randy Pausch</title><content type='html'>Apprendo dal Corriere della Sera con il seguente articolo&lt;br /&gt;( http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_25/morto_randy_pausch_ultima_lezione_259a20cc-5a56-11dd-bcb1-00144f02aabc.shtml )&lt;br /&gt;“È morto Randy Pausch, commosse il mondo con la sua «Ultima lezione» Docente alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, era malato di cancro. A settembre l'addio ai suoi studenti&lt;br /&gt;WASHINGTON - Nella sua «Ultima lezione» Il professor Randy Pausch, che insegnava scienze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha detto di non voler essere compatito e di non voler parlare della morte, ma della vita. Lui, 47 anni e tre bambini, è morto per un tumore al pancreas, che nonostante le cure ha invaso il suo organismo in modo irreparabile. L'ultima lezione ai suoi studenti, tenuta a settembre, è stata registrata e - messa in Rete - ha avuto un successo strepitoso (guarda una sintesi sottotitolata in italiano). Pausch parla dei sogni di quando era bambino, dell'importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri.&lt;br /&gt;INNO ALLA VITA - Una lezione di vita - e non soltanto della sua disciplina -, un saluto profondo che ha commosso non solo gli allievi della Carnegie Mellon ma tutto il mondo. E che è diventato un libro, intitolato appunto «L'ultima lezione», edito in Italia da Rizzoli, in cui i temi della lection vengono sviluppati e approfonditi. «Ho un problema di sistema - aveva annunciato il docente, cominciando la lezione di fronte a 400 studenti. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L'incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso inno alla vita. 25 luglio 2008” &lt;br /&gt;la morte del professor Pausch. La sua “ultima lezione” mi aveva davvero colpito.&lt;br /&gt;Sono sicuro che il suo messaggio di vita e di gioia “comunque” in un mondo che appare sempre più “brutto” sia utile strumento per i giovani. Invito gli internauti a divulgarlo. &lt;br /&gt;Pidario&lt;br /&gt;No commenti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-5360668899289099897?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/5360668899289099897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=5360668899289099897&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5360668899289099897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5360668899289099897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/07/e-morto-randy-pausch.html' title='E morto Randy Pausch'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-7631212129734035402</id><published>2008-07-24T16:03:00.002+02:00</published><updated>2008-07-24T18:12:33.263+02:00</updated><title type='text'>E le tariffe?</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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 &lt;p class="MsoNormal"&gt;2) la riduzione del costo o l’abolizione di tanti bolli per pratiche le più varie (patente, passaporto tanto per fare alcuni esempi)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se questo fosse uno Stato che tiene ai suoi cittadini e se altrettanto tenessero ai propri cittadini gli enti territoriali questa innanzi esposta sarebbe una via obbligata e si tratterebbe di discutere come e in che modo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In un tal contesto si potrebbero sì comprendere i tagli di spesa per riassestare il bilancio dello Stato. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tagli che non potrebbero non comprendere i fantasmagorici “costi della politica” (costo dei parlamentari e soprattutto delle loro assurde&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;liquidazioni e pensioni, costo del personale della Camera e del Senato e costi generali, costo dei politici nelle amministrazioni locali, dei giornali di partito, dei partiti ecc.ecc.) e magari ci si attenderebbe senza ira alcuna dall’altra di pagare di più alcuni servizi “speciali” quali le prestazioni sanitarie “diciamo occasionali” (quelle che un cittadino che è in presunta buona salute svolge una tantum &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;in alcune circostanze) che nel nostro paese sono decisamente esagerate….&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Certo Gian Antonio Stella giornalista amico dei cittadini ci informa che “purtroppo” anche quest’anno non sarà possibile ridurre le spese del Senato nemmeno di “quell’inezia” che si era già da un pò deciso (5 o 6 milioni di euro non ricordo bene e di inezia si tratta) e che anzi i costi lieviteranno e anche un po’ più dell’inflazione programmata (quella per i cittadini lavoratori) ma si sà la “politica costa” e…… a questo punto siamo un po’ più più preoccupati…….&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-7631212129734035402?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/7631212129734035402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=7631212129734035402&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7631212129734035402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7631212129734035402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/07/e-le-tariffe.html' title='E le tariffe?'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-5903929214252359352</id><published>2008-05-20T20:15:00.001+02:00</published><updated>2008-05-20T20:16:10.945+02:00</updated><title type='text'>La sicurezza in Italia: I Rom</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nell’Italia della Mafia, della Ndrangheta, della Camorra e della Sacra corona unita, nell’Italia dei “tossici” e dei “balordi”, nell’Italia del tifo (non la malattia ma quello calcistico e quant’altro dello sport e oltre haimè!) e della “munnezza”, degli industriali truffaldini e degli evasori fiscali, nell’Italia del lavoro nero, extracomunitario e non, e dei prestanome e faccendieri e del falso in bilancio che non è più reato, dei politici corrotti e delle trame terroristiche che dopo trent’anni non vengono ancora svelate, nell’Italia dei servizi deviati e degli ubriachi, comunitari e non, che al volante fanno stragi, nell’Italia delle truffe e degli esami truccati all’università &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e dei concorsi anch’essi truccati, nell’Italia delle sette sataniche e della pedofilia e degli incarichi milionari dati agli “amici” con i soldi della collettività e di tanto e tant’altro, in questa nostra grande e “bella Italia” regno della “creatività e della fantasia” (quasi che tutti gli altri esseri umani non ne possano possedere neanche un bricciolo) appunto in questa nostra Italia anche o solo padana che si stà alzando anzi rialzando c’è un unico grande nemico il Rom, lo “zingaro”; quello che già quando eravamo piccoli - noi che siamo ormai alla terza età – ci si diceva “fai il buono ché sennò ti do agli Zingari”; e da grandicelli “mi raccomando non frequentare gli Zingari” perché sono sporchi, rubano, sono cattivi e soprattutto sono “poveri”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E così per risolvere &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;i problemi della sicurezza nel nostro “meraviglioso Paese” ci siamo subito precipitati a nominare i “commissari per i Rom”. E non ci si venga a dire che il nostro è il Paese dei commissari alle emergenze che non finiscono mai perché i commissari si preoccupano soprattutto dei loro lauti stipendi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;No, perché questa è finalmente la soluzione di tutti i nostri mali. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Che se poi siamo gli unici al mondo ad avere commissari per un intero “popolo” (perché che ci piaccia o meno quello Rom nelle pur più disparate etnie è un popolo) ma che c’importa? Siamo “italiani” appunto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Israele non ha un commissario per i palestinesi e i palestinesi non hanno un commissario per gli israeliani, gli americani non hanno un commissario per gli indiani né le tante nazioni latine hanno un commissario per gli “Indios” ma noi avremo il “commissario per i Rom”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Non so se ridere o piangere ma i fatti avvenuti a Napoli (senz’altro guidati dalla camorra) mi fanno davvero paura e mi portano la mente indietro nel tempo quando l’Italia anche dei “poeti e naviganti” quella degli “italiani brava gente” divenne d’un colpo razzista e xenofobia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma non sarebbe assai più giusto dire che è giunta l’ora anche nel e per il nostro Paese che chiunque (per esempio tutti quelli di cui parlavo all’inizio del mio discorso) si macchi di un crimine, italiano, napoletano, padano o comunitario o extracomunitario debba comunque scontare la giusta pena? E non sarebbe più giusto rivedere le norme giuridiche riducendo a due i gradi di giudizio e già con una condanna in primo grado iniziare a scontare la pena che sarà sospesa solo dopo il positivo giudizio di secondo grado?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma ve li immaginate quanti criminali, politici corrotti e imprenditori truffaldini e … tanti anzi tutti quelli già nominati e tanti altri ancora sarebbero già in galera? E si fa presto a costruire carceri se non bastano.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E allora? No. Molto più facile trovare un colpevole per tutto e tutti. Un colpevole che possa pagare subito&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e senza fare tante storie. E chi meglio dei poveri (nel senso di povertà vera) e per giunta sporchi e ....cattivi perché i poveri sono sempre sporchi e cattivi e allora chi meglio dei Rom? Ma non quelli entrati della malavita organizzata che pure loro come … hanno soldi e avvocati. No. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quelli più disgraziati appunto, quelli che non vogliono nemmeno i Rumeni (non Rom-eni) perché bisogna dargli le case e un lavoro che non vogliono e l’assistenza sanitaria e … perbacco costano troppo. Quelli dei campi nomadi “abusivi”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;poi … rialzati Italia!! &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-5903929214252359352?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/5903929214252359352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=5903929214252359352&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5903929214252359352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5903929214252359352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/05/la-sicurezza-in-italia-i-rom.html' title='La sicurezza in Italia: I Rom'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-515237552530684826</id><published>2008-05-18T03:00:00.002+02:00</published><updated>2008-05-18T03:17:30.922+02:00</updated><title type='text'>Ancora sul caso Travaglio</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Riprendo il mio articolo di qualche giorno fà ( &lt;a href="http://pidario.blogspot.com/2008/05/che-brutta-la-vicenda-travaglio.html"&gt;http://pidario.blogspot.com/2008/05/che-brutta-la-vicenda-travaglio.html&lt;/a&gt; ) per fare ulteriori considerazioni sul caso Travaglio. Che il caso fosse “brutto” l’avevo già evidenziato ma non mi aspettavo che assumesse i toni che ha assunto. Sinceramente non capisco le ragioni di D’Avanzo che ha continuato, a mio avviso, dopo un articolo che poteva essere comprensibile (esagera Travaglio nelle sue considerazioni che più che giornalistiche a volte appaiono “opinioni” o quantomeno egli fa seguire a fatti non sempre chiari ed evidenti le sue opinioni…) a volerci spiegare dove “sbaglia” Travaglio.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quello che lui voleva dire lo abbiamo ben compreso e io personalmente lo avevo anche sottolineato. Ma da qui allo scontro che nei giorni seguenti si è consumato ci passa eccome.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma si rende conto D’Avanzo che è in atto un tentativo di screditare tutta la stampa cosiddetta “non di regime” e quello che lui stesso dice? E se pensa di poterla fare in qualche modo franca si sbaglia e di grosso. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ dei giorni scorsi l’attacco di Castelli non solo a Travaglio ma anche a Stella e in definitiva a tutti quelli che parlano della mala politica (fatti ed opinioni non contano più) ripreso successivamente anche da una “valente parlamentare” del PDL di cui non ricordo il nome. E se tra quelli che della mala politica non hanno paura di parlare scoppia una guerra così intestina cosa potrà mai pensare l’opinione pubblica? Ma cosa &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;importa ai cittadini se Travaglio avesse mai avuto pagato un soggiorno (cosa che non credo in alcun modo) e non serve a nulla dire che trattasi solo di un esempio. Forse Travaglio ricopre importanti cariche dello Stato?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Io stesso ebbi a dire nel mio precedente articolo che Travaglio alcune “battute” nel suo intervento in TV sul Presidente del Senato se le sarebbe potute risparmiare &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;ma da qui a costruire tutta questa confusione ci passa e molto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;I cittadini hanno un urgente bisogno, e oggi più che mai, di una stampa che racconti fatti ed esprima opinioni sui fatti della politica e non d’altro…. e questo perché &lt;st1:personname productid="la Democrazia" st="on"&gt;la  Democrazia&lt;/st1:personname&gt; (mi si lasci passare l’esagerazione ma non troppo) continui a vivere in questo Paese.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-515237552530684826?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/515237552530684826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=515237552530684826&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/515237552530684826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/515237552530684826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/05/ancora-sul-caso-travaglio.html' title='Ancora sul caso Travaglio'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8126520936658885726</id><published>2008-05-14T03:37:00.001+02:00</published><updated>2008-05-14T03:39:40.793+02:00</updated><title type='text'>Che brutta la vicenda “Travaglio”.</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutti i politici se la prendono con lui;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sia quelli di destra che quelli di sinistra ( e… certamente non solo per la vicenda in sé - i fatti prossimi ci diranno…- ma credo anche per molto altro). Con lui se la prendono anche tutta la stampa e le televisioni. Giuseppe D’Avanzo in un bell’articolo su Repubblica cui rinvio (&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html"&gt;http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/politica/insulti-schifani/lezione-schifani/lezione-schifani.html&lt;/a&gt;) piuttosto che sparare nel mucchio sceglie di fare una acuta riflessione definendolo “&lt;i style=""&gt;sincero con quel dice e insincero con chi lo ascolta. Dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei "fatti" che dovrebbero sostenere le sue convinzioni. Non è giornalismo d'informazione, come si autocertifica. ma sommario e non in buona fede verso gli utenti. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;…. Queste "agenzie del risentimento" lavorano a un cattivo giornalismo. Ne fanno una malattia della democrazia e non una risorsa. …. trasformano in qualunquismo antipolitico una sana, urgente, necessaria critica alla classe politico-istituzionale. … Nel "caso Schifani" non si può stare dalla parte di nessuno degli antagonisti. Non con Travaglio che confonde le carte ed è insincero con i tanti che, in buona fede, gli concedono fiducia. Non con Schifani che, dalle inchieste del &lt;st1:metricconverter productid="2002, ha" st="on"&gt;2002, ha&lt;/st1:metricconverter&gt; sempre preferito tacere sul quel suo passato sconsiderato. Non con chi - nell'opposizione - ha espresso al presidente del Senato solidarietà a scatola chiusa. Non con &lt;st1:personname productid="la Rai" st="on"&gt;la Rai&lt;/st1:PersonName&gt;, incapace di definire e di far rispettare un metodo di lavoro che, nel rispetto dei doveri del servizio pubblico, incroci libertà e responsabilità. In questa storia, si può stare soltanto con i lettori/spettatori che meritano, a fronte delle miopie, opacità, errori, inadeguatezze della classe politica, un'informazione almeno esplicita nel metodo e trasparente nelle intenzioni”&lt;/i&gt;. &lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se Travaglio voleva sollevare un “gran polverone” ci è molto ben riuscito. Peccato che questi polveroni in genere producono come effetto che le “libertà di stampa e quella di opinione” vengano ulteriormente ridotte o almeno così è stato sino ad oggi sia con la destra che con la sinistra.Perché tutti i politici, ogni volta che vengono in qualche modo toccati, reagiscono molto male. Certo per sentirsi toccati c’è bisogno che si usi un mezzo di forte diffusione come la televisione perché di quello che sui libri si scrive di loro sembrano proprio disinteressarsi. Ma vuoi che tra qualche centinaio di migliaia o un milione al massimo di (e)lettori e cinque o dieci e più milioni di (e)lettori non vi sia una differenza?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una cosa che non capita mai in questo nostro Paese è che un politico si presenti a spiegare e chiarire pacatamente ed educatamente e con puntualità le ragioni del contendere ( per le quali magari più &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;spesso è senza alcuna colpa) ai cittadini quasi che i cittadini non avessero proprio loro e per primi il diritto di sapere più di tutti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E così tra un “Travaglio impertinente” e un “politico silente” come in qualche modo li definisce D’Avanzo il povero cittadino continua a mangiarsi la bile e a chiedersi: ma sarà poi vero? O no! E per aiutarci a questo punto la televisione cosa fa? Sostituisce il programma di informazione con un bel programma di intrattenimento. Perché nella nostra televisione di intrattenimento se ne vede così poco e che intrattenimento! e .. vissero tutti felici e scontenti….&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ah dimenticavo una cosa. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ma perché Fazio deve scusarsi con il Presidente della camera? Ma non è stato forse Travaglio a dire quello che ha detto? E Fazio si è subito dissociato (lo abbiamo sentito tutti). E poi Travaglio almeno la battuta sulla “muffa,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;i lombrichi e la penicillina”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;veramente stupida, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;banale e per nulla divertente se pure non offensiva ma certamente irriguardosa avrebbe potuto e dovuto risparmiarcela. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;E allora dicevo che c’entra Fazio? E perché in un servizio pubblico che si rivolge a tutti i cittadini ci devono essere cose che non si possono o debbono dire? Quelli che le dicono assumono in pieno la responsabilità di ciò che dicono e questo mi pare sufficiente per un pubblico &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;maturo e adulto che sà senz’altro trarre una sua opinione. Se, come ci ha informato la stampa, Travaglio dovrà rispondere davanti al Magistrato sarà quella la giusta sede dove si renderà credibilità e giustizia e non servono i “politici giudici” che gridano allo scandalo e vivaddio nel 2008 ancora alla lesa maestà.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8126520936658885726?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8126520936658885726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8126520936658885726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8126520936658885726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8126520936658885726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/05/che-brutta-la-vicenda-travaglio.html' title='Che brutta la vicenda “Travaglio”.'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-375558617742840220</id><published>2008-05-04T19:10:00.000+02:00</published><updated>2008-05-04T19:11:39.054+02:00</updated><title type='text'>La violenza di gruppo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;La violenza e ancor più i comportamenti violenti di gruppo dovrebbero essere perseguiti con assai minor indulgenza da qualunque parte vengano sia che siano extracomunitari o cittadini stranieri sia che siano giovani di destra o sinistra sia che siano ultrà degli stadi o altro.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il comportamento violento di gruppo è più efferato dell’aggressione del singolo perché pone la vittima in condizione di non potersi in alcun modo difendere e non vale nulla a mio avviso il dire che non c’era la volontà di uccidere; prendere a calci in tanti una persona significa non avere alcun rispetto dell’altro non considerarlo un essere umano e che ciò comporti la morte o meno non ha alcun importanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ un grosso problema di ordine pubblico che merita più attenzione da parte di tutti e pene severe e rapide come haimè non accade spesso nel nostro paese. Chi non ricorda le tante gravi aggressioni di tifosi che finiscono sempre o quasi nel vuoto? O chi non ricorda anche le tante aggressioni diciamo “a sfondo politico” anch’esse troppo tollerate?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il diritto di manifestare sia per vicende amene come gli eventi sportivi che per vicende politiche è un diritto sacrosanto in democrazie come la nostra e non deve essere mai messo in discussione ma proprio per questo tale diritto impone il dovere di rispettare le regole della democrazia e rispetto degli altri. E per hi trasgredisce non ci sono attenuanti che tengano.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-375558617742840220?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/375558617742840220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=375558617742840220&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/375558617742840220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/375558617742840220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/05/la-violenza-di-gruppo.html' title='La violenza di gruppo'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2556331762342441385</id><published>2008-05-04T16:18:00.001+02:00</published><updated>2008-05-04T16:20:10.216+02:00</updated><title type='text'>Il declino degli stipendi</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Bello articolo su “Repubblica economia” sui redditi da lavoro dipendente di Maurizio Ricci&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;(per chi avesse interesse può andare direttamente al sito del Bri banca dei regolamenti internazionali di Basilea: &lt;a href="http://www.bis.org/"&gt;http://www.bis.org/&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ed al sito del Mit:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mit.edu/"&gt;http://www.mit.edu/&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;che riporto integralmente e dal quale si evince che forse la lotta di classe non più intesa secondo i vecchi schemi ma letta col linguaggio del nostro tempo è molto più attuale di quanto si pensi. E se è così, come in effetto è, quali i rimedi?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;        &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;Repubblica ECONOMIA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Secondo uno studio della Bri è sempre più alta la quota di Pil che va ai profitti. Dagli anni Ottanta ad oggi salari schiacciati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Il declino globale degli stipendi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;“in busta 5mila euro in meno l'anno”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;MaurizioRicci&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;ROMA -&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La lotta di classe? C'è stata e l'hanno stravinta i capitalisti. In Italia e negli altri Paesi industrializzati, gli ultimi 25 anni hanno visto la quota dei profitti sulla ricchezza nazionale salire a razzo, amputando quella dei salari, e arrivare a livelli impensabili ("insoliti", preferiscono dire gli economisti). Secondo un recente studio pubblicato dalla Bri, &lt;/span&gt;&lt;st1:personname style="font-style: italic;" productid="la Banca" st="on"&gt;la Banca&lt;/st1:PersonName&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; dei regolamenti internazionali, nel 1983, all'apogeo della Prima Repubblica, la quota del prodotto interno lordo italiano, intascata alla voce profitti, era pari al 23,12 per cento.  Di converso, quella destinata ai lavoratori superava i tre quarti. Più o meno, la stessa situazione del 1960, prima del "miracolo economico". L'allargamento della fetta del capitale comincia subito dopo, nel 1985. Ma per il vero salto bisogna aspettare la metà degli anni '90: i profitti mangiano il 29 per cento della torta nel 1994, oltre il 31 per cento nel 1995. E la fetta dei padroni, grandi e piccoli, non si restringe più: raggiunge un massimo del 32,7 per cento nel 2001 e, nel 2005 era al 31,34 per cento del Pil, quasi un terzo. Ai lavoratori, quell'anno, è rimasto in tasca poco più del 68 per cento della ricchezza nazionale.  Otto punti in meno, rispetto al 76 per cento di vent'anni prima.  Una cifra enorme, uno scivolamento tettonico. Per capirci, l'8 per cento del Pil di oggi è uguale a 120 miliardi di euro. Se i rapporti di forza fra capitale e lavoro fossero ancora quelli di vent'anni fa, quei soldi sarebbero nelle tasche dei lavoratori, invece che dei capitalisti. Per i 23 milioni di lavoratori italiani, vorrebbero dire 5 mila 200 euro, in più, in media, all'anno, se consideriamo anche gli autonomi (professionisti, commercianti, artigiani) che, in realtà, stanno un po' di qui, un po' di là. Se consideriamo solo i 17 milioni di dipendenti, vuol dire 7 mila euro tonde in più, in busta paga. Altro che il taglio delle aliquote Irpef.  Non è, però, un caso Italia. Il fenomeno investe l'intero mondo sviluppato. In Francia, rileva sempre lo studio della Bri, la fetta dei profitti sulla ricchezza nazionale è passata dal 24 per cento del 1983 al 33 per cento del 2005. Quote identiche per il Giappone. In Spagna dal 27 al 38 per cento. Anche nei paesi anglosassoni, dove il capitale è sempre stato ben remunerato, la quota dei profitti è a record storici. Dice Olivier Blanchard, economista al Mit, che i lavoratori hanno, di fatto, perduto quanto avevano guadagnato nel dopoguerra.  Forse, bisogna andare anche più indietro, al capitalismo selvaggio del primo '900: come allora, in fondo, succede poi che il capitalismo troppo grasso di un secolo dopo arriva agli eccessi esplosi con la crisi finanziaria di questi mesi. Ma gli effetti sono, forse, destinati ad essere più profondi. C'è infatti questo smottamento nella redistribuzione delle risorse in Occidente dietro i colpi che sta perdendo la globalizzazione e il risorgere di tendenze protezionistiche: da Barack Obama e Hillary Clinton, fino a Nicolas Sarkozy e Giulio Tremonti.  Sostiene, infatti, Stephen Roach, ex capo economista di una grande banca d'investimenti come Morgan Stanley, che la globalizzazione si sta rivelando come un gioco in cui non è vero che vincono tutti. Secondo la teoria dei vantaggi comparati di Ricardo, la globalizzazione doveva avvantaggiare i paesi emergenti e i loro lavoratori, grazie al boom delle loro esportazioni.  E quelli dei paesi industrializzati, grazie all'importazione di prodotti a basso costo e alla produzione di prodotti più sofisticati. "E' una grande teoria - dice Roach - ma non funziona come previsto". Ai lavoratori cinesi è andata bene, ma quelli americani ed europei non hanno mai guadagnato così poco, rispetto alla ricchezza nazionale. Sono i capitalisti dei paesi sviluppati che fanno profitti record: pesa l'ingresso nell'economia mondiale di un miliardo e mezzo di lavoratori dei paesi emergenti, che ha quadruplicato la forza lavoro a disposizione del capitalismo globale, multinazionali in testa, riducendo il potere contrattuale dei lavoratori dei paesi sviluppati.  Quanto basta per dirottare verso le casse delle aziende i benefici dei cospicui aumenti di produttività, realizzati in questi anni, lasciandone ai lavoratori le briciole. Inevitabile, secondo Roach, che tutto questo comporti una spinta protezionistica nell'opinione pubblica, a cui i politici si mostrano sempre più sensibili.  Ma il ribaltone nella distribuzione della ricchezza in Occidente è, allora, un effetto della globalizzazione? Non proprio, e non del tutto. Secondo gli economisti del Fmi, nonostante che il boom del commercio mondiale eserciti una influenza sulla nuova ripartizione del Pil, l'elemento motore è, piuttosto, il progresso tecnologico. Su questa scia, Luci Ellis e Kathryn Smith, le autrici dello studio della Bri, osservano che il balzo verso l'alto dei profitti inizia a metà degli anni '80, prima che le correnti della globalizzazione acquistino forza. Inoltre, l'aumento della forza lavoro disponibile a livello mondiale interessa anzitutto l'industria manifatturiera, ma, osservano, non è qui - e neanche nei servizi alle imprese, l'altro terreno privilegiato dell'offshoring - che si è verificato il maggior scarto dei profitti.  Il meccanismo in funzione, secondo lo studio, è un altro: il progresso tecnologico accelera il ricambio di macchinari, tecniche, organizzazioni, che scavalca sempre più facilmente i lavoratori e le loro competenze, riducendone la forza contrattuale. E' qui, probabilmente, che la legge di Ricardo, a cui faceva riferimento Roach, si è inceppata. Il meccanismo, avvertono Ellis e Smith, è tutt'altro che esaurito e, probabilmente, continuerà ad allargare il divario fra profitti e salari in Occidente.  Dunque, è la dura legge dell'economia a giustificare il sacrificio dei lavoratori, davanti alla necessità di consentire al capitale di inseguire un progresso tecnologico mozzafiato? Neanche per idea. La crescita dei profitti, sottolinea lo studio della Bri, "non è stato un passaggio necessario per finanziare investimenti extra". Anzi "gli investimenti sono stati, negli ultimi anni, relativamente scarsi, rispetto ai profitti, in parecchi paesi". In altre parole "l'aumento della quota dei profitti non è stata la ricompensa per un deprezzamento accelerato del capitale, ma una pura redistribuzione di rendite economiche". La lotta di classe, appunto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;3 maggio 2008&lt;/i&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2556331762342441385?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2556331762342441385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2556331762342441385&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2556331762342441385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2556331762342441385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/05/il-declino-degli-stipendi.html' title='Il declino degli stipendi'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3687089994482670623</id><published>2008-04-22T12:17:00.000+02:00</published><updated>2008-04-22T12:18:30.466+02:00</updated><title type='text'>Così ho detto a mia figlia che sono malato di cancro"</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Dalla scoperta del male alla battaglia per contrastarlo&lt;br /&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;di CORRADO SANNUCCI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;h3&gt;(&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-sannucci/libro-sannucci/libro-sannucci.html"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-sannucci/libro-sannucci/libro-sannucci.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; )&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;HO svegliato mia figlia e poi siamo rimasti insieme sul letto a farci qualche coccola. "Papà, ma tu adesso non parti più!". Ho visto nei suoi occhi verdi una consapevolezza che andava molto oltre la circostanza che io non viaggiassi più per lavoro. La sua era una constatazione che conteneva, implicita, una domanda. Ho deciso di risponderle. Le spiego che adesso ho un'infezione al sangue, una specie di raffreddore ai globuli rossi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non hai mai sentito starnutire i miei globuli rossi in questi giorni?". Le chiedo. "Non hai sentito noiosi "eccì" che non mi fanno dormire la notte?".&lt;br /&gt;Mia figlia sorride, questo inizio di spiegazione l'ha già in parte rassicurata. La mia medicina scende da questo pistoncino che ormai conosce bene. Sarà una cura lunga e noiosa, che mi impedisce di prendere l'aereo, non vogliono che salga a bordo gente che potrebbe nascondere delle bombe nei pistoncini fissati al braccio. Le parti del puzzle cominciano a combaciare. Io che non parto più, il mio elastomero che fa scattare l'allarme al controllo di sicurezza dell'aeroporto, io che la notte mi alzo continuamente perché le emazie che starnutiscono mi svegliano.&lt;br /&gt;Facciamo colazione mentre mia moglie si prepara ad accompagnarci, lei a scuola, me in ospedale. Con una manciata di corn-flakes mia figlia è sazia, io non sarei placato che da un paio di etti di gorgonzola. Ma le faccio compagnia con un biscotto, ha già dovuto digerire l'infezione del padre, non vorrei che le apparisse ora come un famelico Shrek.&lt;br /&gt;"Ma dimmi, preferisci quando papà è in viaggio o quando resta a casa e sta più tempo con te?". &lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--inserto--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt;&lt;!-- OAS AD 'Middle' - da inserire per 200x200 --&gt;&lt;!--/inserto--&gt;Che domanda piena di trabocchetti mi sono inventato. Per quanto possa averla rassicurata, dev'essere chiaro nella sua testa che la mia presenza a casa è legata alla mia salute, alla possibilità che io non stia bene. Ma come risponderà? Se non avesse un'intuizione delle ragioni della mia insolita disponibilità non potrebbe preferire questi pomeriggi nei quali facciamo i compiti, ascolto i suoi esercizi di pianoforte, la accompagno alle lezioni di nuoto, perdiamo tempo a scegliere le figurine dal giornalaio? "Preferisco quando sei in viaggio!" dice con una smorfia, recitando una scena del tipo: così a casa posso fare quello che mi pare. Ma è solo una recita, appunto. Ci guardiamo negli occhi. "Risposta esatta!" le dico. "Ho vinto un premio?". "Certo. Te lo sei meritato".&lt;br /&gt;Mia figlia ha capito tutto. Vuole il papà a lavorare lontano, lo vuole sano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il 5 dicembre è una tersa giornata dell'inverno più caldo degli ultimi cento anni. Alle &lt;st1:metricconverter productid="15 in" st="on"&gt;15 in&lt;/st1:metricconverter&gt; punto mi siedo davanti al primario del reparto oncoematologico del Santo Spirito.&lt;br /&gt;Ho con me le analisi del sangue e la mente già piena di tetre premonizioni.&lt;br /&gt;Ho dato uno sguardo ai valori dei globuli rossi e delle piastrine, anche a un profano è evidente che c'è un problema serio nel mio midollo.&lt;br /&gt;Il primario è un uomo piccolo, più giovane di me, dai modi decisi e con una somiglianza a certi ritratti dei repubblicani, i Gracchi o i Bruti. Percepisco immediatamente che la vita non mi risparmierà alcun male e lui non mi nasconderà nulla di questo male.&lt;br /&gt;Analizza i numeri che sono sui fogli ma il suo interesse è per il diagramma dell'ultima pagina, il picco monoclonale delle gammaglobuline, la fotografia rivelatrice di quello che sta accadendo dentro di me.&lt;br /&gt;Non ci sono "mmmh" di dubbio, non ci sono se o ma o forse. La visione di quell'everest rosso spiega tutto. "Questo è un mieloma multiplo" mi dice con voce ferma. "Una brutta bestia".&lt;br /&gt;Sono le 15.01. La mia vita precedente è distrutta. Il bombardamento di Dresda era stato più lento, anche lo tsunami si era avvicinato dando il tempo a qualcuno di arrampicarsi su un albero, il tornado Katrina era stato annunciato per televisione. Solo a Hiroshima la bomba atomica era stata più rapida di questa sentenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;C'è un breve silenzio tra di noi, il primario è consapevole dell'annuncio che mi ha dato. Per reggere il confronto con la sua fermezza anch'io tengo la schiena dritta e lo sguardo fisso su di lui. In realtà sono stordito dalle ondate di uno choc emotivo totale. Un mieloma multiplo.&lt;br /&gt;Siamo a dicembre, arriverò fino a marzo? Riuscirò a sistemare la cose di famiglia in questi pochi mesi? Devo avvertire il giornale che questa sera non potrò essere all'Olimpico per Roma-Valencia. Mia moglie deve trovare un lavoro, dovrà aiutarla in questi giorni. Finisce così improvvisamente la vita, senza mai un avvertimento o un segnale di allarme? Finisce quando siamo ancora giovani?&lt;br /&gt;Mia figlia è così piccola, come crescerà senza padre? Il primario interrompe il mio camminare sullo strapiombo.&lt;br /&gt;"C'è una strada possibile per uscirne. Lunga e faticosa".&lt;br /&gt;Ah, c'è una strada. Non lo sapevo: quando io ero ragazzo, quarant'anni fa, un mieloma era senza scampo. Non mi ero aggiornato sui progressi dell'ematologia. Ascolto il mio inflessibile Gracco, non se ne rende conto ma il mio precipitare nel baratro sta rallentando, improvvisamente mi sento aggrappato a un piccolo paracadute. "Però questa è una malattia che non ammette il pareggio. O si vince o si perde".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;4.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per la diagnosi definitiva c'è in realtà bisogno di un puntato midollare, anche se, mi dice esplicitamente il primario, che sa come dirmi le cose indicibili, non ci sono possibilità di errore.&lt;br /&gt;"Vogliamo cominciare adesso o vuole aspettare o farsi visitare da un altro medico?".&lt;br /&gt;"Che aspettiamo? Andiamo subito" gli rispondo bruscamente.&lt;br /&gt;Se la strada è lunga e faticosa è meglio incamminarsi immediatamente.&lt;br /&gt;"Sentirà dolore".&lt;br /&gt;"Non importa, facciamo quello che è necessario fare".&lt;br /&gt;Sono disteso su un lettino e mi immerge un ago nello sterno, ma la raccolta è laboriosa, l'osso è duro e non si riesce a tirare via niente. Proviamo allora sulla cresta iliaca, questa volta con maggiore successo. "Sente dolore", chiede più volte. "No" rispondo tranquillamente. Nulla di quel rimestare tra muscolo e osso si avvicina minimamente all'idea che ho del dolore.&lt;br /&gt;Torniamo nel suo studio, non è passata mezz'ora e ho già una garza e un cerotto addosso.&lt;br /&gt;"Devo dirle che lei è libero di scegliere la terapia che preferisce. Ha tutto il diritto di andarsene da qui e affidarsi a chiunque altro ritenga possa farla uscire da questa situazione e con i metodi che più la convincano".&lt;br /&gt;Un poco pizzica la puntura sull'anca. Il primo fastidio percepito in una storia che finora è stata del tutto muta e nascosta. "Lei intende niente chemio ma omeopatia o somatostatina o gita a Lourdes o guaritori con la dieta?" chiedo.&lt;br /&gt;"Le opzioni legittime di altri pazienti" commenta il primario in modo molto politically correct.&lt;br /&gt;"No, resto qui. E voglio aghi nelle vene appena possibile. La autorizzo a ferirmi, a entrarmi nel corpo in ogni momento e modo lei ritenga necessario, a invadermi con sostanze chimiche o strumenti nelle dosi più potenti che la terapia richiede, con le ferite più profonde che le analisi impongono. Nulla mi dev'essere risparmiato. Mi tormenti, mi sgretoli, mi frantumi. Raccolga da me il siero, l'osso, il sangue. Mi nutra delle più devastanti molecole che la scienza abbia inventato. Io voglio dentro di me queste molecole e ho fiducia in questa scienza. Ma questa battaglia devo vincerla".&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;!-- do nothing --&gt;(Questo brano è l'inizio del primo capitolo del libro "A parte il cancro tutto bene" scritto da Corrado Sannucci, inviato di Repubblica)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- do nothing --&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;22 aprile 2008&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3687089994482670623?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3687089994482670623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3687089994482670623&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3687089994482670623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3687089994482670623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/04/cos-ho-detto-mia-figlia-che-sono-malato.html' title='Così ho detto a mia figlia che sono malato di cancro&quot;'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-7764501382295655076</id><published>2008-04-06T17:22:00.001+02:00</published><updated>2008-04-06T17:27:40.150+02:00</updated><title type='text'>L’ultima lezione di Randy Pausch</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Riporto la traduzione dell’ultima lezione del Prof. Pausch&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt; &lt;/i&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-style: normal;"&gt;la traduzione integrale, interruzioni comprese, a cura di Anna Bissanti dall’Espresso di Alessandro Gilioli ( http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/10/08/lultima-lezione-di-randy-pausch/ )&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Non c'è da commentare ma solo leggere e riflettere&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/10/08/lultima-lezione-di-randy-pausch/" title="Permalink: L’ultima lezione di Randy Pausch"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;L’ultima lezione di Randy Pausch&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Ovvero, sto per morire e mi sto divertendo. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E’ la “last lecture” di &lt;a href="http://www.cs.cmu.edu/%7Epausch/"&gt;Randy Pausch&lt;/a&gt;, il docente di informatica (e molto altro) malato di un tumore terminale che ha riassunto in una lunga lezione il senso della vita secondo lui.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;L’ultima conferenza di Randy Pausch&lt;/strong&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Come realizzare i sogni della vostra infanzia”&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Buonasera a tutti. É magnifico essere qui. Questa serie di conferenze un tempo si chiamava “L’ultima conferenza: se aveste un’ultima conferenza da fare, di che cosa parlereste?” E io ho pensato: “Accidenti, finalmente avevo centrato l’argomento e loro le cambiano nome!” [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, eccoci qui. Nel caso in cui ci fosse qualcuno che è capitato qui per caso e non conosce la mia storia, mio padre mi ha insegnato che quando c’è un grosso problema bisogna affrontarlo. Nelle mie Tac compaiono una decina circa di tumori al fegato e il dottore mi ha detto che mi restano dai tre ai sei mesi di buona salute. Considerato che me l’ha detto un mese fa, i conti sono presto fatti. Ho i medici migliori al mondo. Cosa c’è? Non funziona il microfono? Allora parlerò più forte…[&lt;em&gt;aggiusta il microfono&lt;/em&gt;]. Va bene così? Ok. Allora, stavo dicendo che le cose stanno così. Non possiamo cambiarle. Possiamo soltanto decidere in che modo reagiremo alla situazione. Non possiamo cambiare le carte che ci sono date, possiamo soltanto decidere come giocare la prossima mano. Se non vi sembro depresso o cupo come pensate che dovrei essere, mi dispiace deludervi. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Vi assicuro che non provo un atteggiamento di rifiuto. Non è che io non sia pienamente consapevole di quanto mi sta accadendo.&lt;br /&gt;La mia famiglia, i miei tre figli, mia moglie…abbiamo traslocato. Abbiamo comperato una splendida casa in Virginia e stiamo facendo tutto ciò perché questo è un posto bellissimo per viverci. La nostra casa è più giù lungo questa stessa strada. L’altra cosa che vorrei dirvi è che in questo momento sono in ottima forma, in forma smagliante e fenomenale. Ciò che intendo dire è che il fatto che io sia in ottima forma davvero è l’esempio di dissonanza cognitiva più plateale che vi possa capitare di vedere. Di fatto, credo di essere in forma migliore della maggior parte di voi qui presenti.&lt;em&gt; [Randy si sdraia per terra e inizia a fare flessioni] [Applausi]&lt;/em&gt; Pertanto se qui c’è qualcuno che intende piangere o compatirmi, può scendere e fare un paio di flessioni, e soltanto dopo potrà compatirmi. &lt;em&gt;[Risate]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Va bene… allora, di una cosa non parleremo oggi. Non parleremo di cancro, perché ho già parlato a lungo di questo e davvero non mi interessa parlarvene. Se avete qualche integratore a base di erbe o qualche altro rimedio, vi prego di starmi alla larga. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non parleremo anche di altre cose che sono più importanti dell’esaudire i sogni della vostra infanzia. Non parleremo di mia moglie e non parleremo dei miei figli, per esempio, perché sono bravo, sì, ma non così bravo da poterne parlare senza scoppiare a piangere. Pertanto, molto semplicemente, accantoneremo questo argomento, che è molto più importante. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Altre cose di cui non parleremo sono la spiritualità e la religione, anche se vi devo confessare di aver appena avuto una conversione in extremis, in punto di morte…&lt;em&gt;.[pausa drammatica di silenzio]&lt;/em&gt;. Mi sono appena comperato un Macintosh. &lt;em&gt;[Risate e applausi]&lt;/em&gt;. Ecco, adesso so che almeno un nove per cento del pubblico è con me…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;D’accordo, ma allora di che cosa parliamo oggi? Parliamo dei miei sogni d’infanzia e di come li ho realizzati. Da questo punto di vista sono stato molto fortunato. Parleremo di come credo di aver reso possibili i sogni altrui e, in una certa qual misura, degli insegnamenti che se ne possono ricavare. Sono un professore, pertanto dovrebbe essere possibile ricavare qualcosa che consenta ai vostri sogni di realizzarsi. A mano a mano che si diventa grandi, si può scoprire che “permettere ai sogni altrui di realizzarsi” è ancora più gratificante. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dunque, volete sapere quali erano i sogni della mia infanzia? Prima di tutto vi premetto di aver avuto un’infanzia davvero molto felice. Sì, sul serio, non sto scherzando. Ho frugato nell’archivio di famiglia e la cosa che mi ha davvero colpito è che non sono riuscito a trovare nessuna foto di me bambino nella quale io non stessi sorridendo. E questo di per sé è già molto gratificante. &lt;em&gt;[Compare una diapositiva] &lt;/em&gt;Questo è il nostro cane, d’accordo? Sbadiglia… e questo sono io che sogno. Sognavo molto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sapete, c’era molto per cui sognare ad occhi aperti. Sono nato nel 1960. Avevo otto o nove anni e se guardavo la televisione potevo vedere l’uomo sbarcare sulla Luna. A quel punto capite bene che ogni cosa è possibile. Ecco, questo non dovremmo dimenticarlo mai. L’ispirazione e la possibilità di sognare sono immense. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quali erano i miei sogni d’infanzia? Potrete anche non essere d’accordo con il mio elenco, ma si tratta dei seguenti: sperimentare l’assenza di gravità, giocare nella Lega Nazionale di Football, scrivere una voce della World Book Enciclopedia (beh, sì, presumo che i secchioni si individuino subito, non è così? ), essere Captain Kirk…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;C’è qualcuno tra voi che ha avuto questi stessi sogni quando era bambino? No, alla Carnegie Mellon University no di sicuro! Volevo anche essere uno di quei tipi che vincono i pupazzi giganti al Luna Park, e volevo diventare uno degli imagineer della Disney &lt;em&gt;(coloro che pianificano e realizzano le attrazioni dei parchi giochi, nota del traduttore)&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco, ve li ho elencati in ordine sparso, anche se a esclusione forse del primo, sperimentare l’assenza di gravità, di sicuro erano sogni di difficile realizzazione. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Io credo che sia molto importante avere sogni precisi. Non sognavo di diventare un astronauta, perché quando ero piccolo e indossavo gli occhiali qualcuno mi aveva detto che gli astronauti non possono indossare gli occhiali…e io avevo dichiarato: “Mmmm, non mi interessa diventare astronauta. A me interessa soltanto galleggiare nell’aria”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così da piccolo, come potete vedere nella diapositiva, mi allenavo &lt;em&gt;[si vede Randy bambino che sdraiato sul tavolo di casa assume la posizione tipica di chi galleggia in assenza di gravità&lt;/em&gt;]. Ma ovviamente questo sistema non funzionava granché. Più avanti è saltato fuori che &lt;st1:personname productid="la Nasa" st="on"&gt;la Nasa&lt;/st1:PersonName&gt; disponeva di una cosa detta “La cometa del vomito” con la quale si addestravano gli astronauti. Si tratta di un apparecchio che effettua delle paraboliche. Alla sommità di ogni arcata per 25 secondi circa si diventa dei proiettili e si sperimenta, per circa 25 secondi soltanto, un vago equivalente dell’assenza di gravità. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ebbene, esiste un programma al quale gli studenti universitari possono sottomettere varie proposte e il progetto migliore si aggiudica il diritto di volare. Così io ho pensato che potesse essere un’occasione meravigliosa. Ho formato un team di studenti che ha vinto e si è aggiudicato il diritto di volare. Io ero al settimo cielo: sarei andato anch’io. Poi però mi sono scontrato con la prima dura realtà: mi hanno detto chiaramente che per nessun motivo un membro di facoltà avrebbe potuto volare con il team. Capirete…ero a pezzi. Mi sembrava impossibile: avevo lavorato così sodo! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora mi sono riletto con grande attenzione tutto ciò che c’era da leggere sul programma e ho scoperto che &lt;st1:personname productid="la Nasa" st="on"&gt;la Nasa&lt;/st1:PersonName&gt;, nell’ambito del suo programma di assistenza e promozione, permetteva agli studenti di portarsi dietro dalla loro città il giornalista di un media locale. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. E così…&lt;em&gt;[fa la voce profonda]&lt;/em&gt; “Randy Pausch è un giornalista web”. &lt;em&gt;[Torna alla voce normale].&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È davvero molto facile ottenere un pass per la stampa! [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. A quel punto chiamo &lt;st1:personname productid="la Nasa" st="on"&gt;la Nasa&lt;/st1:PersonName&gt; e chiedo a quale numero avrei potuto faxare alcuni documenti. Loro mi chiedono di che documenti si tratta. E io rispondo che si tratta delle mie dimissioni da membro della facoltà e della mia candidatura al ruolo di giornalista. Loro mi chiedono: “Non le pare un po’ troppo sfacciata come manovra?”. E io dico: “Sì certo, ma il nostro progetto riguarda la realtà virtuale. Porteremo con noi moltissime cuffie con apparecchi VR (virtual reality), e tutti gli studenti che formano il gruppo la sperimenteranno, mentre tutti i veri giornalisti riprenderanno la scena”. E Jim Foley (che è qui tra il pubblico e annuisce….sì, tu, bastardo!) mi dice: “Eccole il numero di fax”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quindi, in conclusione, abbiamo rispettato i patti. Questo è uno di quegli argomenti di cui sentirete parlare ancora a lungo più avanti: avere sempre qualcosa da mettere sul tavolo, proprio così, perché questo vi rende più bene accetti. Se siete curiosi di sapere com’è l’assenza di gravità, ecco…spero che il sonoro funzioni. [&lt;em&gt;Nella diapositiva si vede Randy che sperimenta l’assenza di gravità]&lt;/em&gt;. Io sono questo qui.&lt;em&gt; [Risate, perché le persone del video si schiantano sul pavimento dell’aereo]&lt;/em&gt;. Pertanto, sogno d’infanzia numero uno: esaudito. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ok, passiamo al football.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il mio sogno, come vi ho detto, era giocare nella Lega Nazionale di Football, ma probabilmente ho avuto molto più da questo sogno che non si è realizzato che da tutti quelli che invece si sono realizzati. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Avevo un allenatore. Firmai con lui a nove anni. Ero il più piccolo della Lega, e avevo un allenatore, Jim Graham, che era alto quasi un metro e novanta e aveva giocato da linebacker &lt;em&gt;(difensore piazzato alle spalle della prima linea di difesa, nota del traduttore)&lt;/em&gt; con i Penn State. Era un colosso ed era della vecchia scuola. Intendo proprio vecchia…il primo giorno di allenamento eravamo tutti spaventati a morte da quel gigante. Lui arrivò… ed era senza pallone. Come avremmo mai potuto allenarci senza pallone? Allora un ragazzino si fece avanti e gli disse: «Senta coach, mi scusi, ma non c’è il pallone». E il coach Graham: «È vero. Ma ditemi un po’, quante persone ci sono in campo?». E noi in coro: «Undici per squadra, ventidue in tutto». «Esatto. E quante persone alla volta toccano il pallone?». «Una sola». «Giusto. Quindi noi inizieremo da quello che fanno gli altri ventuno». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sì, è propria una bella storiella, perché parla delle cose fondamentali, le cose basilari, le cose che contano. È importante concentrarsi su queste, le cose fondamentali, perché tutto ciò che è superfluo e inutile non serve a niente. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’altra cosa importante legata al coach Jim Graham riguarda l’allenamento. Mi stava sempre addosso, sempre. Mi faceva sgobbare e lavorare senza sosta: “Sbagli questo, ripeti. Sbagli anche quell’altro. Fallo ancora. Torna indietro e ricomincia. Me lo devi…dopo l’allenamento fai le flessioni” e così via. Un giorno, al termine dell’allenamento, uno degli altri coach mi si avvicina e mi dice: «Il coach ti ha lavorato ben bene, non è così?». Io rispondo di sì, e lui chiosa: «Si tratta di un buon segno. Quando sbagli qualcosa e nessuno ti dice più niente, significa che ormai hanno rinunciato». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa è una lezione che ho imparato e ho ricordato per tutta la vita: quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirti qualcosa, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo il coach Graham ne ho avuto un altro, il coach Setliff, che mi ha insegnato moltissime cose sul potere dell’entusiasmo. Faceva una cosa terribile, a ripensarci: inseriva un giocatore alla volta per un solo tempo nella posizione che era la meno plausibile e la più sbagliata per lui. Per esempio, metteva in campo tutti i bassi nella posizione di ricevitore, capite? Beh, insomma, l’altra squadra era assolutamente disorientata. Non sapeva chi era a colpire. Perché se si gioca soltanto un tempo e non ci si trova dove uno suppone ci si debba trovare, libertà diventa sinonimo di nulla da perdere… L’entusiasmo era alle stelle. Ancora oggi da nessuna parte mi sento più a mio agio che su un campo da football. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quello che voglio dire è che quando ho un problema da risolvere &lt;em&gt;[tira fuori un pallone]&lt;/em&gt;, la gente mi vede andare in giro con uno di questi… perché quando si è giovani e qualcosa come il football è la tua vita, diventa una parte di te. Per sempre. Sono molto contento che il football sia stato parte della mia vita. Anche se il desiderio di giocare nella Lega Nazionale di Football non si è realizzato, pazienza. Probabilmente ci sono cose che contano di più. Se poi guardiamo a quello che stanno facendo nella NFL….non sono più così sicuro che si stiano comportando bene….&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, uno dei modi di dire che ho acquisito lavorando per l’Electronic Arts, che mi piace moltissimo ed è in relazione a quanto ho appena raccontato è questo: “L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi”. Penso che sia assolutamente deliziosa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’altra cosa che posso dire del football, come di qualsiasi altro sport o attività che facciamo praticare ai nostri figli, che si tratti di football o di calcio, di nuoto o di qualsiasi altra cosa, è che questo è un esempio di quello che io definirei l’apprendimento indiretto. In realtà noi non vogliamo che i nostri figli imparino a giocare a football. Sì, insomma, è carino che io abbia queste tre punte e che so come fare blocco e così via…ma noi mandiamo i nostri figli a imparare cose molto più importanti di queste. Spirito di squadra, spirito sportivo, perseveranza, eccetera. Tutti questi apprendimenti indiretti sono importantissimi. Anzi, bisognerebbe aprire bene gli occhi, stare sempre all’erta e coglierli ovunque, perché sono ovunque. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Passiamo adesso all’altro desiderio, diventare autore di una voce della World Book Encyclopedia. Quando ero bambino, su una mensola di casa nostra c’era &lt;st1:personname productid="la World Book" st="on"&gt;la World Book&lt;/st1:PersonName&gt; Encyclopedia…per le matricole devo precisare che si tratta di un’enciclopedia in versione cartacea! Bene, c’erano queste cose che chiamavamo libri [&lt;em&gt;risate&lt;/em&gt;]. Dopo che sono diventato per così dire un’autorità in fatto di realtà virtuale, ma non poi così importante, mi sono trovato al livello di coloro ai quali &lt;st1:personname productid="la World Book" st="on"&gt;la World Book&lt;/st1:PersonName&gt; Encyclopedia avrebbe potuto chiedere di scrivere un articolo. E infatti mi chiamarono e io ho scritto un articolo! Questa è Caitlin Kelleher &lt;em&gt;[nella diapositiva Caitlin indossa una cuffia VR con la quale si muove in un mondo tridimensionale]&lt;/em&gt; e se andate nella vostra libreria locale, dove conservano ancora copie cartacee della World Book Encyclopedia, se cercate alla voce Virtual Reality troverete il mio articolo. Tutto ciò che posso dire è che effettivamente essendo stato scelto per diventare un autore della World Book Encyclopedia, posso assicurarvi che Wikipedia è una fonte perfetta di informazioni per voi, perché conosco il controllo di qualità delle vere enciclopedie! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ok, passiamo pure al desiderio successivo. &lt;em&gt;[Diapositiva riportante la scritta: “Incontriamo il Capitano Kirk”] [Risate].&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A un certo punto della propria vita uno si rende conto che ci sono alcune cose che non potrà fare, così forse sarebbe meglio starsene con i piedi per terra. Beh, mio Dio, che modello per i giovani! &lt;em&gt;[Risate] [diapositiva del Capitano Kirk seduto alla sua postazione di controllo sull’astronave Enterprise]. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco, io volevo essere così, ma quello che mi ha spinto più avanti nel corso della vita alla vera leadership, è aver capito che lui non era il più importante dell’astronave! C’era Spock, che non era niente male, e McCoy, il dottore, e poi c’era Scotty, l’ingegnere… tanto che alla fine uno finisce col chiedersi quali competenze, quali abilità possa mai avere lui per starsene ai comandi e coordinare tutti? E allora capisci che c’è una cosa che si chiama leadership, e ti piaccia o meno questa serie di telefilm, non c’è dubbio che osservando quel tipo in azione si imparano molte cose su come dirigere e comandare gli altri. E in più ha i giocattoli più belli di tutti! &lt;em&gt;[mostra una diapositiva dei gadget di Star Trek].&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Beh, insomma, da bambino credevo fosse affascinante che il Capitano Kirk avesse tutte queste cose, [tira fuori uno Star Trek Communicator] e potesse parlare a tutta l’astronave con questo. Credevo che fosse semplicemente spettacolare e ovviamente anche io oggi ne possiedo uno, e perfino più piccolo… &lt;em&gt;[Estrae il suo telefono cellulare]&lt;/em&gt;. Insomma, tutto ciò è molto cool… quindi ho realizzato anche questo sogno. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;James T. Kirk e il suo alter ego William Shatner hanno scritto un libro, che credo sia un libro niente male affatto. Lo hanno scritto con Chip Walter, uno scrittore che vive a Pittsburgh. Il libro parla della scienza di Star Trek, ovvero di quello che di Star Trek si è avverato. Gli autori si sono recati in vari posti del Paese, osservando varie cose e sono venuti qui a osservare la nostra realtà virtuale. Così abbiamo realizzato una realtà virtuale apposita, che era più o meno una cosa del genere.&lt;em&gt; [Mostra la diapositiva del ponte virtuale di Star Trek ripreso da una trasmissione televisiva degli anni Sessanta]&lt;/em&gt;. È stato davvero forte conoscere l’idolo della mia infanzia, ma ancora meglio è quando è lui a venire da te per capire le cose più incredibili che tu stai preparando nel tuo laboratorio. Sì, fu un grande momento davvero…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, siamo arrivati alla vincita dei peluche… potrà sembrarvi qualcosa di assolutamente banale, ma quando si è piccoli e al luna park si vedono questi tipi con grossi peluche sotto il braccio… bene, questa è la mia adorabile moglie e queste sono tutte immagini di grossi peluche che ho vinto. &lt;em&gt;[Risate, mostra le diapositive di vari peluche di grosse dimensioni]&lt;/em&gt;. Questo è mio padre in posa con un peluche che ho vinto. Sì, ne ho vinti moltissimi. Questo è ancora mio padre con un peluche che ha vinto lui. Questa è una parte della mia vita e della mia famiglia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Già so che cosa staranno pensando i cinici: diranno che in questa epoca di immagini manipolate digitalmente, forse tutti questi orsi non sono davvero nella foto con me, o forse ho pagato cinque dollari a qualcuno che aveva vinto davvero i peluche perché mi facesse fare una fotografia con loro….Così mi sono chiesto: come posso in quest’epoca di cinismo, convincere le persone? Risposta: ho capito, porto gli orsi. Prego, portateli fuori! &lt;em&gt;[Svariati peluche di grosse dimensioni sono portati in scena. Risate e applausi]&lt;/em&gt;. Ecco, appoggiateli alla parete di fondo, grazie. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, eccovi qui i miei orsacchiotti. Poiché non abbiamo abbastanza spazio per loro nel trasloco, se qualcuno vuole conservare un pezzetto di me, si accomodi pure, alla fine potrà venire a prendersene uno. Chi prima arriva, meglio sceglie! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene. Possiamo passare al desiderio successivo. Essere un Imagineer. Ecco, questo era proprio difficile. Credetemi: sperimentare l’assenza di gravità è niente rispetto a diventare un Imagineer! Quando avevo otto anni la mia famiglia aveva attraversato tutto il Paese per andare a Disneyland. Non so se avete visto il film “National Lampoon´s Vacation”…bene, è stato un po’ come in quel film. [Risate]. Fu una vera odissea. &lt;em&gt;[Mostra diapositive della sua famiglia a Disneyland]&lt;/em&gt;. Ecco, queste sono alcune foto vintage, e questo sono io di fronte al castello. Eccomi lì…per quelli di voi che stanno avendo qualche strano presagio, quello è lo scivolo di Alice. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Eccomi lì, dicevo. Pensavo che quello era davvero l’ambiente più fantastico che io avessi mai visto e invece di pensare: “Voglio assolutamente visitarlo”, dentro di me pensavo: “Voglio assolutamente costruire cose così”. E così ci investii tutto il mio tempo, mi laureai, presi un dottorato al Carnegie Mellon, pensando che tutto ciò mi qualificasse al massimo a fare qualsiasi cosa. Poi spedii caterve di lettere con domanda di assunzione alla Walt Disney Imagineering, e loro mi mandarono le più dannate lettere di “vai-pure-all’inferno” che io abbia mai ricevuto. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Sì, insomma, erano lettere del tipo: “Abbiamo preso in seria considerazione la sua domanda, ma al momento non abbiamo disponibile alcuna posizione che possa richiedere le sue particolari qualifiche”. Immaginate un po’: ricevere lettere così da un posto che è famoso in tutto il mondo per i suoi spazzini che puliscono le strade…[&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Beh, per me fu un po’ un brutto colpo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ricordate, però: ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri. Bene, con un “avanti veloce” spostiamoci al 1991: all’Università della Virginia mettiamo a punto un sistema denominato “Realtà virtuale per cinque dollari al giorno”. Si trattava di una di quelle cose assolutamente spettacolari. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quell’anno, da junior academic, ero terrorizzato. C’era Jim Foley… sì, voglio proprio raccontarvi questa storia. Foley conosceva il mio consigliere undergraduate, Andy Van Dam. Io dovevo tenere la mia prima conferenza ed ero assolutamente nel panico. Ebbene, quell’icona vivente della user interface community viene da me e senza preavviso alcuno mi abbraccia come un grande orso, e mi dice: «Questo è da parte di Andy». Ed è stato allora che ho pensato per la prima volta: “Forse posso farcela! Forse faccio parte del suo mondo”. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa è la storia e fu un successo tanto più inverosimile se si pensa che all’epoca per costruire una realtà virtuale occorreva avere come minimo mezzo milione di dollari. Tutti si sentivano demoralizzati perché i soldi non c’erano, mentre noi avevamo messo insieme, pezzo dopo pezzo, un sistema con circa cinquemila dollari in componenti, costruendo un sistema VR perfettamente funzionante. E la gente impazziva, si entusiasmava, pensava che il nostro fosse un bis del grande exploit del garage dell’Hewlett Packard, e cose così. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma, ero lì a fare una conferenza, e il pubblico della sala pareva letteralmente impazzito. Durante la fase finale delle domande del pubblico, un tipo di nome Tom Furness, all’epoca un pezzo grosso nel campo della realtà virtuale, prende il microfono e si presenta. Io non sapevo che aspetto avesse, ma il suo nome lo conoscevo eccome! Mi rivolge una domanda e quando a me tocca rispondere gli dico: «Lei è Tom Furness? Prima di rispondere alla sua domanda, mi può dire se possiamo pranzare insieme domani?». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Fu così che dopo un paio di anni Imagineering lavorava a un progetto di realtà virtuale, assolutamente top secret. Ancora negavano l’esistenza di un’attrazione con la realtà virtuale e già il dipartimento pubblicità mandava in onda spot in televisione. Insomma, Imagineering si era davvero appassionata alla cosa. Si tratta dell’attrazione di Aladino, quella nel quale si vola su un tappeto volante, con un display sulla testa, una cosa nota come “gator vision”. Non appena iniziano gli spot alla televisione, mi chiedono se posso dare qualche informazione al Segretario della Difesa sullo stato della realtà virtuale. Sì, proprio così: Fred Brooks e io siamo stati convocati per informare il Segretario della Difesa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa per me è stata una scusa fantastica: ho chiamato Imagineering, ho detto loro quello che dovevo fare e ho chiesto che mi dessero del materiale, perché quello che stavano mettendo a punto era il miglior sistema di VR del mondo. Loro si sono tirati indietro. Al che io ho ribattuto: «Ma allora, tutto il patriottismo dei vostri parchi è soltanto una farsa?». A quel punto hanno ceduto. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi comunicano però che il dipartimento delle Public Relation è nuovo e non ha materiale per me, quindi devo prendere contatti direttamente con il team che ha eseguito il lavoro. Bingo! Ecco quindi che mi ritrovo a telefono con un tipo di nome Jon Snoddy, una delle persone più impressionanti che io abbia mai conosciuto. Lui mi manda delle carte, parliamo brevemente a telefono e io a un certo punto gli dico: «Senta, mi troverò dalle sue parti per una conferenza, che ne dice se ci incontriamo e pranziamo insieme?». Il che, come tutti sapete, tradotto significa: «Le sto mentendo, le dirò che ho un’ottima scusa per capitare dalle sue parti, quindi non sia troppo in ansia, mi piacerebbe andare da Neptune a pranzo con lei». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Jon mi risponde: «Certo!», e così trascorro circa 80 ore a parlare con tutti gli esperti di realtà virtuale del mondo, chiedendo loro che cosa vorrebbero, se potessero avere accesso a questo incredibile progetto. Poi mi compilo un bell’elenco, lo imparo a memoria – il che, come sanno tutti quelli che mi conoscono, è davvero incredibile, perché io non riesco mai a ricordare nulla, ma non è che potevo andare lì a dirgli con una vocina sottile “Aspetti, domanda numero 72”… - e per le due ore che durò quel pranzo, Jon deve aver pensato di essere alle prese con una persona fenomenale, perché tutto ciò che stavo facendo, in definitiva, era convogliare le idee di Fred Brooks, di Ivan Sutherland, di Andy Van Dam, e di Henry Fuchs e così via…è facile passare per persone brillanti quando si scimmiottano le persone brillanti! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma, alla fine del pranzo con Jon, lascio cadere quella che nel gergo del business si chiama “&lt;st1:personname productid="La Domanda" st="on"&gt;La Domanda&lt;/st1:PersonName&gt;”. Gli dico: «Ben presto inizio un sabbatico». E lui mi chiede: «Che cosa?» [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Un bell’inizio davvero di uno scontro di culture…Così gli espongo la possibilità di andare a lavorare con lui. Soltanto che lui mi risponde che sì, sarebbe una buona idea davvero, se si esclude il fatto che io lavoravo per raccontare cose alla gente, mentre loro lavoravano mantenendo i segreti. Poi, però, aggiunge qualcosa degno di Jon Snoddy davvero: mi dice che ci avremmo potuto lavorarci sopra, e la cosa mi piace immensamente. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un’altra cosa che ho imparato da Jon Snoddy – potrei andare avanti anche più di un’ora a raccontarvi ciò che ho imparato soltanto da Jon Snoddy – è questa: impara ad aspettare tutto il tempo che serve e la gente ti sorprenderà davvero. Mi ha spiegato che quando si è davvero stufi marci di qualcuno o si è arrabbiati con lui, significa solo che non si è concesso loro abbastanza tempo. Dategli più tempo e vedrete che quasi sempre vi stupiranno. Quando me lo disse, questa cosa mi colpì moltissimo. Me la sono sempre tenuto a mente e credo che avesse perfettamente ragione. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma veniamo al dunque: ci accordammo su un contratto legale. Sarebbe stato il primo: alcune persone vi accennavano dicendo che era il primo e ultimo pezzo di carta mai redatto da Imagineering. L’accordo prevedeva che io andassi, trovassi i miei finanziamenti, stessi con loro sei mesi, lavorassi a un progetto e insieme lo pubblicassimo. Ma ora conosciamo il “cattivo” della situazione. &lt;em&gt;[Mostra una diapositiva di un suo ex rettore]&lt;/em&gt;. Non riesco a essere tutto latte e miele, perché non sarei credibile. Qui salta la testa di qualcuno…la testa che salta è quella di un rettore dell’Università della Virginia. Il suo nome non è così importante. Chiamiamolo rettore Wormer [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora, il Rettore Wormer ed io abbiamo un incontro nel corso del quale gli comunico di volermi prendere un sabbatico, gli dico che sono riuscito a far sì che quelli dell’Imagineering prendano un docente universitario, il che è pazzesco. Quello che voglio dire è che se Jon non fosse impazzito, questa eventualità non sarebbe mai stata presa in considerazione. Si tratta infatti di un’organizzazione molto segreta e riservata. Il rettore Wormer guarda le carte e mi dice: «Da quello che leggo potranno disporre della tua proprietà intellettuale». E io dico: «Sì, infatti, abbiamo raggiunto un accordo per pubblicare il lavoro». Non c’è un’altra proprietà intellettuale. Io non faccio cose brevettabili. E lui incalza: «Sì, ma potresti. Pertanto l’accordo salta. Vai da loro e digli di modificare quella clausoletta, poi torna qui da me». E io gli faccio: «Mi scusi? Ho capito bene? Vorrei che lei si rendesse conto di quanto è importante questa cosa. Se così non funziona, mi prenderò un periodo di congedo non retribuito, ma io andrò da loro e farò quello che intendo fare». Lui ribatte: «Ehi, potrei non permetterti una cosa del genere in nessun modo. Quello che voglio dire è che forse nella tua testa c’è già una proprietà intellettuale e forse te la “aspireranno”…» [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Credo sia molto importante capire quando ci si trova a giocare una partita davvero schifosa, perché così si capisce che è importante uscirne quanto prima possibile. Pertanto gli ho detto: «D’accordo, facciamo un passo indietro. Crede che sia una buona idea, comunque?». Lui mi risponde: «Non ho idea se è una buona idea…». Al che io [&lt;em&gt;cambia tono, diventa sarcastico&lt;/em&gt;] gli faccio presente: «Bene, allora la pensiamo nello stesso modo…ma se questa è una faccenda di proprietà intellettuale non è proprio di sua competenza, non è così? Infatti, è di competenza del Rettore della ricerca sponsorizzata.». Lui conferma e io proseguo: «Ma se a lui stesse bene, a lei andrebbe bene?». E lui mi dice : «Sì, a quel punto mi starebbe bene». Al che io ….whoosh! Sparisco in una nuvoletta come Willy Coyote…mi precipito nell’ufficio di Gene Block, uno degli uomini più meravigliosi al mondo. Gli racconto tutto e gli propongono di partire da un alto livello per non essere costretto a fare marcia indietro di nuovo. Gli dico: «Iniziamo da qui: credi che sia una buona idea?» Lui risponde: «Se vuoi sapere se secondo me è una buona idea, posso soltanto dirti che non ne so molto. Tutto ciò che so è che uno dei miei docenti più brillanti è qui nel mio ufficio tutto entusiasta. Spiegami meglio». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco, questa è un’altra lezione per chiunque faccia parte di un’amministrazione. Entrambi mi avevano chiesto la stessa cosa. Ma pensate un po’, hanno formulato la domanda in modo completamente diverso. Il primo [&lt;em&gt;fa la voce tonante, sembra abbaiare]&lt;/em&gt; dice: «NON SO!». Il secondo invece [&lt;em&gt;fa una vocina gentile&lt;/em&gt;] dice: «Non ho molte informazioni, ma visto che uno dei più brillanti docenti del mio corpo accademico è qui nel mio studio tutto entusiasta vorrei proprio saperne di più». Entrambi dicono in sostanza la stessa cosa, ma caspita! C’è modo e modo di dire le cose. Il modo giusto e il modo sbagliato. Ad ogni buon conto, alla fine riusciamo a risolvere tutto. Vado all’Imagineering. Gioia e delizia. Tutto è bene quel che finisce bene. Alcuni muri in realtà sono fatti di carne e ossa… Insomma, vado all’Imagineering e lavoro al Progetto Aladino. Assolutamente spettacolare. Davvero, incredibile. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed ecco a voi mio nipote Christopher. [&lt;em&gt;Diapositiva di Christopher sulla macchina di Aladino&lt;/em&gt;]. Questo è l’apparecchio. Ci si siede su questa specie di chassis da motocicletta. Si gira il proprio tappeto volante e si indossa la cuffia con il display. Si tratta di qualcosa di davvero molto interessante, perché è formato da due parti, un design molto intelligente. Per offrire la massima prestazione, l’unica parte in contatto con la testa dell’utente è questa piccola cuffia e tutto il resto, tutto il costosissimo hardware, è attaccato ad essa. Quindi si poteva sostituire la cuffia per i vari utenti, perché in sostanza costavano davvero nulla da produrre. [&lt;em&gt;Mostra una diapositiva nella quale pulisce una cuffia&lt;/em&gt;]. Ecco, in pratica questo è quello che ho fatto nel mio anno sabbatico: ero un pulitore di cuffie. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Adoravo Imagineering. Era un luogo assolutamente spettacolare. Tutto ciò che io avessi mai sognato. Adoravo il laboratorio dei modellini. La gente si accalcava su oggetti delle dimensioni di questa sala. Era un luogo assolutamente incredibile nel quale passeggiare. Io ne traevo ispirazione. Ricordo che quando finalmente andai all’Imagineering, la gente mi chiedeva: «Non pensi che le tue aspettative siano troppo alte?». E io rispondevo: «Hai visto il film “Charlie e &lt;st1:personname productid="la Fabbrica" st="on"&gt;la Fabbrica&lt;/st1:PersonName&gt; di cioccolato? Willy Wonka e &lt;st1:personname productid="la Fabbrica" st="on"&gt;la Fabbrica&lt;/st1:PersonName&gt; di Cioccolato?”. Quando Gene Wilder dice al piccolo Charlie che sta per regalargli la fabbrica di cioccolato e gli fa: “Bene Charlie, ti hanno mai raccontato la storia del bambino che all’improvviso ottenne tutto ciò che desiderava?”. E Charlie spalanca gli occhi e dice: “No, che cosa gli è capitato?” E Gene Wilder gli risponde: “Ha vissuto per sempre felice e contento”». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Ecco, lavorare per il progetto di virtual reality di Aladino è stata un’opportunità che capita soltanto ogni cinque carriere… e lo confermo. È stata un’esperienza che mi ha cambiato per il resto della mia vita. Non soltanto perché era un buon lavoro e io ne facevo parte, ma anche perché mi mise nella condizione di poter lavorare con gente vera e su questioni relative alla vera HCI, l’interazione uomo-computer. La maggior parte delle persone che lavorano su questo lo fanno nel chiuso dei laboratori, nel mondo fantastico dei colletti bianchi che hanno master e dottorati di ricerca. Ma finché non hanno del gelato sciolto che gli cola addosso, non fanno vera ricerca sul campo. Più di ogni altra cosa, da Jon Snoddy ho imparato come mettere insieme artisti e ingegneri, e questa è davvero una bella eredità. Abbiamo pubblicato l’articolo. Proprio un bello scandalo culturale accademico…quando abbiamo scritto l’articolo all’Imagineering hanno detto: «Mettiamo una grande foto. Come si farebbe in una rivista». &lt;em&gt;[Mostra una diapositiva della prima pagina dello studio, con una foto in cima che occupa due colonne intere].&lt;/em&gt; E il Comitato SIGCRAPH, che accettò l’articolo, ne ha fatto un mezzo scandalo: «Sono autorizzati a fare una cosa del genere?». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Ma non c’erano regole! Così abbiamo pubblicato l’articolo e stranamente da allora &lt;st1:personname productid="la SIGCRAPH" st="on"&gt;la SIGCRAPH&lt;/st1:PersonName&gt; ha la tradizione di pubblicare grandi foto a colori in prima pagina. Insomma, ho cambiato il mondo, da un piccolo punto di vista. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Poi, alla fine dei miei sei mesi, quelli dell’Imagineering vengono da me e mi chiedono: «Vuoi fare sul serio? Puoi restare». E io ho risposto di no. Una delle uniche volte in tutta la mia vita che ho stupito mio padre. Mi ha chiesto: «Che cosa hai detto? Da quando eri piccolo così [&lt;em&gt;indica l’altezza di un bambino&lt;/em&gt;] hai sempre desiderato una cosa come questa e adesso che ce l’hai, abbandoni?». Nel cassetto della mia scrivania c’era un flacone di Maalox. Attenti a quello che state pensando…era un posto molto stressante. Imagineering in generale non è così pieno di Maalox…ma il laboratorio nel quale mi trovavo io! Jon se ne andò a metà del mio periodo e la situazione si era fatta alquanto simile all’atmosfera che si respira in Unione Sovietica. Per un certo periodo divenne anche rischiosa per me. Poi però la cosa si è risolta. Se mi avessero detto rimani o non rimetterai mai più piede in questo edificio, lo avrei fatto, me ne sarei andato e basta. Ma mi resero le cose assai semplici. Mi dissero che potevo avere quello che volevo. Potevo avere la torta e mangiarmela. Così, in sostanza per dieci anni sono diventato consulente dell’Imagineering un giorno alla settimana. Ecco, questa è una delle ragioni per le quali dovreste diventare tutti professori: perché potete avere la vostra torta e perfino mangiarvela. Così ho fatto da consulente su cose come DisneyQuest. C’era &lt;st1:personname productid="la Crociera Virtuale" st="on"&gt;la  Crociera Virtuale&lt;/st1:PersonName&gt; nella Giungla, e l’esperienza interattiva migliore che io abbia mai fatto – il merito va tutto a Jesse Schell - quella dei Pirati dei Caraibi. Meravigliosa DisneyQuest. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Bene, questi che vi ho raccontato erano i miei sogni d’infanzia. Non male. Sento di esserne soddisfatto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A questo punto l’unica domanda possibile è in che modo posso far sì che si realizzino i sogni d’infanzia altrui. E ancora una volta la risposta è questa: sono contento di essere diventato un professore. Quale posto migliore esiste infatti per soddisfare i desideri dell’infanzia? Forse lavorare da EA, non so…sì, sicuramente questa sarebbe un’ottima seconda scelta. Tutto ciò ha avuto inizio quando mi sono reso effettivamente conto di poterlo fare, perché un giovanotto di nome Tommy Burnett, venne da me quando ero all’Università della Virginia e mi disse di essere molto interessato a unirsi al mio gruppo di ricerca. Così iniziammo a parlare e lui a un certo punto mi dice: «Ho un sogno sin dall’infanzia». È facile riconoscerli quando ti dicono queste cose. Io allora gli rispondo: «Sì, Tommy, qual è il tuo sogno dell’infanzia?». Lui prosegue: «Voglio lavorare al prossimo film di Guerre Stellari». Dovete chiaramente ricordare in che epoca accadeva tutto ciò… dove è Tommy? Tommy è qui tra noi oggi. Tommy, che anno sarà stato? Il tuo secondo anno di università? Beh, intorno al 1993. Al che io gli dico: «Tommy, guarda che probabilmente non faranno altri film della serie». [Risate]. E lui ribatte: «Ti sbagli, li stanno facendo». Tommy ha lavorato con me per molti anni prima della laurea e poi come membro del mio staff. Poi io sono venuto qui al Carnegie Mellon, e tutti i membri del mio team mi hanno seguito dalla Virginia al Carnegie Mellon fuorché Tommy, perché ha ricevuto un’offerta migliore. Ha lavorato davvero a tutti e tre i nuovi film di Guerre Stellari! Al che io gli dico: bene, è splendido, ma credo che realizzare i sogni di uno solo alla volta non sia propriamente efficiente. Chi mi conosce bene sa che sono un vero maniaco dell’efficienza. Così mi chiedo, non possiamo farlo in massa? Non posso far sì che la gente lavori in modo tale da poter vedere realizzati i propri sogni d’infanzia? Pertanto ho creato un corso specifico. Sono venuto qui al Carnegie Mellon e ho dato vita a un corso denominato “Costruzione di mondi virtuali”. È un corso molto semplice. Quante persone qui tra il pubblico vi hanno preso parte? [&lt;em&gt;Alcune persone tra il pubblico alzano la mano]&lt;/em&gt;. Ok, quindi alcuni di voi ne hanno un’idea. Per coloro di voi che un’idea non l’hanno, le cose sono molto semplici. Ci sono una cinquantina di studenti scelti tra i vari dipartimenti dell’università. Del tutto casualmente sono assortiti per formare team di quattro persone, e prendono parte a tutti i progetti, uno dopo l’altro. Ogni progetto ha la durata di sole due settimane, pertanto ogni studente fa qualcosa, costruisce qualcosa, la mostra, poi io cambio a caso i gruppi ed egli ricomincia insieme a tre colleghi nuovi. Tutto questo accade ogni due settimane, pertanto nel semestre del corso si completano cinque progetti. Il primo anno che ho tenuto questo corso, sono andato molto di fretta, perché volevo constatare se eravamo effettivamente in grado di farlo. Avevamo appena imparato a fare texture mapping &lt;em&gt;(metodo per aggiungere dettagli o colori a progetti grafici tridimensionali, Ndt&lt;/em&gt;) e già riuscivamo a fare cose mediamente accettabili. Ma per gli standard attuali usavamo computer davvero molto lenti e poco potenti. Nonostante ciò, mi ero ripromesso di provarci. Alla mia nuova università [ &lt;em&gt;Carnegie Mellon &lt;/em&gt;] feci un paio di telefonate chiedendo di poter trasformare il mio corso in un intercorso insieme ad altra gente. Nel giro di sole 24 ore l’avevo trasformato in un corso interfacoltà, al quale erano interessati cinque dipartimenti diversi. Mi piace questa universalità…insomma, questo è un luogo fantastico. Gli studenti mi chiesero quali contenuti volessimo sviluppare e io risposi che non ne avevo idea. «Fate tutto quello che vi pare. Ci sono soltanto due regole da rispettare: nessuna violenza – tipo sparatorie e killer vari – e nessuna pornografia. Non perché io sia contrario in particolare a queste due cose, ma perché è già stato fatto con la realtà virtuale, non vi pare?». Bene, voi non ne avete neppure un’idea, ma se si escludono queste due cose, i giovani di 19 anni sono del tutto privi di idee…&lt;em&gt;[Risate e applausi].&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad ogni modo, sono riuscito a insegnare quel corso. Ho assegnato loro un primo incarico e quando sono tornati da me dopo due settimane esatte mi hanno lasciato davvero a bocca aperta. Quello che avevano fatto andava talmente oltre le mie aspettative e la mia immaginazione…in sostanza, io avevo riprodotto i processi in uso nei laboratori dell’Imagineering, ma senza avere idea se si potessero realizzare con studenti non ancora laureati, e con strumentazioni e apparecchiature così insufficienti. Insomma, sono venuti da me con il loro primo progetto… era talmente spettacolare che dopo dieci anni di insegnamento mi sono ritrovato senza un’idea su come proseguire, che cosa far loro fare in seguito. Di conseguenza mi sono rivolto al mio mentore. Ho telefonato ad Andy Van Dam e gli ho detto: «Ho dato loro un incarico di sole due settimane e loro sono tornati da me con un progetto che se l’avessero realizzato in un semestre intero non basterebbe che assegnassi tutti A, il voto più alto. “Maestro”, che cosa mi consiglia di fare?». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Andy ci ha pensato su un minuto, poi mi ha risposto così: «Domani vai in classe, li guardi negli occhi e dici: “Ragazzi, è andata abbastanza bene, ma io so che potete fare molto di più”». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Beh, vi dirò: quello è stato davvero il consiglio giusto. In sostanza quello che mi aveva consigliato era questo: non sappiamo fin dove debba essere alzata l’assicella. È del tutto pretestuoso fissarla a un certo punto: nei confronti degli studenti si tratterebbe soltanto di un disservizio. Quello è stato davvero un ottimo consiglio, perché di fatto gli studenti hanno fatto molti progressi. Durante il semestre divenne una sorta di cosa segreta…entravo in classi che avrebbero dovuto contenere cinquanta studenti e ne trovavo 95, perché quello era il giorno in cui i ragazzi mostravano il frutto del loro lavoro, e quindi nell’aula c’erano i loro compagni di camera, i loro amici e i loro genitori! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non mi era mai accaduto prima di avere in aula i genitori degli studenti. Era tutto molto lusinghiero, ma al tempo stesso mi teneva sulle spine anche un po’…stava diventando qualcosa di troppo grande da gestire, di cosa alquanto insolita e stravagante. Dovevamo condividerla con qualcun altro. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se c’è una cosa che mi è stata insegnata sin da quando ero piccolo è condividere, e quindi mi sono detto che dovevamo assolutamente fare vedere quanto avevamo realizzato. Dovevamo organizzare un grosso show per la fine del semestre. Così abbiamo prenotato quest’aula, &lt;st1:personname productid="la McConomy. Ho" st="on"&gt;la McConomy. Ho&lt;/st1:PersonName&gt; tanti bellissimi ricordi legati a quest’aula. La prenotammo non perché pensavamo di poterla riempire, ma perché aveva le uniche apparecchiature audiovisive dell’università. Questo posto divenne una sorta di zoo…c’erano computer ovunque. Poi l’aula si riempì di gente. C’era addirittura gente che non riusciva a entrare, gente ammassata nei corridoi. Non dimenticherò mai il rettore di quel periodo, Jim Morris, seduto qui sul palco, più o meno lì. Alla fine abbiamo dovuto quasi buttarlo fuori. L’aula vibrava di energia, una cosa che non avevo mai provato prima. Il presidente Cohen, Jerry Cohen, era lì, e ha provato la stessa identica sensazione. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Più tardi mi ha detto che quell’esperienza gli aveva fatto venire in mente un raduno allo stadio di football dell’Ohio, senza i professori, beninteso. Si è fatto avanti e ha formulato la domanda giusta. Prima di iniziare, ha chiesto da dove venisse tutto quel pubblico. Ha chiesto espressamente di elencare di quali dipartimenti e facoltà fossero. Abbiamo proceduto quasi con ordine a elencarli, e tutte le facoltà e i dipartimenti erano rappresentati da gente del pubblico. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La cosa mi ha fatto sentire davvero molto soddisfatto: ero arrivato da poco al campus, anche lui era da poco al campus, e già avevamo la dimostrazione tangibile di poter unire tutto il corpo studenti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La cosa mi ha procurato una sensazione meravigliosa. In pratica abbiamo fatto una dimostrazione a beneficio di tutto il campus. I ragazzi si esibivano laggiù: indossavano costumi e proiettavamo il tutto così, in modo tale che il pubblico potesse vedere bene. In pratica si poteva vedere quello che loro vedevano nella cuffia. Ci sono molti messaggi, e poi c’è questo ragazzo che fa water rafting [&lt;em&gt;mostra la diapositiva di uno show di mondo virtuale&lt;/em&gt;]. Questo invece è Ben in una scena di “E.T.”. Avevo detto ai ragazzi che se non avessero preparato la scena dei bambini in bicicletta in volo verso &lt;st1:personname productid="la Luna" st="on"&gt;la Luna&lt;/st1:PersonName&gt; li avrei bocciati…sì, è vero. Avevo pensato di farvi vedere una di queste dimostrazioni. Se è possibile, abbassate le luci, per favore…No? Ok, questo significa che non è possibile. D’accordo, faremo del nostro meglio. &lt;em&gt;[Il pubblico assiste allo show di “Hello World”, girato durante il corso di realtà virtuale, e alla fine della proiezione applaude]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sì, si è trattato di un corso veramente insolito, al quale hanno partecipato alcuni degli studenti più brillanti e creativi di tutto il campus. Per me è stata una vera gioia farne parte. Per quanto riguarda loro, devo riconoscere che hanno preso molto, forse fin troppo sul serio alcuni aspetti della dimostrazione per il pubblico &lt;em&gt;[mostra diapositive degli studenti che indossano costumi davvero molto strampalati]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma una cosa è sicura: quello è stato l’avvenimento dell’anno per il campus. La gente si metteva letteralmente in coda per poter entrare. È stato molto gratificante e gli studenti hanno avvertito una sensazione di grande entusiasmo nell’allestire una dimostrazione-spettacolo per gente che ne andava entusiasta. Ecco, io credo che questa sia una delle cose migliori che si possano insegnare a qualcuno: la chance di dimostrare che cosa si prova facendo entusiasmare il prossimo. Si tratta di un vero dono, un dono meraviglioso. Noi cerchiamo sempre di coinvolgere il pubblico, che si tratti di dargli un bastone fluorescente o un pallone gonfiabile o ancora di farlo guidare [&lt;em&gt;mostra la diapositiva di alcune persone del pubblico che nelle loro poltrone si inclinano come se stessero tenendo in mano il volante di un’automobile&lt;/em&gt;]. È davvero molto cool…&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa tecnologia, per esempio, è stata utilizzata per la prima di “Spiderman &lt;st1:metricconverter productid="3”" st="on"&gt;3”&lt;/st1:metricconverter&gt; a Los Angeles: il pubblico era in grado di controllare una cosa che era proiettata sul schermo… davvero molto simpatico. Non ho una fotografia per ogni corso di ogni anno, ma ho ripescato tutte quelle che avevo e tutto ciò che posso dire è che è stato un vero onore e un privilegio insegnare questo corso per circa dieci anni. Ma tutte le cose belle hanno una loro fine. Circa un anno fa ho smesso di tenere quel corso. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi chiedono spesso quale è stato il momento migliore, quello che preferisco ricordare. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non so se si possa avere un momento del genere, ma di sicuro ce n’è uno che non dimenticherò mai. Si trattava di un mondo virtuale con quello che credo fosse un ninja che andava sui roller. Una delle regole che avevamo era che queste dimostrazioni dovevano essere live e dovevano funzionare davvero. Non appena smettevano di funzionare, si ricorreva alla registrazione fatta per backup. Ma la cosa, ovviamente, diventava molto imbarazzante. &lt;em&gt;[Mostra un’immagine della presentazione del Roller Ninja World&lt;/em&gt;]. Allora, sul palcoscenico sale il ninja e si mette ad andare sui roller, e a un certo punto non è che cade gentilmente, si schianta! Credo fosse Steve Audia, non è così? Dove sei? C’è Steve? Ah, sì, eccoti lì, il mio uomo… Steve Audia! Bene, allora io mi avvicino a lui e gli dico: “Scusa Steve, mi dispiace ma il tuo mondo virtuale è fallito, dobbiamo usare la videoregistrazione”. E lui sfodera la sua spada da ninja, esclama: “Che disonore! Ahimé!”, e crolla a terra. &lt;em&gt;[Applausi e risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Credo sia molto rivelatore il fatto che il momento migliore in dieci anni di questo corso di alta tecnologia sia stata questa performance estemporanea! Poi, al termine della videoregistrazione, le luci si sono accese, e Steve se ne stava ancora lì, sul palco, esanime, e i suoi compagni lo hanno trascinato fuori! [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Insomma, è stato un episodio fantastico. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il corso si basava interamente sulla capacità di stringere rapporti di collaborazione e amicizia. A chi mi chiedeva quali fossero le caratteristiche necessarie a dar vita a un buon mondo virtuale, io rispondevo sempre di poter capire a priori se il mondo virtuale creato dagli studenti era buono soltanto osservando il loro linguaggio corporeo: se stavano gli uni accanto agli altri, si trattava sicuramente di qualcosa di buono. Il corso di “Mondi di realtà virtuale” è stato un corso pionieristico. [&lt;em&gt;Indossa un costume dal quale spuntano alcune frecce conficcate nel dorso&lt;/em&gt;]. Non intendo seccarvi con tutti i dettagli, ma non è stato così semplice farlo. Quando ho abbandonato l’insegnamento di questo corso di tecnologia mi hanno regalato questo costume, che credo sia molto emblematico. Significa che se fai qualcosa che è davvero pionieristico, ti ritroverai con queste frecce conficcate nella schiena e dovrai far buon viso a cattivo gioco. Tutto ciò che poteva andare storto è andato storto, ma in definitiva moltissime persone si sono davvero divertite tantissimo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando per dieci anni fai qualcosa che consideri così prezioso e inestimabile, è davvero difficilissimo passare il testimone. L’unico consiglio che vi posso dare al riguardo è questo: per passare il testimone trovate qualcuno che sia migliore di voi. Ed è questo ciò che io ho fatto. C’era un tipo negli studi di VR e dopo poco che ti trovavi nella sua orbita non potevi che dedurne che era una persona molto competente. Uno dei miei più grossi risultati a beneficio del Carnegie Mellon credo sia stato aver convinto Jessica Hodgins e Jesse Schell a unirsi al corpo insegnante della nostra università. Mi sono davvero entusiasmato quando ho passato il testimone a Jesse, e non mi sorprende che egli sia riuscito a portare il corso a un livello ancora superiore. Il corso è in mani più che buone, in mani migliori. Ma è soltanto un corso. E noi lo abbiamo portato a un ottimo livello. Abbiamo creato quella che io definirei la fabbrica dell’esaudimento dei sogni. Don Marinelli e io ci siamo messi d’accordo, e con il beneplacito dell’università e con il suo incoraggiamento, abbiamo creato dal nulla qualcosa di assolutamente pazzesco. Che non sarebbe mai stato provato altrimenti. Tutte le università che hanno la testa a posto non hanno niente che si avvicini neanche lontanamente a questo. Il Centro di Tecnologia dell’Intrattenimento si basava sul lavoro di artisti e esperti di tecnologia che operavano in piccole unità per costruire e creare. Era un master professionale di due anni. Don e io eravamo due spiriti affini, ma siamo molto diversi. Chiunque ci conosca anche soltanto un poco vi potrà dire che siamo molto diversi. Tuttavia ci piaceva fare le cose in modo innovativo e forse la verità è che entrambi ci sentivamo un po’ a disagio nell’ambiente accademico. Ero solito dire un tempo che per quanto mi riguarda sono un poco a disagio come docente universitario perché provengo da una famiglia che lavorava per vivere, quindi… [&lt;em&gt;Risate nervose&lt;/em&gt;]. Sì, sì, ho colto le vostre risate nervose! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma voglio ribadire una cosa: Carnegie Mellon è l’unico posto al mondo nel quale poteva esserci un Centro di Tecnologia dell’Intrattenimento. L’unico posto al mondo, davvero. [&lt;em&gt;Mostra una diapositiva nella quale Don Marinelli, con camicia in tintura chiné, occhiali e una chitarra elettrica, è seduto su una scrivania accanto a Randy, che fissa un laptop con indosso occhiali da intellettualoide e una camicia button-up. Sopra le loro teste c’è la scritta: “Cervello destro/Cervello sinistro”] [Risate]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ok, la foto è stata un’idea di Don, e ci riferiamo a questa chiamandola “Don Marinelli alla chitarra e Randy Pausch alla tastiera”. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. In realtà abbiamo usato davvero il cervello destro e il cervello sinistro e le cose sono andate alla grande. [&lt;em&gt;Mostra una diapositiva di Don con lo sguardo intenso&lt;/em&gt;]. Don è un tipo molto concentrato. Ci dividevamo uno stesso ufficio, e all’inizio si trattava di un ufficio molto piccolo. Sapete, considerata la mia situazione attuale, c’è chi a volte mi chiede…sì, sto per fare una battuta terribile, ma la farò ugualmente, perché so che Don mi perdonerà. Alcune persone mi chiedono, vista la situazione nella quale mi trovo attualmente: «Pensi che andrai all’inferno oppure in paradiso?». E io in genere rispondo: «Non saprei, ma se mi toccherà andare all’inferno spero proprio che mi scontino i sei anni che ci ho già passati!». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Scherzo…Condividere l’ufficio con Don è stato davvero come condividerlo con un tornado. C’era sempre un sacco di energia nell’aria, non si aveva idea di quello che stava per arrivare, ma si poteva essere sicuri che in qualsiasi momento c’era qualcosa di davvero entusiasmante che sarebbe capitato di lì a poco. Pertanto, per come la vedo io, se Don e io dobbiamo dividerci il merito per il successo dell’ETC, è a lui che chiaramente spetta la parte del leone. [Mostra una diapositiva di un grafico diviso al 70 per cento a Don e al 30 per cento a Randy]. È stato lui a fare la parte del leone con il lavoro, e ha avuto più idee. Ad ogni modo abbiamo formato un bel gruppo di lavoro. Siamo stati un po’ come lo Yin e lo Yang, anche se ad essere giusti, dovrei dire YIN e yang! Lui si merita tutto il credito possibile e io glielo riconosco, perché l’ETC è un luogo meraviglioso. Adesso è lui a dirigerlo e lo sta rendendo globale. Ne parleremo tra breve. Descrivere l’ETC è molto difficile, ma finalmente ho trovato una metafora che mi può aiutare. Descrivere l’ETC è un po’ come descrivere il Cirque de Soleil a qualcuno che non l’ha mai visto. Prima o poi so che commetterete l’errore di definirlo un circo. Poi vi lascerete andare a parlare di quante tigri, quanti leoni, quanti trapezisti ci sono… ma sareste lontani, lontanissimi dalla realtà. Pertanto quando diciamo che questo è un master, non è in effetti simile a nessun master che abbiate conosciuto. Questo è il curriculum di studi previsto. [&lt;em&gt;Mostra la diapositiva del curriculum di studi previsto per l’ETC, nel quale compare la scritta “Project Course” come unica voce per ogni semestre. Il pubblico ride&lt;/em&gt;]. Alla fine il curriculum si è evoluto così. [&lt;em&gt;Mostra una dispositiva con qualche raro dettaglio in più&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tutto quello che sto cercando di comunicarvi visivamente è che prima ci sono cinque progetti di Costruzione di Mondi Virtuali, poi se ne aggiungono altre tre. La maggior parte del tempo la si trascorre in piccoli gruppi a costruire qualcosa. Non c’è nulla da studiare sui libri. Don e io non abbiamo avuto la pazienza di includere l’apprendimento sui libri. Si tratta di un master. Chi lo frequenta ha già trascorso quattro anni sui libri e per allora deve ormai averli assimilati tutti. La chiave del successo è una sola: Carnegie Mellon ci ha lasciato carta bianca, completamente. Non avevamo nessun preside di facoltà al quale riferire. Rispondevamo del nostro operato direttamente al rettore, il che è un bene, visto che di solito i rettori sono troppo impegnati per tenervi d’occhio con attenzione. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] Ci era stata concessa esplicita licenza di rompere gli schemi. Tutto era finalizzato al progetto, che era intenso e divertente. Abbiamo fatto perfino delle gite! Ogni mese di gennaio prendevamo tutti i cinquanta studenti iscritti al primo anno e li portavamo alla Pixar, all’Industrial Light and Magic, e quando in posti del genere hai gente come Tommy ad accoglierti, è abbastanza facile avervi accesso. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma, abbiamo fatto ogni cosa in modo molto diverso rispetto alla norma. I progetti degli studenti appartenevano al genere che noi chiamavamo “edutainment” (&lt;em&gt;intrattenimento finalizzato a educare e a divertire, Ndt&lt;/em&gt;). Abbiamo messo a punto tutta una serie di strumenti per il Dipartimento dei Vigili del fuoco di New York, per esempio, un simulatore network per addestrare i vigili del fuoco, utilizzando una tecnologia tipo quella dei videogiochi per insegnare alla gente qualcosa di molto utile. Niente male…Le varie aziende facevano cose molto insolite, mettevano per iscritto che si impegnavano ad assumere i nostri studenti. Qui ci sono quelli che lavorano per EA e Activision. Penso che ormai siate…quanti? Cinque? Drew lo sa, ci scommetto. [&lt;em&gt;Drew Davison, capo di ETC-Pittsburgh indica con la mano che sono cinque]&lt;/em&gt;. Ecco, ci sono cinque accordi nero su bianco. Per quanto ne so non esiste un’altra scuola che abbia questo tipo di accordi per iscritto con le aziende. Vere e proprie promesse. E tutto ciò, ovviamente va moltiplicato di anno in anno, di conseguenza promettono di assumere gente per gli internati estivi che noi non abbiamo ancora ammesso. Questo la dice lunga sulla qualità del programma, mi pare. Come vi ho detto, Don è pazzo, in un modo meravigliosamente complementare. Questa sera non è qui con noi perché è a Singapore, dove sta per aprire un campus ETC. Ce n’è già uno in Australia e ce ne sarà un altro in Corea. Vedete? Sta diventando veramente un fenomeno globale. Penso che questo la dica davvero lunga sulle altre università: Carnegie Mellon è l’unica in grado di fare una cosa del genere. Adesso non ci resta che portarla in tutto il mondo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un altro grosso successo dell’ETC è insegnare alla gente l’importanza dei feedback. [&lt;em&gt;Rimette una diapositiva nella quale compare un grafico e i nomi degli studenti, cancellati per mantenere la loro anonimità, compaiono in un elenco che si intitola: “Quanto è facile lavorare con…”&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sento in giro qualche risata nervosa da parte degli studenti: mi ero dimenticato dell’effetto di terapia shock a posteriori che si ha con questi grafici. Quando si frequenta il corso di Building Virtual Words, ogni due settimane si ha un feedback da parte dei propri compagni. Inseriamo i dati in un grosso foglio elettronico e alla fine del semestre, dopo aver avuto tre compagni per progetto, per cinque progetti, significa avere quindici giudizi statisticamente validi. Si ottiene quindi un grafico nel quale il nome di ciascuno studente scopre quanto sia facile o difficile lavorare con lui. Beh, è un feedback molto difficile da ignorare! Alcuni, tuttavia, ci sono riusciti molto bene. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Ma in linea di massima, tutti hanno osservato il grafico e hanno pensato: “Wow, devo proprio migliorare. Farò bene a iniziare a pensare che cosa dire a queste persone nei nostri meeting”. Ebbene, questo è il miglior regalo che un educatore possa fare ai suoi studenti: farli riflettere su se stessi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’esperienza dell’ETC è stata meravigliosa, ma mentre grazie a Don sta iniziando a diventare globale, è sicuramente un’esperienza faticosa e intensa. Non si tratta di tanti Tommy presi uno alla volta. Né di un gruppo di ricerca di una decina di studenti alla volta. Si tratta di 50-100 studenti per campus per quattro campus. Io volevo qualcosa di questo tipo: qualcosa che potesse essere esteso fino a milioni o perfino decine di milioni di persone, in modo tale che tutte potessero dare la caccia ai loro sogni grazie a qualcosa di preciso. Del resto, immagino che questo tipo di obiettivo che mi sono prefisso faccia sicuramente di me un Cappellaio Matto. [&lt;em&gt;Indossa il cappello verde a cilindro del Cappellaio Matto&lt;/em&gt;] E infatti Alice è un progetto al quale abbiamo lavorato per molto, moltissimo tempo. È un modo del tutto inedito di insegnare a programmare un computer. I ragazzi adorano i film e i giochi. Le finte …ci risiamo. Il miglior modo per insegnare qualcosa a qualcuno è far sì che pensi di imparare un’altra cosa. Io l’ho fatto per tutta la mia carriera. La finta qui consiste nel fatto che loro imparano a programmare, credendo che stanno semplicemente facendo dei film o dei videogame. Questo strumento è stato già scaricato oltre un milione di volte. Ci sono otto libri di testo che ne parlano. Il dieci per cento dei college degli Stati Uniti lo utilizza. E non è ancora perfetto. La versione perfetta sarà quella prossima ventura. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Al pari di Mosè, anche io vedo &lt;st1:personname productid="la Terra Promessa" st="on"&gt;la Terra Promessa&lt;/st1:PersonName&gt;, ma non vi metterò piede. Ma va bene così, perché posso vederla. E la vedo anche distintamente. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Milioni di bambini nel mondo oggi si divertono imparando qualcosa che in realtà è difficile. Davvero fantastico! Posso considerarla la mia eredità. La versione prossima ventura uscirà nel 2008. Insegnerà loro il linguaggio Java, ammesso che vogliate che sappiano che stanno imparando Java. Altrimenti, penseranno semplicemente di scrivere una sceneggiatura per un film. Stiamo prendendo i personaggi dal miglior videogame besteller per Pc della storia, The Sims. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In laboratorio sta già funzionando a dovere, quindi non vi è alcun rischio tecnologico. Non ho il tempo materiale di ringraziare e ricordare il nome di tutti coloro che hanno lavorato nel team di Alice, ma vorrei quanto meno dire che chi ha realizzato tutto ciò è Dennis Cosgrove. È lui il designer. Alice è la sua creatura. E per coloro che si stanno chiedendo: “Bene, a chi devo mandare un messaggio di posta elettronica per il progetto Alice”…dove sei, Wanda Dann? Ah, eccoti lì. Per favore alzati in piedi, fatti vedere. Dite tutti: “Ciao Wanda”.&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il pubblico&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;: «Ciao Wanda». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Randy Pausch&lt;/strong&gt;: mandate a lei quel messaggio. Parlerò anche un poco di Caitlin Kelleher, che ha preso il suo PhD e al momento è all’università di Washington. In conclusione: Alice è stata un grande progetto, una grande visione, e nella misura in cui una parte di noi continua a vivere in qualcosa, io sarò in Alice. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Eccoci adesso alla terza parte della nostra chiacchierata, quella riguardante le lezioni imparate. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Abbiamo parlato dei miei sogni. Abbiamo parlato di come aiutare il prossimo a realizzare i propri sogni. Da qualche parte, lungo il cammino di ognuno, deve esserci qualcosa che ci consente di realizzare i nostri sogni. Questa che vedete è mia madre, nel giorno del suo settantesimo compleanno. [&lt;em&gt;Mostra una diapositiva di sua madre che guida un’automobile in un Luna Park] [Risate]&lt;/em&gt; Io sono qui, alle sue spalle, sono stato appena catapultato fuori…Questo invece è mio padre, sulle montagne russe il giorno del suo ottantesimo compleanno. &lt;em&gt;[Mostra una diapositiva del padre sulle montagne russe&lt;/em&gt;]. Qui si vede che non soltanto era coraggioso, ma aveva anche talento perché quello stesso giorno ha vinto quel grosso orso. Mia padre era così pieno di vita. Ogni cosa per lui era un’avventura. [&lt;em&gt;Mostra una diapositiva di suo padre con in mano un sacchetto di carta&lt;/em&gt;]. Non so che cosa contenesse quel sacchetto, ma so che doveva essere una cosa proprio fantastica. Mio padre si vestiva da Babbo Natale, ma faceva anche moltissime altre cose per aiutare il suo prossimo. Questo è un dormitorio in Tailandia che mio padre e mia madre sovvenzionavano. Ogni anno trenta ragazzi, che non ne avrebbero mai avuto la possibilità altrimenti, possono frequentare la scuola. Questo è un progetto al quale mia moglie e io ci siamo dedicati tantissimo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Queste sono le cose che dovrebbe fare la gente: aiutare il prossimo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma la storia migliore che posso raccontare di mio padre è un’altra. Purtroppo mio padre è mancato poco più di un anno fa. Mentre sistemavamo le sue cose – aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, nella Battaglia di Bulge – abbiamo trovato una Stella di Bronzo al Valore. Mia madre non ha mai saputo di questa medaglia. In cinquanta anni di matrimonio non è mai saltata fuori. Mia mamma…[&lt;em&gt;Mostra una diapositiva di se stesso bambino, mentre tira i capelli alla madre&lt;/em&gt;]. Le madri sono quelle persone che ti amano anche se tu tiri loro i capelli… &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho due splendide storie anche su mia madre. Quando io ero qui a studiare per prendere il mio dottorato, preparandomi a una cosa che si chiama “Teoria qualificativa” – che posso assicurarvi essere la seconda cosa peggiore della mia vita, dopo la chemioterapia – [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;], mi lamentavo con lei di quanto fosse difficile questo esame, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Una volta preso il mio dottorato, mia madre adorava presentarmi dicendo: «Questo è mio figlio, è un dottore, ma non quel genere di dottore che aiuta la gente». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Queste diapositive sono un po’ scure, ma quando ero al liceo decisi di dipingere la mia camera. [&lt;em&gt;Mostra le diapositive della sua camera&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Avevo sempre desiderato un sottomarino e un ascensore…e la cosa più incredibile di tutto ciò è che i miei mi permisero di dipingerli! [&lt;em&gt;Mostra le dispositive della sua stanza con le pareti dipinte e una formula matematica scritta sul muro]&lt;/em&gt;. Non si arrabbiarono per questo. Ed è ancora lì, come l’ho lasciata io. Se andate nella casa dei miei genitori la troverete proprio così. A chiunque sia qui presente ed è un genitore, raccomando una cosa sola: se i vostri figli vogliono dipingersi la loro camera, lasciate che lo facciano, fatemi questo piacere personale. Andrà tutto bene. Non preoccupatevi del prezzo al quale un giorno potrete rivendere la vostra casa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quali altre persone ci aiutano oltre ai nostri genitori? I nostri insegnanti, i nostri mentori, i nostri amici, i nostri colleghi. Dio mio, che cosa posso dire di Andy Van Dam? Quando ero uno studente del primo anno lui era in congedo. Sentivo parlare soltanto di lui, Andy Van Dam. Per me era una sorta di creatura mitica. Come un centauro…ma un centauro davvero particolare. Tutti erano tristi perché lui non c’era, ma per così dire erano anche forse più rilassati. E ho scoperto perché. L’ho scoperto perché ho iniziato a lavorare per lui. Diventai suo assistente quando ero studente del secondo anno. Ero un giovanotto alquanto arrogante. Alla sera facevo qualche ora, intorno alle nove, e Andy era lì. Già questo dovrebbe farvi capire che tipo di professore era. Io arrivavo bel bello, con quell’aria da “eccomi qui, sono pronto a salvare il mondo”. C’erano tutti quei ragazzini che volevano il mio aiuto…e così via. In seguito Andy mi ha “olandesizzato”. Sì, insomma… lui è olandese. Mi ha messo un braccio sulle spalle e siamo andati a farci un giretto. Mi ha detto, testualmente: «Randy, è un tale peccato che la gente ti consideri così arrogante! Questo potrà porre dei limiti a ciò che sarai in grado di combinare nella vita». Che cavolo di modo di dirti: «Sei un autentico stronzo». [Risate]. Non è vero, forse? Non mi ha detto: «Sei un stronzo». Mi ha detto: «La gente ti considera così e questo potrebbe porre dei limiti a quello che sarai capace di combinare». Quando poi ho conosciuto meglio Andy, le batoste sono arrivate molto più dirette, ma [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] potrei raccontarvi aneddoti su Andy per un mese…. ve ne racconterò uno solo. Quando è arrivato il momento di iniziare a pensare di laurearmi a Brown, non mi era assolutamente venuto in mente, neppure in un milione di anni, di andare a fare un master. Proprio non ci pensavo. Non era quel genere di cose che faceva la gente della mia famiglia. La mia famiglia cercava… come si chiama? Ah, sì, un posto di lavoro. Invece Andy mi dice: «No, non farlo, prenditi un dottorato, diventa professore». E io gli ho chiesto: «Perché?». «Perché sei uno che si sa vendere così bene che qualsiasi azienda che voglia assumerti ti farà fare il venditore. Quanto meno potresti benissimo vendere qualcosa di utile come l’istruzione». &lt;em&gt;[Pausa lunghissima. Si rivolge direttamente a Andy Van Dam]&lt;/em&gt;. Grazie. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Andy, per così dire, è stato il mio primo capo. Sono stato abbastanza fortunato da avere numerosi capi [&lt;em&gt;varie diapositive di vari capi]&lt;/em&gt;. Quel cerchietto rosso è… Al è qui. [&lt;em&gt;risate&lt;/em&gt;]. Non so che cosa sia successo qui. Probabilmente sta guardando girare un webcast…non so, sta prendendo la mira e non sa come…[Risate]. Non voglio dire di più sui meravigliosi capi che ho avuto, tranne il fatto che sono stati grandi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;So che moltissime persone nel mondo hanno avuto pessimi superiori, ma io non sono dovuto passare attraverso nulla del genere. Sono molto grato a tutte le persone per le quali ho lavorato. Sono state assolutamente incredibili. Non è soltanto dai nostri superiori che impariamo, impariamo anche dai nostri studenti. Penso che la prima finta di tutti i tempi sia stata quella di Caitlin Kelleher, anzi, mi scuso, la dottoressa Caitilin Kelleher, che ha appena finito il dottorato e sta iniziando a lavorare alla Washington University. Quando ha visto Alice la prima volta, che era un mezzo molto facile per imparare a programmare un pc, ha detto: «Sì, ma che divertimento c’è?». E io le ho risposto qualcosa come: «C’è che io sono un maschio incorreggibile e mi piace vedere i soldatini che obbediscono ai miei ordini. Questo è il divertimento». E lei fa: «Mmm», molto perplessa. Poi ha detto: «No, meglio approcciarci come se fosse un’attività diversa, raccontando storie per esempio». E ha svolto un lavoro eccellente dimostrando che se la si presentava come un’attività di scrittura creativa, specialmente le ragazzine delle medie erano perfettamente disponibili a imparare a usare il software del computer. Quindi, il premio di miglior finta è aggiudicato alla dissertazione di Caitlin Kelleher! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il presidente Cohen, quando gli ho detto che avrei fatto questo discorso, mi ha detto: «Per favore, di’ loro di divertirsi, perché questo è ciò che di te ricorderò sempre». Io gli ho risposto che l’avrei fatto, ma che sarebbe stato un po’ come per un pesce parlare di acqua. Insomma, io non sono capace di non divertirmi…sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo. Di conseguenza, il mio prossimo consiglio è molto semplice: sta a voi decidere se volete essere Tigro o Ih Oh &lt;em&gt;[Mostra le diapositive delle immagini dei due personaggi di Winnie the Pooh&lt;/em&gt;]. Credo sia molto chiaro da che parte sto io, nel dibattito “Tigro versus Ih Oh…”[&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. É troppo importante. É quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri.&lt;br /&gt;Denny Proffitt: sa molte più cose su come aiutare il prossimo. E ha dimenticato molte più cose di quante io ne saprò mai. Mi ha insegnato, per esempio, come dirigere un gruppo di persone, come prendermi cura di loro.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda M.K.Haley ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori degli altri, perché hanno dovuto imparare come andare d’accordo con gli altri. M. K. Haley proviene da una famiglia di venti figli. [Esclamazione di stupore di tutto il pubblico]. Sì, è così, davvero incredibile. M.K.Haley dice sempre che è divertente fare l’impossibile. Quando sono entrato all’Imagineering, era una delle persone che mi hanno messo al mio posto. Mi disse: «Mi risulta che sei entrato a far parte del progetto Aladino. Che cosa sai fare?». E io rispondo: «Beh, sono un professore di ruolo in informatica». E lei: «Molto bene, professorino, ma non è questo ciò che ti ho chiesto. Voglio sapere: “Che cosa sai fare?”». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora, ho parlato delle mie radici. Ciascuno di noi conserva ciò che reputa di valore, ciò che ci è più caro. E io ho conservato il mio blusotto del liceo per tutti questi anni. &lt;em&gt;[Indossa il blusotto del liceo con gli stemmi&lt;/em&gt;]. Ero solito indossarlo all’università e una delle mie amiche, Jessica Hodgins, un giorno mi chiede: «Come mai indossi sempre quel blusotto?». Io mi sono guardato in giro, ho guardato tutti i tipi non atletici che mi circondavano ed erano tutti più eleganti di me. Poi ho detto: «Perché io posso». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Lei ha creduto che la cosa fosse veramente spassosa, e un anno fa mi ha regalato questa bambola Raggedy Randy Doll [&lt;em&gt;tira fuori la bambola di stoffa] [Risate]&lt;/em&gt;. Come vedete indossa anche lei un blusotto del liceo! Bene, questo è stato il mio regalo preferito in assoluto. È un regalo perfetto per tutti gli egocentrici che conoscete. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Insomma, ho conosciuto così tante persone meravigliose lungo il mio cammino. La fedeltà è una strada a doppio senso. C’era una volta un giovanotto dell’Università della Virginia, si chiamava Dennis Cosgrove…diciamo che le cose capitano…Un giorno mi sono ritrovato a parlare col preside di facoltà. No, non QUEL PRESIDE… Ad ogni modo, quel preside ce l’aveva davvero molto con Dennis, e non sono mai riuscito a capire perché, in quanto Dennis era davvero un bravo ragazzo. Ma per qualche ragione oscura, quel preside non lo sopportava. E io a un tratto mi ritrovo a dirgli: «Garantisco per lui». Il preside mi guarda fisso negli occhi e mi dice: «Ma come? Ancora non sei nemmeno di ruolo e mi vieni a dire che garantisci per questo studente del secondo o del primo anno?». Credo fosse al primo anno. E io subito: «Certo, garantisco per lui perché credo in lui». Il preside commenta: «Mi ricorderò di questa cosa quando si discuterà la tua nomina a professore di ruolo». E io imperterrito: «D’accordo». Poi sono andato subito a parlare a Dennis e gli ho detto: «Apprezzerei molto se tu fossi davvero molto bravo». Sì, la fedeltà è una strada a doppio senso di marcia. Sono passati secoli ormai da allora, ma è sempre lo stesso Dennis Cosgrove che adesso sta portando avanti Alice. È con me da allora e se io dovessi scegliere un’unica persona incaricata di salire su una navicella spaziale e andare a un appuntamento con gli alieni, sceglierei Dennis. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non è possibile fare un discorso al Carnegie Mellon senza ringraziare e rendere merito a una persona davvero speciale. Si tratta di Sharon Burks. Ho scherzato un po’ con lei. Le ho detto: «Guarda che se vai in pensione, non vale più la pena vivere». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sharon è così meravigliosa da non poter essere descritta e per tutti noi che siamo stati aiutati da lei è decisamente indescrivibile. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi piace questa foto perché qui compare con Syl, e Syl è fantastica, perché mi ha dato il miglior consiglio che io abbia mai sentito. Penso che tutte le giovani ragazze dovrebbero ascoltarlo. Syl mi disse – mi ci è voluto molto tempo per capirlo, ma alla fine ci sono arrivato- : «Quando ci sono degli uomini romanticamente interessati a te, è facilissimo sapere come comportarsi. Ignora qualsiasi cosa dicano e presta attenzione soltanto a ciò che fanno. Semplice, no?». E io ripensando ai miei giorni da scapolo ho esclamato: «Dannazione!». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non mollate mai. Io non ero entrato alla Brown University. Ero nella lista d’attesa. Telefonavo e un bel giorno hanno deciso che stava diventando una vera seccatura ricevere una mia telefonata ogni santo giorno, così mi ammisero. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A Carnegie Mellon non sono entrato, ma Andy mi ha fatto da mentore. Mi ha detto: «Devi fare il dottorato, quindi devi andare a Carnegie Mellon. Tutti i miei migliori studenti vanno a Carnegie Mellon». Già sapete quello che sto per dirvi…quello che si era dimenticato di dirmi era quanto fosse diventato ancora più difficile entrare nel programma di dottorato più difficile del Paese. E inoltre non sapeva il punteggio che avevo avuto al Gre &lt;em&gt;(test di ammissione per i master e i dottorati Usa, Ndt&lt;/em&gt;). Il che, visti i miei brutti voti, era davvero molto stupido. Così non ce la feci a entrare a Carnegie Mellon. Nessuno lo sa. Ecco: «Oggi rivelo al mondo che non sono stato ammesso a Carnegie Mellon». Ma ero anche un ragazzo insopportabile. Vado nell’ufficio di Andy, faccio per poggiare sulla scrivania la lettera con la quale mi comunicavano che non ero stato ammesso, e nel frattempo gli dico: «Vorrei tu sapessi a che cosa servono le tue lettere di raccomandazione a Carnegie Mellon». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. E prima ancora che il foglio di carta atterri sulla sua scrivania, lui sta già componendo un numero a telefono e mi dice: «Lascia che sistemi questa cosa». [Risate]. E io: «No, no, no! Non voglio che le cose vadano così. Non è così che mi hanno insegnato». Poi, con voce più triste, continuo: «Forse qualche altra scuola mi riterrà idoneo». [Risate]. E Andy: «Senti, Carnegie Mellon è l’unico posto dove devi andare. Sai che cosa facciamo? Facciamo un patto. Vai a visitare le altre università e se poi non ti piaceranno o non ti sentirai a tuo agio mi farai fare questa telefonata a Nico, d’accordo?». Nico, beninteso, era Nico Haberman [&lt;em&gt;Capo del dipartimento di informatica di Carnegie Mellon&lt;/em&gt;]. E io concludo: «Ok, d’accordo».&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Così sono andato nelle altre scuole… non le nominerò certo…&lt;em&gt;.[tossicchiando e coprendo la voce le elenca]&lt;/em&gt; Berkeley, Cornell…Tutte riuscirono a essere così poco accoglienti che mi ritrovai a dire ad Andy che mi sarei cercato un posto di lavoro. «No, assolutamente» fa Andy. Prende in mano la cornetta, compone un numero e si mette a parlare in olandese. [Risate]. Poi rimette a posto la cornetta e mi dice: «Nico dice che se fai sul serio devi essere nel suo ufficio domattina alle otto in punto». Coloro che conoscono Nico lo sanno: non c’è niente di meglio per incutere timore. La mattina dopo, alle otto in punto, sono nell’ufficio di Nico Haberman. Mi parla e francamente penso che non è affatto entusiasta di quell’incontro. Non è entusiasta per niente. Mi chiede: «Randy perché siamo qui?». Io rispondo: «Perché Andy ti ha telefonato?». Ha, ha ha. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Poi aggiungo: «Poiché mi ha ricevuto, le dirò che ho vinto una fellowship &lt;em&gt;(borsa di studio per ricercatori, Ndt)&lt;/em&gt;. E &lt;st1:personname productid="la Office" st="on"&gt;la Office&lt;/st1:PersonName&gt; of Naval Research è una fellowship molto prestigiosa. L’ho vinta e quando ho fatto richiesta di ammissione non c’era sul mio curriculum». E Nico dice: «Una fellowship? E che ce ne facciamo? Soldi…siamo pieni di soldi.». Beh, questo era vero allora… comunque, mi dice che sono pieni di soldi. «Perché credi che una fellowship dovrebbe fare la differenza per noi?» mi chiede e mi guarda fisso. Ci sono momenti nella propria vita destinati a cambiartela per sempre. A dieci anni di distanza sei fortunato se ti rendi conto di quale possa essere stato quel momento, ma saperlo nel momento preciso …mentre Nico ti guarda dentro, fino in fondo all’anima…[Risate]. E io gli ho risposto: «Non mi riferivo ai soldi. Mi riferivo soltanto al fatto che è un onore. Ne sono state concesse soltanto quindici in tutto il Paese. E io credo che sia un onore aver fatto qualcosa di così meritevole. Le chiedo scusa se le sono parso arrogante». E Nico mi sorrise e ciò era buono. Un buon segno. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E allora… come si riesce a far sì che la gente ti aiuti? Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato. Si riesce a farsi aiutare dalla gente dicendo la verità, essendo onesti, porgendo le proprie scuse quando si commette un errore e focalizzandosi sugli altri, non su se stessi. Mi sono chiesto: in che modo posso esemplificare concretamente tutto ciò? [&lt;em&gt;Si rivolge all’aiutante sul palcoscenico&lt;/em&gt;]. Abbiamo un esempio concreto che dimostri in che modo ci si deve focalizzare sul prossimo? &lt;em&gt;[Si rivolge al pubblico]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Dovete sapere che ieri è stato il compleanno di mia moglie. Se c’è una sola volta nella quale uno dovrebbe avere il diritto di concentrare l’attenzione su di sé, potrebbe essere proprio “l’ultima conferenza”. Ma siccome mi fa star male sapere che mia moglie non ha avuto un vero compleanno, ho pensato che sarebbe molto carino se 500 persone le cantassero gli auguri &lt;em&gt;[Fa il suo ingresso sul palco su un carrello una torta di compleanno gigantesca e il pubblico applaude&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Allora, tutti insieme, per favore: Tanti auguri a te, tanti auguri a te, tanti auguri cara Jay, tanti auguri a te! [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. [&lt;em&gt;Jay sale sul palco, con gli occhi pieni di lacrime. Con Randy si avvicina alla torta&lt;/em&gt;]. Ecco, adesso devi spegnere le candeline. Silenzio, prego. &lt;em&gt;[Jay spegne le candeline sulla torta. Parte un lungo applauso del pubblico&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E adesso, sappiate che avete un motivo in più per partecipare al ricevimento. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;].&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ricordate: i muri esistono affinché noi possiamo dimostrare quanto ci teniamo a superarli. Esistono per separarci dalle persone che non vogliono davvero vedere esauditi i loro desideri d’infanzia. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;[Diapositiva di Steve Seabolt accanto a una foto dei Sims].&lt;/em&gt; [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. Ciò che Steve non vi ha detto è che all’EA avevano un sabbatico fantastico. Ero lì da sole 48 ore, loro adoravano l’ETC, noi eravamo i migliori, i loro preferiti, ma poi uno mi tira in disparte per la manica e mi dice: «Sai, a proposito…stiamo per consegnare otto milioni di dollari all’USC affinché realizzi un programma identico al vostro. Noi ci auguriamo che tu possa aiutarli a decollare». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. A quel punto arriva Steve e mi chiede: «Che cosa hanno detto? Oh cielo!». E poi, citando un grande uomo: «Lascia che sistemi questa cosa». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. E lo ha fatto sul serio. Steve è stato un partner eccezionale. Abbiamo avuto una splendida amicizia, personale e professionale. Sicuramente lui è stato un uomo di punta nella grande impresa mirante a insegnare a milioni di giovani…sapete, di sicuro sarebbe stato logico se me ne fossi andato a sole 48 ore di distanza da quel sabbatico, ma non sarebbe stata la cosa giusta da fare. Quando si fa la cosa giusta, accadono un sacco di belle cose. Date retta al feedback delle vostre azioni. Il vostro feedback può essere quello stupido foglio di carta che io avevo predisposto per gli studenti oppure un uomo davvero in gamba che vi dice quello che avete bisogno di sentirvi dire. La cosa davvero difficile è saper ascoltare. A tutti capita di essere sgridati. Ma quella rara persona che ti dice: «Sai, avevi ragione!» invece di dirti. «No, aspetta, il vero motivo è che…». A tutti ci è capitato di sentire cose di questo tipo. Quando qualcuno vi dà la sua opinione, abbiatela cara e usatela. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Siate grati e dimostratelo. Quando sono passato di ruolo, ho portato tutto il mio team di ricercatori a Disneyland una settimana. Uno degli altri professori della Virginia University mi ha chiesto: «Ma come ti salta in testa una cosa del genere?», e io ho risposto: «Queste persone si sono fatte in quattro per farmi avere il miglior posto di lavoro al mondo della mia vita. Come potrei non farlo?».&lt;br /&gt;Non lamentatevi. Lavorate più duramente. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;[&lt;em&gt;Mostra una diapositiva di Jackie Robinson, il primo giocatore di baseball di colore della serie A&lt;/em&gt;]. Questa è una foto di Jackie Robinson. Nel suo contratto c’era scritto espressamente che non avrebbe dovuto lamentarsi, neppure quando i fan gli avessero sputato in faccia. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Siate bravi in qualcosa: vi rende persone di valore. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Lavorate sodo. Io sono passato di ruolo un anno prima rispetto a quanto vi ha riferito Steve. I membri più giovani della facoltà mi dicevano: «Accidenti! Sei passato di ruolo presto. Qual è il tuo segreto?» E io rispondevo sempre: «È molto semplice. Chiamatemi nel mio ufficio, un venerdì sera qualsiasi, verso le 22, e ve lo spiego». &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Trovate in ogni persona ciò che c’è in lei di meglio. Una delle cose che Jon Snoddy - come vi ho raccontato - mi aveva detto è la seguente: “Potresti dover aspettare a lungo, anche anni, ma alla fine la gente ti mostrerà sempre il suo lato migliore». Aspettate, non importa quanto ci vorrà. Nessuno è malvagio. Tutti hanno un lato buono, basta saper aspettare e prima o poi salterà fuori.&lt;br /&gt;Siate pronti. La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Concludendo, oggi vi ho parlato dei miei sogni d’infanzia, di come far sì che i sogni degli altri si realizzino, e di alcune delle lezioni imparate nel corso della vita. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma avete scoperto qual è la vera finta? &lt;em&gt;[Pausa ad effetto]&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non è come realizzare i propri sogni, ma come vivere. Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di sé. I sogni verranno da voi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E avete capito anche la seconda finta? Questo mio discorso non era per voi, ma per i miei figli. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Grazie a tutti, buonanotte. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;[Applausi e standing ovation per 90 secondi. Randy porta Jay sul palco. Insieme si inchinano. Poi si siedono al loro posto. La standing ovation prosegue per un altro minuto]&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Randy Bryant&lt;/strong&gt;: Vi ringrazio tutti di essere qui. Questo ha significato molto, lo so, per Randy Pausch. Aveva la sua idea in merito, fino a ieri sera era convinto che in questa aula non ci sarebbe stato nessuno. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sì, lo so. Io sono “l’altro Randy”. Questo è stato il mio ruolo sin da quando Randy Pausch dieci anni fa è entrato in facoltà. Questo significa che quando mi presento a qualcuno, e dico: “Sono Randy Bryant, di Informatica”, immancabilmente la persona alla quale mi sono presentato dice: «Ohhh, Randy di Informatica…quello che fa quelle cose meravigliose costruendo i mondi virtuali e insegnando programmazione ai bambini…». E io: «No, no, io sono l’altro Randy, quello sbagliato. Scusi, sa, io sono soltanto quello sfigato». [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono molto lieto oggi di essere in grado di elencare brevemente i molti modi con i quali vogliamo dimostrare a Randy tutta la nostra riconoscenza per il contributo che ha dato al Carnegie Mellon, al dipartimento di informatica e più in generale al mondo intero. Abbiamo pertanto un breve programma. Ci saranno alcune persone che chiamerò qui sul palco una alla volta. Fungo un po’ da MC qui…allora, il primo che vi presento è qualcuno che avete già incontrato, Steve Seabolt di Electronic Art. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Steve Seabolt&lt;/strong&gt;: La mia famiglia si è chiesta se ce l’avrei fatta a introdurre questa serata. [&lt;em&gt;La sua voce comincia a incrinarsi&lt;/em&gt;]. Ce l’ho fatta, ma potrei non farcela altrettanto bene adesso… Abbiate pazienza con me, vi prego. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come Randy ha già detto, lui e io, Carnegie Mellon e Electronic Arts condividono una stessa passione: coltivare le giovani ragazze e cercare di incoraggiarle a lanciarsi nella matematica e nel campo scientifico. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non tutti i fanatici di computer al mondo devono necessariamente essere maschi. Sapete, è soltanto uno strano scherzo del destino che ci siano così tante persone preoccupate per la delocalizzazione all’estero dei posti di lavoro e tante società costrette a questa pratica e sempre meno giovani che si dedicano all’informatica. Il numero delle donne che entrano in questo settore di studi continua a scendere inesorabile. Ci sono troppe poche Caitlin in questo mondo. Di Caitlin ce ne occorrono molte di più. Tenendo ciò bene in mente, l’Electronic Arts ha deciso di istituire un fondo per le borse di studio. Si tratta del fondo Randy Pausch per le borse di studio istituito nel 2007 da EA, in onore del contributo e della leadership di Randy a beneficio dell’istruzione, l’informatica, l’entertainment digitale e del suo impegno nei confronti delle donne nella tecnologia. Questa borsa di studio sarà assegnata ogni anno a una studentessa del CMU che dimostri eccellenza in informatica e passione per perseguire una carriera nell’ambito dei videogiochi. Randy, siamo davvero onorati di poterla intitolare a te. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Randy Bryant&lt;/strong&gt;: Il prossimo che voglio chiamare sul palco è Jim Foley, della facoltà del Georgia Tech, che rappresenta inoltre l’ACM Special Interest Group in Computer Human Interaction. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Jim Foley&lt;/strong&gt;: [fa segno a Randy Pausch di salire sul palco e lo abbraccia]. Questo è per Jim. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. L’ACM, l’Association for Computing Machinery è un gruppo formato da centomila professionisti del settore informatico. Una delle loro aree di maggiore interesse è l’interazione uomo-computer. Alcune settimane fa un caro amico di Randy ha scritto una citazione sottoscritta poi da molte persone, arrivata al comitato esecutivo di SIGCHI, che a nome degli iscritti al SIGCHI, ha autorizzato questa presentazione speciale. La citazione è stata scritta da Ben Schneiderman e modificata poi da Jenny Preese e Ben Peterson, e quindi sottoscritta da moltissimi tuoi amici e adesso dal comitato esecutivo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Permettetemi dunque di leggervi questa citazione: “Premio speciale per i contributi professionali. Il lavoro innovativo di Randy Pausch ha coperto varie discipline e ispirato sia ricercatori maturi sia una generazione di studenti. La sua profonda competenza tecnica, la sua scelta di progetti immaginari, il suo pensiero visionario si sono sempre combinati con energia e passione. Dai suoi primi lavori sul semplice strumento dell’interfaccia utente al suo attuale lavoro sul linguaggio di programmazione tridimensionale Alice, egli ha sempre dimostrato che un innovativo design degli strumenti consente una grande partecipazione nella programmazione, specialmente da parte delle donne e delle minoranze. Randy Pausch si è strenuamente impegnato per coinvolgere gli studenti di ogni livello in rigorosi progetti intellettuali, e la sua affascinante conferenza si presta a diventare un modello per ogni insegnante e ogni conferenza. Sì. Sì. Sì. [&lt;em&gt;La voce si incrina&lt;/em&gt;]. Il suo lavoro ha contribuito a rendere più note e più rispettate le esperienze di progettazione di gruppo e la ricerca nell’ambito dell’informativa educativa. In qualità di National Science Foundation Presidential Young Investigator, Lilly Teaching Foundation Teaching Fellow, cofondatore del ET Center del CMU e consulente di Disney Imagineering e EA, Randy ha portato a compimento un lavoro da pioniere nel design dell’interfaccia informatica e delle esperienze ricche di emozioni. Per questi e molti altri suoi contributi, il consiglio esecutivo dell’ACM SIGCHI è orgoglioso di consegnare a Randy Pausch questo premio speciale per i suoi contribuiti professionali”. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;em&gt;Randy Pausch sale sul palcoscenico per ritirare il premio.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Randy Bryant&lt;/strong&gt;: Grazie Jim. Adesso vorrei chiamare sul palco Jerry Cohen, presidente della Carnegie Mellon University. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Jerry Cohen&lt;/strong&gt;: Grazie “altro Randy”. [&lt;em&gt;Cerca di spostare la borsa di Randy Pausch a lato del podio&lt;/em&gt;]. Viaggi pesante, eh ragazzo? Molti di noi hanno riflettuto a lungo e discusso a lungo su come riconoscere in maniera duratura e adeguata in questo campus il contributo che tu le hai dato, ciò che tu hai significato per questa università. Molte persone sono coinvolte in tutto ciò. E tu che credevi che il rettore non prestasse attenzione! [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In effetti uno dei modi con i quali ti ricorderemo sono questo conto di 50.000 dollari per i peluche e altri 47.862,32 dollari per le pizze. Grandi contributi, grazie Randy, davvero! [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;]&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una delle cose che purtroppo non possiamo fare è scoprire in che modo tenere qui con noi per sempre il tipo di persona che sei. La tua umanità, quello che hai voluto dire per noi come collega, come insegnante. Come studente e come amico. Non c’è modo di cogliere in pieno tutto ciò. Ma ci sono i nostri ricordi. Ed esiste un modo per ricordarti tutti i giorni, quando si attraversa il campus. E alla fine ho avuto un’idea. Tu hai fatto grandi cose per questo campus e per l’informatica e per il mondo. Sicuramente Alice vivrà a lungo. Ma ciò su cui ci concentreremo adesso è ciò che tu hai fatto per collegare l’informatica all’arte. È stato sbalorditivo, di tutto rilievo. Ha avuto un impatto enorme e credo che continuerà ad averlo oserei dire per sempre. Per riconoscere tutto ciò faremo quanto segue. Ottimo lavoro, “Altro Randy”. [&lt;em&gt;Risate, mentre Randy Bryant prende il proiettore per inserire altre diapositive&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per realizzare ciò, dobbiamo erigere un edificio. [&lt;em&gt;Diapositiva di un modellino dell’edificio Gates&lt;/em&gt;]. Un edificio da cento milioni di dollari che ci consenta di fare quanto segue. Il Purnell Center for the Arts ospita la scuola di Arte drammatica. Quell’edificio moderno nuovo, con una metà del tetto verde, è il Gates Center for Computer Science. Da tempo progettavamo di collegare fisicamente questi due edifici, sia per consentire alle persone di scendere nella parte inferiore del campus, sia per la tremenda importanza simbolica che potrebbe avere. Bene, a nome del Consiglio di amministrazione della Carnegie Mellon e in nome dell’intera università, sono lieto di annunciare oggi che il ponte che collegherà questi due edifici sarà noto con il nome di Randy Pausch Memorial Footbridge. &lt;em&gt;[La diapositiva mostra il modellino del ponte] [Applausi]&lt;/em&gt; Adesso, però, dopo quello che ci hai detto oggi in questa conferenza, staremmo pensando di mettere un muro di mattoni a ogni estremità, e di lasciare che gli studenti ne facciano quello che credono meglio. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Randy, ci saranno generazioni di studenti e di docenti che verranno qui e non ti conosceranno, ma attraversando quel ponte vedranno il tuo nome e chiederanno a noi che ti abbiamo conosciuto chi eri. E noi risponderemo che purtroppo non hanno potuto conoscere l’uomo, ma sicuramente conosceranno e vivranno l’impatto di ciò che quell’uomo ha fatto. Randy, grazie di tutto quello che hai fatto per &lt;st1:personname productid="la Carnegie Mellon." st="on"&gt;la  Carnegie Mellon.&lt;/st1:PersonName&gt; Ci mancherai. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;] [&lt;em&gt;Randy sale sul palco e lo abbraccia&lt;/em&gt;]. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Randy Bryant&lt;/strong&gt;: Bene, ogni bello spettacolo ha bisogno di una degna conclusione. Per questo motivo invito a salire sul palco Andy Van Dam. [Applausi]&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;Andy Van Dam&lt;/strong&gt;: Grazie, mi piace l’idea di aver l’ultima parola, ma essere qui alla fine di questo meraviglioso spettacolo, non so se è l’idea giusta. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;] Ho iniziato a lavorare alla Brown nel 1965 ed è stato per me un grande piacere e una enorme gioia non soltanto insegnare a migliaia di studenti universitari e a qualche laureato, ma anche poter lavorare gomito a gomito con circa duecento di loro. Sono inoltre orgoglioso di poter affermare che 35 di loro hanno seguito i miei passi dedicandosi all’insegnamento. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tra questi ultimi, è stato sempre chiaro che Randy spiccava più di altri. Ha dimostrato molto presto di poter essere promettente e di avere una passione per questo settore e di voler aiutare gli altri, proprio quella di cui ha dato prova ampiamente anche oggi. La sua passione è stata pari soltanto alla sua determinazione e alla sua tenacia, a fronte di tutti i muri di mattoni che si è trovato davanti. Ne avete sentito parlare molto e ne avete avuto la riprova da come sta combattendo questa terribile malattia. Come il piccolo dell’elefante (&lt;em&gt;da un racconto omonimo di Rudyard Kipling, Ndt&lt;/em&gt;) tuttavia, era pieno di insaziabile curiosità, lo ricorderete. E come è capitato al piccolo dell’elefante, anche lui è stato sculacciato da tutti i suoi conoscenti, e anche di questo avete sentito parlare. Era impertinente e aveva un senso dell’umorismo irrefrenabile e turbolento, che lo ha portato a questo fantastico spettacolo odierno. Era molto sicuro di sé, al punto talvolta di essere sfacciato. Ed era anche testardo come un mulo. E lo dico io, che sono olandese, famoso per la mia testardaggine. Per dirla in modo più gentile, aveva una bussola interiore eccezionalmente forte, e lo avete potuto constatare più volte. Ora, essendo io stesso stato accusato per molte di queste caratteristiche, le considero più come peculiarità che come difetti. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] Avendo dovuto imparare l’inglese a ogni costo, ho sempre avuto l’abitudine di esigere che gli studenti parlassero e scrivessero sin dall’inizio un inglese corretto. E Randy-il-chiacchierone non ha mai avuto problemi con questo. Ma un problema l’aveva. Un’altra delle mie fissazioni era quella di far sì che gli studenti americani si accostassero alle culture straniere, in particolare alla cultura culinaria degli altri Paesi, e più in particolare ancora a quella cinese. Così ogni tanto portavo i miei studenti in un meraviglioso ristorante cinese, dove preparavano piatti scelti da un menu in cinese. Ho cercato di convincere Randy a provare la cucina cinese…ma credete che il Signor-solo-pane-bianco abbia mai assaggiato quella roba? [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] Neanche per sogno. E, cosa ancora peggiore, si è rifiutato di imparare a usare le bacchette. All’epoca ero preside di facoltà e gli dissi che non l’avrei fatto laureare se non avesse imparato a mangiare con le bacchette. [&lt;em&gt;Risate&lt;/em&gt;] Gli dissi: «È un obbligo, hai capito?». Naturalmente non mi credette. E quando venne il momento di laurearsi gli consegnai il suo diploma. Questa è la fotografia che hanno scattato i suoi amici [&lt;em&gt;la diapositiva mostra la cerimonia di consegna dei diplomi della Brown University del 1982. Randy indossa tocco e toga, e dopo aver srotolato il suo diploma spalanca la bocca per la sorpresa&lt;/em&gt;]. Nella diapositiva potete vedere Randy che srotola il suo diploma per mostrarlo ai genitori. Ma invece del diploma, c’è una copia autografa del menu del ristorante cinese. [&lt;em&gt;Risate e applausi&lt;/em&gt;]. Quella è stata una delle rare volte nelle quali ho avuto la meglio su di lui, lo confesso. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo tutti qui riuniti oggi, tutti noi e centinaia e centinaia di altre persone in tutto il Paese e oserei dire nel mondo per prendere parte a questo grande evento che celebra te e tutta la tua vita. Randy è una brava persona, in Yiddish diciamo “Mensch”. I tuoi molteplici risultati di docente universitario modello, specialmente di mentore dei tuoi studenti, le tue spedizioni a Disneyland non soltanto uniche, ma leggendarie…Tu hai più che rispettato i termini previsti dalla Carta dell’Università Brown che sono: adempiere ai doveri della vita utilmente e con gloria. La tua totale dedizione alla famiglia e alla carriera è esemplare e continuerà invariata mentre sarai alle prese con l’immensa difficoltà della tua situazione. Tu esemplifichi il coraggio di chi non si lascia scoraggiare e lo stato di grazia di chi è messo sotto pressione. La pressione più terribile che si possa immaginare. Randy, sei stato e continuerai a essere un modello di comportamento per tutti noi. [&lt;em&gt;La voce comincia a incrinarsi&lt;/em&gt;]. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e di averci permesso di dirti in privato e in modo così pubblico e ufficiale quanto ti ammiriamo, ti onoriamo e ti amiamo. [&lt;em&gt;Applausi&lt;/em&gt;] &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-7764501382295655076?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/7764501382295655076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=7764501382295655076&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7764501382295655076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/7764501382295655076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/04/lultima-lezione-di-randy-pausch.html' title='L’ultima lezione di Randy Pausch'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8888930744515376560</id><published>2008-04-04T13:42:00.000+02:00</published><updated>2008-04-04T13:43:47.065+02:00</updated><title type='text'>Alitalia la storia infinita  (ultima puntata)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;Alitalia la storia infinita&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;(ultima puntata)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Se anche la famosa cordata italiana venisse fuori ciò non significherebbe affatto che Alitalia tornerà a godere di buona salute , tutt’altro. La viabilità aerea e il suo mercato sono ormai divenuti tali che solo grandi compagnie con tanta liquidità e con appeal forte a livello internazionale sugli utenti possono farcela. E allora basta con questo piagnisteo della perdita della compagnia di bandiera. In Europa solo Francia, Spagna, Inghilterra e Germania hanno una solida compagnia di bandiera. Bisogna invece riuscire a stipulare un buon patto con Air France che ci permetta di contare sufficientemente nel gruppo Air France-Alitalia-Klm e semmai soldi devono essere messi a disposizione dallo Stato devono avere tale finalità. Questo devono chiedere i sindacati e il Governo sia questo temporaneo che quello che gli succederà. Il mercato che la nuova compagnia potrà servire è un mercato florido sia per il gran numero di cittadini italiani che potranno utilizzarla sia per il gran numero di cittadini stranieri che l’utilizzeranno per venire nel nostro Paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Quanto alla questione Malpensa il discorso è più complesso perché non si capisce come sia stato possibile che nel Nord nascessero Aeroporti come funghi. O si ridisegna la rete aeroportuale nazionale tenendo conto di Malpensa o Malpensa perderà sempre più ruolo e perciò il problema è nazionale. E sarebbe il caso che si cominciasse a ripensare sul fatto che le regioni possano avere troppo potere su servizi che non possono essere che letti su scala nazionale. Basta guardare quello che stà accadendo con le Università che crescono come funghi ma funghi velenosi non commestibili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questo era quanto scrivevo qualche giorno fa sull’affare Alitalia poi la cronaca dell’altro ieri ci ha regalato la rottura con AF per merito di un sindacato che sembra non capire che la compagnia è davvero in crisi e rischia il fallimento (i comportamenti sino ad oggi assurdi della politica hanno fatto pensare&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;ai sindacati che ancora una volta ci sia un “pantalone” che paga??).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ieri sera poi Minoli su “&lt;b style=""&gt;la storia siamo noi&lt;/b&gt;” ci ha consegnato un attento resoconto della nostra compagnia aerea di bandiera nel periodo che và dagli anni novanta sino ad oggi:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;[&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Alitalia dopo la deregulation del traffico aereo degli anni settanta da compagnia di bandiera in crescita nel giro di pochi anni diviene un “carrozzone” a totale partecipazione statale mentre in tutto il mondo si procede a privatizzare le compagnie aeree.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Nei primi anni novanta viene nominato AD Cempella il quale procede ad un primo riassetto della compagnia aerea riducendo le spese e nel 1996&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;(governo Prodi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;) &lt;b style=""&gt;vendendo il 37% del pacchetto azionario&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt; &lt;/b&gt;(&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;di cui il 21% ai dipendenti e il 16% viene messo sul mercato con ottimi risultati di Borsa&lt;/span&gt;). &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Tra il 1997 e il 1999 l’azienda viene “risanata”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; (&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;salda i debiti per 3.000 miliardi e investe nella flotta per 2.500 miliardi e nel triennio ‘97-‘99 gli utili netti arrivano quasi a mille miliardi di lire&lt;/span&gt;). &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Ma secondo l’AD Cempella l’azienda ha una posizione strategica difficile troppo grande per competere con i piccoli e troppo piccola per i grandi&lt;/span&gt;.&lt;/b&gt; &lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Per l’amministratore delegato “sviluppo” significa “cambiare dimensione” e scegliere di diventare una compagnia globale. Fino a questo momento infatti Alitalia non era stata né carne né pesce, non aveva una vera direzione in quanto manager diversi e di breve durata, con politiche spesso contraddittorie, avevano impedito all’azienda di scegliere il suo business ed esserne coerente fino in fondo: se da una parte Roberto Schisano, Amministratore delegato dal ‘94 al ‘95 aveva scelto in accordo con l’azionista un piano di rilancio che scommetteva sul low cost, e quindi sul medio raggio, il Presidente Renato Riverso nei due anni seguenti lavorò invece, sempre d’accordo con l’azionista, a un piano che puntava sul lungo raggio tentando un’alleanza (poi fallita) con &lt;st1:personname productid="la British Airways." st="on"&gt;la British Airways.&lt;/st1:PersonName&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Nel ’96 Cempella stima a tremila miliardi la quota necessaria per la ricapitalizzazione. Ma poiché viene da un soggetto pubblico, la legge prevede che passi l’esame da parte della Comunità Europea.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; (&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;per poter avere l’ok occorre che i risultati del piano, e cioè la redditività dell’intervento dell’azionista pubblico, sia uguale alla redditività attesa da un finanziatore privato ovvero, lo Stato può ricapitalizzare, ridare energie economiche al proprio vettore, ma come un qualunque investitore privato che dal finanziamento si aspetta un utile in linea con il mercato e non può fare quindi finanziamenti a fondo perduto&lt;/span&gt;). &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Secondo Cempella il suo piano risponde alla normativa, eppure alla fine del processo di esame, &lt;st1:personname productid="la Comunità" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Comunit￠"&gt;la  Comunità&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt; decide di assegnare a questa operazione il titolo di “Stato compatibile”, questo significa mettere l’azienda per quattro o cinque anni sotto tutela impossibilitandola ad&lt;u&gt; &lt;/u&gt;aprire nuove rotte, acquistare nuovi arerei e applicare la migliore tariffa sulla stessa rotta. Per l’AD il Governo non aveva fatto abbastanza per evitare questa decisione: «Lo Stato italiano, l’azionista, accettò questa “imposizione”, quando un’azione molto più incisiva del Governo avrebbe probabilmente determinato una fine diversa». &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;E infatti in quegli anni Air France e Iberia chiedono e ottengono dalla Comunità Europea di poter ricapitalizzare come finanziamento di mercato, nonostante il loro piano industriale presenti degli indici di premio (cioè guadagni) inferiori a quelli del piano di Cempella che quindi fa approvare dal Consiglio di Amministrazione un ricorso “perché fermamente convinto che la decisione fosse iniqua e ingiusta”. Il ricorso viene vinto il 12 dicembre del 2000, ma per l’azienda ormai è troppo tardi. Se quindi come ammesso dalla stessa Comunità Europea, le ragioni della bocciatura non erano nel piano industriale, dove si trovavano? L’unica risposta che Fausto Cereti si dà è&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;legata agli interessi che l’Europa stessa aveva in Italia, soprattutto in relazione al progetto “Malpensa &lt;st1:metricconverter productid="2000”" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2000”"&gt;2000”&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Malpensa 2000&lt;/u&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Di Malpensa si inizia a parlare già dal ‘93 quando il consiglio d’Europa chiede ai Paesi membri di sviluppare i collegamenti con l’Europa dell’est. Tra i vari progetti l’Italia presenta quello per “Malpensa &lt;st1:metricconverter productid="2000”" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2000”"&gt;2000”&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt; che l’Europa approva nel ‘94. A dicembre &lt;st1:personname productid="la Banca Europea" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Banca Europea"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Banca"&gt;la  Banca&lt;/st1:personname&gt; Europea&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt; sottoscrive l’accordo per erogare alla SEA, la società di gestione degli aeroporti di Milano (di proprietà del Comune), oltre 400 miliardi di lire da restituire in 15 anni.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Sono soldi destinati a fare di Malpensa un grande hub, ovvero un distributore di traffico aeroportuale dove i passeggeri trovano voli per tutte le destinazioni, concorrente a quello di Francoforte e Parigi. Per l’Italia si tratta di una grande occasione perché un hub è una ricchezza e un elemento di sviluppo economico. Secondo degli studi fatti dall’Università Bocconi di Milano, il nodo aeroportuale avrebbe comportato 150mila posti di lavoro e un valore tra diretto e indotto di 10 miliardi di euro.&lt;/span&gt;) &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Ma a garanzia del progetto l’Europa chiede al Governo italiano collaborazione e quindi accessibilità ferroviaria e stradale. Questo sarà uno dei problemi che faranno di Malpensa un fallimento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;. «Credo che Alitalia all’inizio fosse molto scettica rispetto all’hub – afferma il direttore Generale dell’ENAC dal 1998 al 2003, Pierluigi Di Palma – Tant’è che Alitalia chiede di aumentare gli slot su Linate proprio nel momento in cui si stava sviluppando il progetto di ampliamento di Malpensa! &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Tutto cambia evidentemente quando Prodi va al Governo, perché è stato presidente dell’IRI e quindi ha maggiore capacità di convincere il management Alitalia».&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;b style=""&gt;Il 5 luglio ‘96 il Ministro dei trasporti Claudio Burlando emette un decreto che prevede il trasferimento da Linate a Malpensa, in data rimandata ad altro decreto, di tutti i voli internazionali e nazionali, con un numero di passeggeri superiore a 1.750.000 l’anno.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Ma le compagnie estere sono preoccupate perché il nuovo hub rischia di sottrargli traffico e dunque cercano di ostacolare Malpensa 2000 e scrivono al Ministro che il decreto favorisce apertamente il vettore di bandiera. Tutti sono interessati ad avere basi in Italia perché questa genera molto traffico tanto che per quasi tutte le compagnie estere rappresenta la seconda fonte di movimento dopo quella interna. Senza contare il fatto che le previsioni danno un aumento del traffico in Italia del 6%, il triplo di quello degli altri Paesi europei. I problemi però non vengono solo dall’estero: alcuni comuni lombardi chiedono che la percorrenza della ferrovia sulla propria area di interesse non sia a raso ma interrata. Questo significa costi molto più alti e tempi di realizzazione molto più lunghi rispetto agli impegni presi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il 9 ottobre ‘98, comunque, il Ministro Burlando con un nuovo decreto fissa la data di apertura di Malpensa 2000, per il 25 ottobre. Ma quel giorno l’aeroporto non è ancora pronto, mancano i collegamenti. Le compagnie estere quindi dichiarano: “ci trasferiamo a Malpensa solamente quando saranno pronti i collegamenti”. E tramite un rappresentante della Lufthansa, nove di queste annunciano il ricorso alla Commissione Europea. &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;Chi non partecipa alla conferenza stampa di denuncia contro l’Italia sono Airfrance e  KLM: Francesi e Olandesi vogliono mantenere buoni i rapporti sia con il Governo italiano, che con l’Alitalia che per parte sua per presidiare Malpensa ha disperatamente bisogno di un potente alleato straniero. &lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Alitalia ha bisogno di un alleato, Cempella lo trova in KLM&lt;/u&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Domenico Cempella inizia le trattative con gli svizzeri, gli olandesi e i francesi. Cerca un’alleanza che non ponga Alitalia in una posizione debole, ma un partner per un’unione tra eguali e chi in questo momento risponde a questa caratteristica è KLM, così come spiega lo stesso Cempella:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;«Partivamo dalla presenza di un mercato forte in Italia e l’assenza in Olanda, la presenza di una flotta in Olanda e l’assenza in Italia, eravamo complementari in tutte le attività aziendali»&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;KLM ha infatti più aerei di quanti ne servano e visti i loro territori e il loro mercato non hanno possibilità di sviluppo, se non attraverso un altro hub. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;L’accordo porterebbe alla nascita della più grande compagnia europea:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;39 milioni di passeggeri, contro i 38 di Lufthansa, i 36 della British Airway e i 33 di Airfrance; e 263 aerei per 377 destinazioni, con ricavi di oltre 9 miliardi di euro, nonché notevoli risparmi.&lt;/span&gt; &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il “master cooperation” viene firmato nel ‘98 con lo slogan “One ticket to the world”, con decorrenza dal 1 novembre del ‘99. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Per la seconda volta in due anni Alitalia ha la possibilità di privatizzare senza traumi, con un accordo che sembra perfetto. Per la stampa olandese Malpensa è un dono di Dio che giustifica perfino un’alleanza definita “azzardata”. Il piano del Governo Prodi, chiamato “progetto Hermes” è molto semplice: creare due hub, Fiumicino e Malpensa, gestiti da una società, realizzata con l’appoggio della finanza e degli imprenditori italiani, in cui il Governo cede una parte delle sue azioni di Aeroporti di Roma, e la città di Milano parte della proprietà della SEA. Ma il piano del Governo deve fare i conti con molte problematiche prima tra tutte il fatto che l’accordo con KLM si regge tutto sul nuovo hub italiano&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;che intanto non riesce a decollare: se prima a protestare contro Malpensa erano solo le linee straniere ora c’è anche &lt;st1:personname productid="la SEA" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la SEA"&gt;la  SEA&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt;, la società che gestisce gli aeroporti di Milano che chiede che prima di trasferire i voli vengano completati i lavori stradali. Con &lt;st1:personname productid="la SEA" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la SEA"&gt;la  SEA&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt; a protestare ci sono anche i 13 milioni di passeggeri che ogni anno affollano Linate e soprattutto i cittadini di Milano abituati ad andare e tornare da Linate velocemente con 40.000 lire di taxi contro un viaggio in treno che gli costerebbe almeno il doppio.&lt;/span&gt; &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Perdere il progetto Malpensa 2000 sarebbe un duro colpo per il Paese, e così in una lettera aperta Prodi prova a rilanciare e il 25 marzo ‘98 scrive sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; al sindaco di Milano, Gabriele Albertini: “&lt;em&gt;Se non corriamo al più presto ai ripari Malpensa sarà condannata a un sicuro declino. Di tutto questo ne ho parlato con il sindaco di Milano, la risposta che ne ho ricevuto è stata una rigida difesa di un inesistente e indifendibile primato di Milano e di Malpensa. In questo modo la giunta di Milano segna la condanna di Malpensa &lt;st1:metricconverter productid="2000”" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2000”"&gt;2000&lt;span style="font-style: normal;"&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/em&gt;. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Fausto Cereti spiega e commenta la posizione&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;dell’amministrazione lombarda: «È stata l’ingordigia del comune di Milano di pensare che avendo due aeroporti funzionanti li avrebbe venduti a un prezzo più alto, che gli fece perdere la testa; e questo dipende dal fatto che non è detto che una persona (Albertini) che è stata capace di portare avanti bene una fabbrica di 200 persone sia capace di giudicare cosa succede nel traffico aereo…».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Fallisce il piano “Malpensa &lt;st1:metricconverter productid="2000”" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="2000”"&gt;2000”&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il 21 ottobre del ‘98 cade il Governo Prodi, a governare l’Italia ora è Massimo D’Alema, mentre il nuovo Ministro dei trasporti è Tiziano Treu.&lt;/span&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Nel frattempo i rapporti con l’Europa si complicano: viene accolto il ricorso delle compagnie europee riguardo Malpensa e viene chiesto al Governo di modificare l’assetto dei voli.&lt;/span&gt; &lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il 12 ottobre ‘99 il Ministro Treu ribadisce al Commissaro europeo Lodola de Palacio che il trasferimento avverrà secondo le date previste: il 15 dicembre ’99 e il 15 dicembre 2000&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Ma a complicare le cose si aggiunge il Ministro dell’ambiente Edoardo Ronchi che il 25 novembre, di concerto a quello dei beni culturali, esprime una valutazione di impatto ambientale negativa di Malpensa in quanto si trova nel parco del Ticino. Chiede dunque un nuovo esame del programma sul trasferimento dei voli. Un mese dopo Lodola de Palacio in una lettera al Ministro Tiziano Treu ribadisce i dubbi su Malpensa 2000 e chiede di rimandare il trasferimento dei voli per effettuare una precisa analisi dell’impatto e delle misure ambientali.Questa decisione non convince il Presidente Alitalia Fausto Cereti: «Noi chiamiamo sempre l’Europa ad arbitrare i nostri affari interni, ma evidentemente se l’arbitro ha anche degli interessi propri cerca di difenderli! Ha approfittato di una situazione in cui l’agnello gli veniva portato dal pastore…».&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il 14 dicembre ’99, un solo giorno prima della data prevista per il trasferimento, in un’agenzia dell’Ansa si legge: “Domani non ci sarà il previsto trasferimento di voli da Linate a Malpensa: lo ha deciso il Ministro Treu d’intesa con il Presidente del Consiglio Massimo D’Alema”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;E fallisce l’accordo con KLM&lt;/u&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="La KLM"&gt;&lt;st1:personname productid="La KLM" st="on"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;La KLM&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/st1:PersonName&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; decide quindi di rompere l’alleanza il 20 aprile del 2000 con questa motivazione: mancato sviluppo di Malpensa e mancato sviluppo del vettore italiano. La società olandese preferisce pagare la penale prevista di 250 milioni di euro che la porta vicina al fallimento, piuttosto che rimanere legata ad Alitalia. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Per Cempella il fallimento di questo suo progetto è un durissimo colpo: «Quando quella famosa sera il capo del governo disse: “si va a morire” - dopo che io venivo da un anno di sofferenze quasi giornaliere dovendo convincere gli Olandesi di volta in volta a venirmi appresso - in quel momento iniziarono a capire che legare il loro destino attraverso la fusione a una linea aerea dove il Governo non era certamente amico dell’Alitalia, non era cosa da fare. Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Io da parte mia diedi le dimissioni il 13 dicembre del 2000». &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;L’Alitalia si trova quindi a doversi dividere da sola su tre aeroporti di punta, Malpensa, Linate e Fiumicino. Questo vuol dire: tripla flotta, tripla manutenzione, triplo personale e di conseguenza costi tripli.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Dopo l’11 settembre&lt;/u&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Dopo l’11 settembre il traffico passeggeri mondiale subisce un ingente calo. Alitalia si trova costretta a ridurre i voli intercontinentali, internazionali e nazionali. Ma le perdite continuano a salire superando i 500 miliardi di lire. Al posto di Domenico Cempella viene chiamato Francesco Mengozzi. Il suo piano prevede tagli per il 41% al settore intercontinentale, ma per gli steward Alitalia è un gravissimo errore: “Cancellare la rotta per Pechino con un 80% di coefficiente di riempimento e con un mercato in espansione è stato assurdo!”.In piena crisi dunque Alitalia prende decisioni affrettate e sbaglia scelta: punta sul medio raggio e quindi su una concorrenza con le low cost impossibile, quando tutte le altre compagnie privilegiano il lungo raggio dove la filosofia low cost non premia. Le perdite aumentano ancora mentre nel 2003 il traffico mondiale subisce un’altra flessione e scende del 7,1 %. Alitalia reagisce con nuovi tagli e questa volta a farne le spese è il personale di volo. Eppure secondo i dati dell’AEA (Association of European Airlines) non è il personale il vero problema dell’azienda. Nell’Yearbook 2007 si legge che tra le principali compagnie europee Alitalia ha il più basso rapporto tra dipendenti e aerei in servizio: 61,45 dipendenti per aereo (che salgono a 99,94 se si aggiunge Alitalia Servizi), contro i  246,53 di Air France KLM, i 158,31 della British Airways, i 159,34 dell’Iberia e i 232,21 della Lufthansa. Stesso discorso per gli stipendi: un comandante boeing italiano guadagna circa 8mila euro al mese, il 30% in meno rispetto alla concorrenza europea: 14mila British, 12 Iberia, 11.500 Lufthansa. Si legge anche che il coefficiente del lavoro diviso tra i membri è tra i più alti. L’unico neo riguarda gli stipendi dei manager, tra i più alti d’Europa. Il costo del personale in Italia non supera quindi il 20% contro il 26% delle altre compagnie europee, eppure i tagli vengono fatti ugualmente. Il 1 giugno 2003 quindi il personale sciopera improvvisamente contro la decisione di abbassare da &lt;st1:metricconverter productid="4 a" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="4 a"&gt;4  a&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt; 3 i membri sui boeing e contro il blocco di straordinari e ferie arretrate: in un solo giorno vengono cancellati 250 voli, e solo 1.300 su 2.000 impiegati effettuano il servizio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Il piano aziendale 2003&lt;/u&gt;&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;In questa situazione d’emergenza l’AD Francesco Mengozzi chiede aiuto all’americano Glen Hauenstein, già autore del salvataggio della Continental, che oggi afferma: «Sicuramente il problema maggiore era nella proprietà della compagnia. Quando qui in America mi chiedono perché Alitalia non decolla io rispondo: “Immaginate il Governo americano che gestisce una compagnia aerea!” Lo Stato italiano ha avuto innumerevoli occasioni di uscire da Alitalia, ma alla fine ha sempre scelto di tenere il controllo sulla compagnia». A questo proposito Fausto Cereti fa la seguente diversificazione tra Italia e resto d’Europa: «La differenza è che mentre all’estero le compagnie sono gestite dai governi in modo discreto, tramite deleghe vere al management, da noi essere azienda di Stato non significa essere l’azienda che deve servire gli interessi dello Stato, ma l’azienda che deve servire gli interessi delle forze politiche». &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il 30 ottobre 2003 Mengozzi presenta a Palazzo Chigi il piano industriale 2004-06, dove i termini più ricorrenti sono “cambiamento” e “privatizzazione”, che prevede prima una ricapitalizzazione e poi la riduzione drastica della proprietà del Tesoro che dal 62% deve scendere sotto il 50%. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Nel 2003 Alitalia e Air france sono le uniche compagnie a essere ancora controllate dallo Stato, ma nell’aprile il Governo francese annuncia: “Privatizzeremo entro l’anno e poi sposeremo KLM”. Il 13 novembre anche palazzo Chigi annuncia di aver sbloccato la privatizzazione di Alitalia, anche se non dice né come né quando. Contro questo annuncio il 28 novembre in Alitalia ci sono nuovi scioperi: tutti i sindacati sono uniti contro al privatizzazione. Il governo Berlusconi a questo punto fa dietro front, così come racconta Glen Hauenstein: «Hanno ceduto alle pressioni dei sindacati, non hanno voluto prendere la strada più ardua che però sul lungo periodo si sarebbe rivelata la più giusta. Cercare di attuare le cose seguendo i capricci giornalieri della politica non può mai essere una chiave per il successo. In nessun tipo di attività finanziaria». &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Con Giancarlo Cimoli, l’Alitalia va sempre più in rosso&lt;u1:p&gt;&lt;/u1:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;Il 6 maggio 2003 l’azionista nomina Giancarlo Cimoli come nuovo Amministratore Delegato, Presidente e Direttore generale. L’azienda dichiara 1 milione di perdite al giorno e il nuovo piano industriale di Cimoli approvato dal consiglio d’amministrazione il 20 settembre 2004 prevede ancora una volta nuovi tagli. L’8 ottobre 2004 il Tesoro fa da garante per un prestito ponte di 400 milioni di euro necessari a salvare la compagnia, mentre l’11 novembre il Consiglio dei Ministri approva un nuovo schema di decreto per la privatizzazione di Alitalia, in cui autorizza il Tesoro a scendere dal 62% al 49,7%. Intanto Alitalia perde i voli sulla Sardegna per essersi “&lt;b style=""&gt;dimenticata”&lt;/b&gt; di presentare la documentazione per partecipare alla gara d’appalto. Gli slot sulla Sardegna vengono quindi presi da Meridiana e Air One. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;L’indebitamento dell’azienda continua ad aumentare ed è ormai sull’orlo del fallimento. Mentre crescono le polemiche sugli stipendi dei manager delle aziende controllate dallo Stato: nel 2005 una delibera del consiglio di amministrazione, per esempio, raddoppia lo stipendio di Giancarlo Cimoli che sale a 2.791.000 euro l’anno (6 volte l’amministratore delegato di Air France e il triplo rispetto a quello di British Airways). Questi nel 2006 lascia il posto prima a Berardino Libonati e poi a Maurizio Prato, e chiede 8 milioni di euro di buonuscita. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Chi compra Alitalia?&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Nel maggio 2004 Air France e KLM concludono un accordo di fusione, molto simile alla joint venture che Alitalia e KLM avevano operato nel ’99, e fanno sapere che sono lieti di estendere l’intesa anche ad Alitalia, ma alla condizione che sia prima risanata e poi privatizzata. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Al primo Consiglio di Amministrazione presieduto da Maurizio Prato, viene promosso il piano di “sopravvivenza” per il periodo 2008/2010 che prevede ancora una volta dei tagli: circa 2.000 dipendenti e 150 voli operanti dalla base di Malpensa a favore di un incremento di quelli su Roma Fiumicino. L’8 ottobre il Cda si riunisce per promuovere una lista, la “short list”, con i sei migliori candidati a cui cedere la compagnia aerea: Air France-KLM, Lufthansa, Ap Holding Aeroflot (società che controlla Air One), Texas Pacific Group e una NewCo (ovvero una corporazione) rappresentata legalmente da Antonio Baldassarre. Ma di questi, il 6 dicembre, giorno di scadenza per presentare l’offerta, solo in tre inviano la loro proposta: Air France-KLM, Ap Holding e la “cordata” di Baldassarre. Il 21 dicembre il Cda ufficializza la scelta di Air France-KLM come interlocutore unico per la privatizzazione: “A favore di questa – spiega - è il piano industriale di elevata credibilità e idoneo a risolvere le criticità di tipo strategico, industriale e finanziario di Alitalia, tenuto anche conto del contesto competitivo nel quale la società opera”. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ma nel momento decisivo, come già successo, cade il Governo Prodi e la protesta per salvare Malpensa dilaga subito il Lombardia. Da Parigi intanto Air France fa sapere di avere intenzione di riaprire le trattative solamente quando ci saranno degli interlocutori e quindi dopo le elezioni. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Intanto il 31 Gennaio 2008 Alitalia dichiara di aver ufficialmente abbandonato gli slot sull’aeroporto di Malpensa che non utilizzerà più a partire dalla stagione estiva 2008. Nella stessa data attraverso un comunicato stampa &lt;st1:personname productid="la Ap Holding" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Ap Holding"&gt;la  Ap Holding&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt; rende noto di aver presentato ricorso al Tar del Lazio contro la decisione presa dal Consiglio dei Ministri di andare in trattativa esclusiva con Air France-KLM, mentre &lt;st1:personname productid="la SEA" st="on"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la SEA"&gt;la  SEA&lt;/st1:personname&gt;&lt;/st1:PersonName&gt; fa sapere di aver intentato una causa contro Alitalia per l’abbandono da parte di questa dello scalo milanese, chiedendo danni pari a 1,2 miliardi di euro. La situazione per Alitalia e per l’intera nazione diventa sempre più complicata. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Il 20 febbraio 2008 comunque il Tar del Lazio respinge il ricorso presentato da Air One per la sospensione della trattativa in esclusiva tra Air France-KLM e Alitalia. La sentenza riapre dunque la strada all’acquisto di Alitalia da parte di Air France-KLM, ma molti sono coloro che non esprimono giudizi favorevoli, come il Ministro dei trasporti, Alessandro Bianchi che il 21 febbraio dichiara: «Ci sarà senz’altro un danno se Alitalia passa ad Air France. Tutti i grandi Paesi europei hanno una compagnia aerea di riferimento, è un asset importante. Parlo di Spagna, Francia e Inghilterra. Questo Paese invece ha deciso che non gli interessa, e lo considera un asset da vendere, mentre il trasporto è fondamentale per lo sviluppo del Paese e non si può trattare come una fabbrica di panettoni». &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ad oggi Alitalia ha 17mila dipendenti in cassa integrazione a rotazione. Nonostante il fiume di finanziamenti pubblici (dal &lt;st1:metricconverter productid="1997 ha" st="on"&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="1997 ha"&gt;1997  ha&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt; ricevuto contributi statali per quasi 7 miliardi di euro) l’azienda è al tracollo e continua a perdere circa 1 milione di euro al giorno.&lt;/span&gt; &lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;]&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Morale della favola dal servizio di Minoli: &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Il governo Prodi e Prodi stesso si è impegnato per risolvere positivamente l’affare Alitalia ponendo solide basi per una sana privatizzazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Il “valente” D’Alema (complici i ministri Treu e Ronchi) insieme all’altrettanto “valente” e “fenomenale” sindaco Alberini e a Berlusconi&lt;/b&gt; (vedi i risultati ottenuti dagli AD nominati dal cavaliere) &lt;b style=""&gt;e alla Lega diciamo&lt;/b&gt; per “stupidità industriale rispetto al problema”? &lt;b style=""&gt;hanno disfatto quanto da Prodi fatto in passato. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;E altrettanto accade anche nel presente&lt;/b&gt; (si vedano le dichiarazioni di Berlusconi che tra l’altro attribuisce a Prodi responsabilità e incapacità che sono invece state totalmente sue e di chi gli era vicino durante il suo governo) &lt;b style=""&gt;con l’aiuto di un sindacato troppo miope&lt;/b&gt; (che oggi haimè si dichiara di nuovo pronto a riaprire la trattativa). E ci troviamo ad oggi con il forte rischio che Alitalia vada al fallimento.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come non dire poi delle ultime dichiarazioni da “Casinò” (anche togliendo l’accento l’effetto non cambia) del Cavaliere che chiede una “fiches” ai tanti imprenditori italiani perchè la compagnia resti nazionale. Nazionale per fare cosa ? Ma che gran discorso da imprenditore! &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Forse Il Cavaliere più che a una compagnia aerea pensa di fare modelli in formato “da collezione” di piccoli &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;di aerei per gli appassionati e per giunta con i soldi di tutti i cittadini? &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma per par condicio (siamo ormai in piena campagna elettorale) come non dire del “prode” D’Alema che farebbe bene a non dire se pur qualcosa di vero dice &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“Pensassero piuttosto a Malpensa: «Se fosse stata al Sud sarebbe indicata come un esempio di malgoverno, visto che non hanno fatto le infrastrutture ma altri otto aeroporti lì attorno. Invece è al Nord, e pur di salvare Malpensa sono pronti a far fallire l’Alitalia».”&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Morale della favola: &lt;b style=""&gt;proprio quel Prodi che ci vogliono far passare per il peggior Presidente del Consiglio italiano è stato quello che ha fatto e stà facendo&lt;/b&gt; (in silenzio e senza clamori) &lt;b style=""&gt;le cose giuste e utili per Alitalia così come per tante altre cose per il Paese.&lt;/b&gt; E allora il PD può andar fiero di averlo Presidente e semmai dovrà affrettarsi a pensionare alcuni altri personaggi della vita politica italiana che proprio “non se ne può più”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8888930744515376560?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8888930744515376560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8888930744515376560&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8888930744515376560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8888930744515376560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/04/alitalia-la-storia-infinita-ultima.html' title='Alitalia la storia infinita  (ultima puntata)'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4242454959986748092</id><published>2008-03-23T20:27:00.001+01:00</published><updated>2008-03-23T20:35:02.743+01:00</updated><title type='text'>Alitalia la storia infinita</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Mentre Prodi e Padoa Schioppa parlano concretamente e con cognizione di causa della grave crisi dell’Alitalia e delle strumentalizzazioni elettoralistiche del Cavaliere ecco comparire il “valente ministro dei trasporti Bianchi” (in quota PDcI) che contraddicendo il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Economia spara “cazzate a tutto campo……”e guarda caso si trova alleato con quel Formigoni che ha grosse responsabilità politiche nello sfascio di Alitalia e Malpensa e con il cavaliere di Arcore complici i sindacati che quanto ad ottusaggine non sono secondi a nessuno…..&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;E poi ancora c’è qualcuno che dice che forse Veltroni e il PD hanno sbagliato ad andare da soli alle elezioni.?? Giuro che tutti quelli che incontrerò li prendo a pugni (metaforico)…. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Di seguito l’articolo sul Corriere con le esternazioni del Ministro dei trasporti e dei sindacati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:20;"&gt;[&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;Bianchi: «Escludo che ci siano solo poche settimane di sopravvivenza per Alitalia» &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;I documenti ufficiali dicono che c'è liquidità per mesi. Il 31 marzo «fissato» da Air-France&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;MILANO -&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt; «I dati ufficiali dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata liquidità sufficiente». È intervenuto così nella vicenda della compagnia di bandiera il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, in un'intervista a Popolare Network, che ne ha diffuso il testo. «Ora - ha aggiunto - posso anche pensare che in questi primi tre mesi dell'anno la situazione si sia complicata e aggravata, magari non si può arrivare fino alla fine dell'anno, ma escludo che ci siano solo poche settimane di sopravvivenza. Mi sembra un allarme non giustificato, a meno che Alitalia non ci faccia vedere effettivamente qual è la situazione attuale dei conti. Per ora dobbiamo stare a quello che ha messo per iscritto». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;IL 31 MARZO «FISSATO DA AIR-FRANCE» -&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt; Bianchi ha poi parlato della data del 31 marzo: «Quella data è stata fissata da Air France, non esiste una scadenza perentoria di nessun tipo. Hanno chiesto di avere una risposta per quella data, ma una richiesta non deve essere per forza accolta. Se serve più tempo immagino non ci sarà motivo per non averlo e valutare la situazione». «Non c'è motivo di affrettarci - ha detto ancora il ministro - ci sono molte ragioni che lo sconsigliano, intanto perchè bisogna evitare che la gatta frettolosa faccia gattini ciechi, poi siamo in prossimità delle elezioni e infine credo che come in tutte le trattative bisogna portare avanti quella con Air France con la pazienza e con la determinazione che serve. E intanto aprire l'altra perchè questo ci può consentire di avere due offerte e scegliere la migliore».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;CASINI: «BERLUSCONI SOTTO RICATTO DELLA LEGA» -&lt;/b&gt; «Il Pd è un'accozzaglia di contraddizioni» mentre «Berlusconi è sotto il ricatto della Lega, come dimostra la vicenda Alitalia». Ne è convinto Pier Ferdinando Casini, intervistato dal «Messaggero». «Berlusconi - dice - sarà ricattato permanentemente dalla Lega che sarà la forza determinante alla Camera e al Senato. Figuriamoci se Bossi, Calderoli e Maroni gli concederanno il fair play con l'opposizione. Ne abbiamo avuto esempio in questi giorni con la vicenda Alitalia. Berlusconi sta combinando in una serie di pasticci su Alitalia e Malpensa proprio perchè c'è &lt;st1:personname productid="la Lega" st="on"&gt;la  Lega&lt;/st1:personname&gt;». Secondo il leader dell'Unione di centro la cordata italiana evocata dal Cavaliere «è tutta una finzione destinata ad evaporare il dopo il 14 aprile». Ed «il primo macigno che si troverà Berlusconi sul suo governo sarà proprio Alitalia. La gestione irresponsabile di questa vicenda ricadrà tutta su di lui».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;FORMIGONI, DA FONTI GOVERNO PURO TERRORISMO - &lt;/b&gt;«Puro terrorismo e ne sono responsabili le varie fonti del Governo o della stessa Alitalia che continuano a propagare falsità». Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commenta così le recenti dichiarazioni sulla vicenda Alitalia. «La smettano di raccontare che Alitalia non ha più soldi - ha affermato oggi il governatore - e che quindi al 31 marzo l'alternativa capestro è o Air France o fallimento». «Alitalia - ha proseguito - è in grave perdita e deve essere privatizzata, ma soprattutto deve essere privatizzata bene, a un compratore che la valorizzi e che valorizzi tutti i suoi assets». «Non c'è - ha insistito Formigoni - questa data capestro. Alitalia ha tutta la liquidità necessaria per andare oltre l'estate e, comunque, a questo ricatto non cederanno nè i sindacati nè gli imprenditori che stanno preparando la cordata alternativa ad Air France». «Anzi - ha concluso - il Governo ordini ad Alitalia di fermare lo smantellamento di Malpensa che è contemplato per il 31 marzo. Il nuovo compratore dovrà trovare una Malpensa in condizioni di funzionare come hub».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;23 marzo 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; &lt;span style="font-size:20;"&gt;]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Ma come si fa!!! &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;E intanto la sceneggiata sull’Alitalia continua all'infinito - di Bertinotti non voglio nemmeno parlare - tanto poi c’è Pantalone di destra o di sinistra che sia sempre Pantalone è ......&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4242454959986748092?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4242454959986748092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4242454959986748092&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4242454959986748092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4242454959986748092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/alitalia-la-storia-infinita.html' title='Alitalia la storia infinita'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8063113828821187814</id><published>2008-03-21T18:32:00.002+01:00</published><updated>2008-03-21T18:34:32.097+01:00</updated><title type='text'>L’Affare Alitalia</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Sconvolgente a dir poco quello che si legge sulla stampa di quasi tutti i quotidiani nazionali su “l’Affare Alitalia”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma quello che più colpisce non è quello che dicono i politici italiani bensì quello che viene riferito da cosiddetti “esperti,analisti”. Si dice tutto e il contrario di tutto. Si dice che è colpa della politica e dei sindacati se la vicenda Alitalia-Malpensa è così compromessa da una parte e si dice poi dall’altra che per orgoglio nazionale dovrebbe poter nascere una cordata per salvare la compagnia di bandiera fatta tutta di imprenditori italiani.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E cosa potrebbe garantire una simile cordata? Danaro, danaro fresco da mettere nella compagnia per permetterle di ripartire. E perché cosa si è fatto negli ultimi quindici anni se non elargire danaro (quasi esclusivamente pubblico)? E cosa ha prodotto ciò? Quello che ci è dinnanzi. Una compagnia aerea che perde un milione di euro al giorno. E questo perché non basta solo il danaro per avere una compagnia aerea che funzioni bene e che abbia buoni guadagni come succede appunto con alcune compagnie aeree europee tra le quali appunto Air France.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;C’è bisogno di un progetto aziendale svincolato dai lacci della politica e dalle limitazioni sindacali che sappia comprendere le necessità del mercato aereo in Italia e dare risposte attraverso servizi adeguati che attraggano utenti e che abbiano sufficienti compatibilità economiche. E se questo non si è saputo fare sino ad oggi,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nulla lascia immaginare che si possa imparare d’un colpo. E allora se si vuole evitare il fallimento che è alle porte non c’è altra soluzione che vendere all’unico compratore che c’è sul mercato. L’unica chance che resta allo Stato è quella di conservare un ampio pacchetto azionario scommettendo perciò sul rilancio assieme al partner straniero. E se Berlusconi vuol fare qualcosa di utile investa magari parte del suo danaro su Alitalia (in borsa) appunto restituendo respiro e la possibilità di trattare un po’ meglio con i francesi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quanto alle cordate pasquali di Berlusconi somigliano alle passeggiate del lunedì di pasqua di qualche finto “montanaro”, fatte per ingozzarsi di cibo, e spacciate per scalate di vette ardite. E perciò ci risparmi almeno questa volta le sue abituali bugie elettorali con conto pagato dai cittadini (prestito del Governo per avviare la cordata??!!).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I cittadini italiani non hanno nessuna voglia di pagare questo ulteriore conto salato per continuare ad avere una compagnia di bandiera incapace di sopravvivere. Questo Governo e quello che verrà si preoccupino piuttosto delle ipotesi di collocazione degli esuberi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per approfondire un buon articolo su Alitalia di Brigantini dal Sole 24 ore di oggi 21 Marzo:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;[ Alitalia la parabola dei nostri mali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;Alitalia è una parabola perfetta del peggio dell'odierna Italia: ci racconta perché ci siamo ridotti così. Nel suo microcosmo ritroviamo i nostri mali: imprevidenza, pressappochismo, frazionismo, scaricabarile, incoerenza, opportunismo. Ci fa vedere come, se i nostri vizi schiacciano le virtù, l'individuale astuzia genera follia collettiva. Imprevidenza anzitutto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;Da lustri Alitalia addossa a piè di lista le sue perdite al contribuente italiano&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;: 15 miliardi in 15 anni, senza che nessuno affronti il drago. Il Cavaliere, che scende in campo a parole alla dodicesima ora, ben si guardò dall'esporsi mentre governava. Quando alfine Prodi e Padoa-Schioppa hanno il coraggio di farlo, la «coalizione degli imprevidenti» si scatena: manager, sindacati, politici, tutti per una volta concordi titillano i nostri vizi contro chi affronta l'idra. Non è il governo imbelle, ma questa coalizione che «ci consegna nudi alla trattativa», come dice uno dei suoi capi, Bonanni della Cisl. Chi sempre elude i problemi ha quel che merita, perché si riduce in uno stato che scoraggia tutti i compratori seri; lungi dal farsi la guerra, essi lasciano il campo solo a uno di loro, il quale può ora chiedere quel che vuole. L'alternativa non è certo l'esangue AirOne, o la strumentale cordata berlusconiana (a proposito, non è uno stunt, un trucco già visto in un film precedente?). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;Pressappochismo e scaricabarile poi: si confondono due problemi distinti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;, Alitalia e Malpensa, e chi ha creato il secondo ne scarica ad Alitalia la colpa, alimentando il polverone. Malpensa soffre dei collegamenti ferroviari scadenti e del proliferare di aeroporti padani: per questo i clienti preferiscono partire da Linate o da Torino. Il problema lo han creato gli enti locali, che ora pretendono che altri suppliscano ai loro errori. &lt;st1:personname productid="La Sea" st="on"&gt;La Sea&lt;/st1:personname&gt;, controllata dal comune di Milano vorrebbe che la boccheggiante Alitalia, in procinto di essere salvata dal solo Cavaliere serio in campo, mantenesse su Malpensa un assetto operativo che oggi costa a lei (quindi a noi tutti pro quota) 250 milioni all'anno: se non lo fa, dice il suo presidente Bonomi, paghi 1200 milioni! Chiedere che Alitalia si dia oggi carico dei buchi che gli enti locali han creato a Malpensa - continuando a godere dei profitti di Linate - più che ricattatorio, è masochistico (equivale a chiedere il fallimento di Alitalia) e incoerente. Che lo faccia proprio quel padano Bonomi che dalla sua poltrona romana di presidente Alitalia condivise questa scelta fallimentare, è surreale, roba da Magritte. Il che ci porta infine a frazionismo, incoerenza, opportunismo. Siccome chi si piega all'unica proposta seria in campo è il mio rivale politico, io mi oppongo, per trarne un dividendo politico. Se Alitalia andrà in procedura, potrò sempre prendermela con chi sta cercando di recidere il bubbone lungamente trascurato. Mors tua, vita mea, non fa una piega! Che poi chi tanto gorgheggia sul liberismo voglia una soluzione politica fuori dalle regole di mercato, cominciando dalla richiesta di soldi a Pantalone, è solo uno dei tanti esempi di incoerenza cui siamo ormai assuefatti, come ad un veleno che ci mina nel fisico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt;Davanti a questo, solo un ingenuo può darsi cura del danno a chi compra&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt; e vende sul mercato azioni di una società quotata. Colpisce che nessun grande imprenditore osi dire parole di verità, ma il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare: sotto elezioni meglio non rischiare. Il governo si è inutilmente rivolto, nel 2007, proprio agli imprenditori italiani, cui però nessuno, per questo, può rimproverare alcunché: troppo grande è il rischio che si assumerebbero, senza specifiche competenze di settore. Se un'alternativa seria esistesse, avremmo dovuto vederla molto tempo fa; ancora oggi, se davvero stessimo vendendo Alitalia per un piatto di lenticchie, qualcuno offrirebbe una lenticchia in più (Padoa-Schioppa), per avere il gioiello, senza pretendere altri soldi pubblici: infatti, polveroni a parte, non succederà. Per sicurezza, allacciate le cinture, la parabola continua. Forza, Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Salvatore Brigantini &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;]&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8063113828821187814?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8063113828821187814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8063113828821187814&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8063113828821187814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8063113828821187814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/laffare-alitalia.html' title='L’Affare Alitalia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3196875682253836536</id><published>2008-03-18T05:10:00.001+01:00</published><updated>2008-03-18T05:14:26.025+01:00</updated><title type='text'>Ottime battute da Veltroni. Così si può davvero vincere</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;critiche alla sinistra: «Parlano ancora di lotta di classe. Noi siamo contro la poverta'»&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;«Abbassare gli stipendi dei parlamentari» &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Veltroni: «Bisogna unificare le retribuzioni dei nostri politici a quelle dei loro colleghi europei»&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;!-- OAS AD '180x150'begin --&gt;NOVARA&lt;/b&gt; - Abbassare i costi della politica. Partendo dalle retribuzioni dei parlamentari. Walter Veltroni, durante il comizio a Novara - un'altra tappa del suo tour in giro per l'Italia - denuncia la sproporzione tra i trattamenti economici dei politici italiani rispetto ai loro colleghi europei. «Non possiamo più stare in un Paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d'Europa - denuncia il segretario del Pd, candidato premier alle elezioni politiche del 13 e del 14 aprile -. Dobbiamo unificare le retribuzioni dei parlamentari agli altri Paesi europei. Non dico questo - aggiunge Veltroni - perché sono tentato di indulgere nell'anti-politica, ma perché la politica deve recuperare sobrietà ed efficienza».&lt;br /&gt;&lt;b&gt;NO ALLA LOTTA DI CLASSE&lt;/b&gt; - L'ex sindaco di Roma torna poi a punzecchiare &lt;st1:personname productid="la Sinistra-l" st="on"&gt;la Sinistra-l&lt;/st1:personname&gt;'Arcobaleno, e il suo leader Fausto Bertinotti: «Divento pazzo a sentirli parlare ancora di lotta di classe contro i padroni - dice dal palco nel Cortile del Broletto, davanti a 2.500 persones - Ma oggi si può? Chi sono oggi i padroni di cui parlano? Ci sono milioni di piccoli e medi imprenditori oggi in Italia, spesso sono ex operai diventati artigiani... Bisogna non conoscere l’Italia per invocare la lotta di classe». Veltroni sottolinea inoltre non solo le differenza con il Pdl, che si è «spostato sempre più a destra, imbarcando &lt;st1:personname productid="la Mussolini" st="on"&gt;la Mussolini&lt;/st1:personname&gt; e tagliando i rapporti con il centro di Casini» ma anche, appunto, con la sinistra radicale: «Oggi noi siamo liberi. E prendiamo le distanze dallo slogan "anche i ricchi piangono". Abbiamo un'altra idea e siamo liberi di dirla liberamente: come diceva Olof Palme, non siamo contro la ricchezza, siamo contro la povertà».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;17 marzo 2008&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(fonte corriere della sera 17-03)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3196875682253836536?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3196875682253836536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3196875682253836536&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3196875682253836536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3196875682253836536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/ottime-battute-da-veltroni-cos-si-pu.html' title='Ottime battute da Veltroni. Così si può davvero vincere'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2030477489752601970</id><published>2008-03-16T18:36:00.000+01:00</published><updated>2008-03-16T18:38:33.948+01:00</updated><title type='text'>Riflessione elettorale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Tra un Fini statalista (che riscopre i capiufficio nell’italia dei dipendenti pubblici che sono ormai tutti dirigenti di sé stessi) , una Lega sempre più secessionista (con i soldi degli italiani) e un MPA che chiede ancora e sempre più fondi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;per &lt;st1:personname productid="la Sicilia" st="on"&gt;la Sicilia&lt;/st1:PersonName&gt; (quella Sicilia che ha divorato più di qualunque altra regione fondi allo Stato) cosa potrà venirne fuori dal probabile nuovo Governo Berlusconi?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un debito pubblico che torna a crescere (come già accaduto con il precedente governo Berlusconi) e un paese che sempre più impoverisce e le solite declamazioni di grandi opere che, se mai lo saranno, saranno pronte tra il 2029 e il 2030 periodo in cui forse sarà anche risolto l’annoso problema del pattume della Campania.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che bel futuro ci attende!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Forse non vale proprio la pena votare PDL. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E il PD? Non so. Certo il più grande errore del centro sinistra è quello di averci messo di nuovo nelle condizioni di poter avere appunto un “nuovo” governo Berlusconi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Di Veltroni si può dire tutto il male che si vuole ma certamente è l’unico che stà costruendo e per la prima volta nel nostro Paese con il suo PD le condizioni per un governo stabile e senza veti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ai cittadini elettori la scelta. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2030477489752601970?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2030477489752601970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2030477489752601970&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2030477489752601970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2030477489752601970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/riflessione-elettorale.html' title='Riflessione elettorale'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8899171746181237796</id><published>2008-03-12T17:52:00.001+01:00</published><updated>2008-03-12T17:52:57.402+01:00</updated><title type='text'>NY, scandalo a luci rosse Eliot Spitzer si è dimesso</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;Leggo da “&lt;st1:personname productid="la Repubblica" st="on"&gt;la Repubblica&lt;/st1:PersonName&gt; del 12 Marzo 2008 &lt;span style=""&gt;                                                                                    &lt;/span&gt;( &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/governatore-ny/dimissioni-imminenti/dimissioni-imminenti.html"&gt;http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/governatore-ny/dimissioni-imminenti/dimissioni-imminenti.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt; ) &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;“NY, scandalo a luci rosse Eliot Spitzer si è dimesso&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!-- fine TITOLO --&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;NEW YORK&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt; - Il governatore dello stato di New York Eliot Spitzer, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/governatore-ny/governatore-ny/governatore-ny.html?ref=search"&gt;rimasto coinvolto nello scandalo a luci rosse&lt;/a&gt; con un giro di squillo di alto bordo, ha annunciato oggi le sue dimissioni. Parlando in conferenza stampa, con a fianco la moglie che non ha detto una parola, ha chiarito che le sue dimissioni diverranno effettive lunedì e che il suo posto verrà preso dal suo vice, David Paterson, non vedente dalla nascita, che diventerà anche il primo governatore nero dello Stato.&lt;br /&gt;"Chiedo scusa a tutti i cittadini di New York che hanno creduto in me e alla mia famiglia, che mi è stata vicina finora" ha detto. "Ho sbagliato, mi dispiace di avervi deluso ma credo che ogni figura pubblica debba pagare le conseguenze delle sue azioni. Provo profondo rimorso", ha aggiunto, "sono umano e ho sbagliato. La lezione che si può trarre è quella di cercare di migliorare e farò di tutto per farlo".&lt;br /&gt;Le dimissioni, chieste a gran voce dai repubblicani, &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/esteri/governatore-ny/spitzer-medita-dimissioni/spitzer-medita-dimissioni.html"&gt;che avevano minacciato l'impeachment&lt;/a&gt;, erano attese. I tabloid della Grande Mela scrivono oggi che il governatore avrebbe complessivamente speso 80mila dollari, in questi ultimi anni, per appuntamenti con squillo di lusso. Una caduta shakespeariana, come l'ha definita il &lt;span style=""&gt;Wall Street Journal&lt;/span&gt;, per Spitzer, che come procuratore aveva la reputazione di essere un inflessibile moralizzatore. Aveva tra l'altro smantellato in passato alcune di reti di prostituzione.&lt;br /&gt;&lt;!--inserto--&gt;Lo scandalo pesa particolarmente sulla candidatura di Hillary Clinton, di cui Spitzer - che è un superdelegato del partito democratico - è sostenitore. Senza contare i continui paralleli che si stanno facendo tra lo scandalo in cui è rimasto coinvolto il governatore di New York e il sexgate&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;. “&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando leggo notizie come queste mi viene in mente il nostro Paese dove i politici non si dimettono mai restando perennemente attaccati alle loro poltrone qualunque cosa avvenga e qualunque colpa venga loro imputata e allora penso; ma ci sarà un giorno in cui anche nel nostro Paese i politici si comporteranno così come accade in America e in tante altre nazioni occidentali? E penso e fantastico… e mi passano per la mente &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;politici responsabili di tante nefandezze che quando chiamati a rispondere davanti alla magistratura sistematicamente mettono in atto tutte le azioni possibili per bloccare l’azione del magistrato e mai che ci sia stato uno, uno solo che si è dimesso (Cuffaro si è dimesso perché costretto e subito si è preoccupato di candidarsi alle politiche) o che abbia ammesso responsabilità; quegli stessi politici che gridano a gran voce che le pene sono troppo poco severe nel nostro Paese e che è giunta l’ora che &lt;st1:personname productid="la Giustizia" st="on"&gt;la Giustizia&lt;/st1:PersonName&gt; ci restituisca la certezza della pena. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma non sono loro a fare le leggi che poi i magistrati applicano?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che sia davvero vero come dice Berlusconi che i Giudici in questo Paese forse per invidia o perché sono komunisti ce l’hanno con tutti i politici? &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E ahimè per quanto mi sforzi non riesco proprio ad immaginare che ciò possa accadere anche da noi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8899171746181237796?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8899171746181237796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8899171746181237796&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8899171746181237796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8899171746181237796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/ny-scandalo-luci-rosse-eliot-spitzer-si.html' title='NY, scandalo a luci rosse Eliot Spitzer si è dimesso'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4582829273983305981</id><published>2008-03-11T17:43:00.000+01:00</published><updated>2008-03-11T17:44:30.022+01:00</updated><title type='text'>Riparte Report</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;La prima puntata dell’anno del programma Report ha affrontato il drammatico problema dell’immondizia a Napoli e in Campania (all’indirizzo: &lt;a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077247,00.html"&gt;http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1077247,00.html&lt;/a&gt;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;il testo integrale della puntata)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come sempre purtroppo nei giorni a venire tutto tace sulla Stampa e sui media.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4582829273983305981?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4582829273983305981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4582829273983305981&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4582829273983305981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4582829273983305981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/03/riparte-report.html' title='Riparte Report'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8428458726311175637</id><published>2008-02-13T15:58:00.003+01:00</published><updated>2008-02-14T13:33:36.882+01:00</updated><title type='text'>per chi le tasse le paga (potrebbe essere un buon metodo per abbassarle)</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;E se provassimo ad eliminare o meglio a modificare il meccanismo con cui si pagano le addizionali regionali e comunali ? &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Le tasse locali (regionali e comunali) sono divenute nel giro di alcuni anni un vero grande balzello che i cittadini sono costretti a pagare. Infatti il cittadino dipendente ad esempio(per i privati è ancora più complicato) &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;paga la tassazione regionale sulla busta paga o sulla pensione ma la paga ancora una volta come addizionale sul gas e ancora come addizionale sul bollo auto ecc. ecc. se la regione è in difficoltà. E guarda caso le nostre regioni e quasi tutti i Comuni sono sempre &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;in difficoltà economiche e tutti chiedono ai cittadini di contribuire al rientro economico ma allegramente continuano ad incrementare i costi della politica e ad elargire retribuzioni sempre più elevate ai politici e ai “loro amici”. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ora mi chiedo ma quante volte dobbiamo pagare? &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non sarebbe più giusto pagare una sola Irpef che per una quota andrà allo Stato e per un’altra quota - e si stabilisca finalmente una quota adeguata - alle Regioni e ai Comuni?&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Regioni e Comuni quando poi si trovino in situazioni di bilancio in rosso potrebbero chiedere ai cittadini di contribuire al rientro economico emettendo un bollettino di pagamento, inviato dal Sindaco e/o dal Presidente della Regione, per un importo (con percentuale identica a quella dell’Irpef per i cittadini) che copra il &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;debito la cui ragione ed entità sarà comunicata con chiaro riferimento al capitolo di debito nel bilancio regionale. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Resta inteso che per l’anno in cui ci verranno richiesti contributi aggiuntivi questi dovranno essere pagati anche dai politici che ci rappresentano nella regione e/o nei comuni attraverso una addizionale che scatterà per le loro retribuzioni (nell’ordine ad esempio del 10-15% della loro retribuzione) e parimenti per quell’anno e l’anno successivo non potranno essere votati aumenti ai consiglieri regionali e/o comunali nè ai vari Presidenti (commissari e quant’altro) di enti interessati al debito e anche e soprattutto ai vari dirigenti regionali e comunali del settore cui il debito si riferisce; si badi che attualmente accade sempre e in tutte le Regioni qualunque sia la maggioranza politica proprio l’opposto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In tal modo così come è richiesto a noi cittadini comuni di produrre di più e meglio per avere aumenti contrattuali anche per i politici e gli altri ci sarà come premio una maggiore retribuzione se saranno “bravi” e se invece lavoreranno proprio male ne pagheranno anche loro come noi le conseguenze. Perché se loro non hanno saputo ben gestire il bilancio dell’ente &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;giustamente saranno chiamati a rispondere “in solido” al pari dei cittadini che sono responsabili almeno per averli votati e spesso anche per un uso almeno non attento dei servizi. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;In aggiunta Regioni e Comuni potrebbero richiederci il pagamento (sempre con il riferimento percentuale dell’Irpef) di spese per nuovi particolari servizi (servizi non inclusi nei servizi essenziali come per i servizi sanitari quando non inclusi nei servizi essenziali stabiliti a livello nazionale)&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;indicando chiaramente i servizi, la loro utilità, il loro costo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Un sistema così articolato spingerebbe senz’altro i cittadini a votare quelli che appaiono come i migliori. E i politici, una volta eletti, si dovrebbero impegnare al meglio, sia per essere rieletti che per avere adeguate retribuzioni. Cadrebbero così almeno una parte dei tanti sprechi e si ridurrebbero le clientele (si limiterebbero almeno a favorire persone comunque meritevoli) alcuni tra i grandi mali del nostro Paese.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nota:Delle Provincie non dico perché ritengo giusto che assieme alle Prefetture, alle Comunità montane, ai vari consorzi e tanto altro ancora vadano eliminate.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8428458726311175637?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8428458726311175637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8428458726311175637&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8428458726311175637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8428458726311175637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/02/contributo-per-rendere-le-tasse-pi.html' title='per chi le tasse le paga (potrebbe essere un buon metodo per abbassarle)'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3349642596893830010</id><published>2008-02-12T13:19:00.000+01:00</published><updated>2008-02-12T13:26:23.863+01:00</updated><title type='text'>Il Codice Etico del PD</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ho letto il codice etico del PD &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;( &lt;a href="http://2007.partitodemocratico.it/adon/files/codiceetico.pdf"&gt;http://2007.partitodemocratico.it/adon/files/codiceetico.pdf&lt;/a&gt; ) e seppur mi sia sembrato un pò troppo scarno (soprattutto vista la presenza nel groppo di lavoro di personalità forti quali Furio Colombo, Violante e tanti altri che avrebbero potuto dare un maggior contributo) lo trovo comunque già un buon atto di coraggio in questa nostra Italia dove sino ad oggi i partiti hanno permesso che sedessero tanti “loschi” personaggi. Ma&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;mi chiedo; si darà davvero seguito a quanto scritto nel Codice Etico del PD?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi auguro proprio di sì perché sono convinto che molti cittadini guarderanno anche a questo quando si recheranno a votare e non sono affatto sicuro che nello schieramento di centro destra le candidature saranno altrettanto trasparenti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3349642596893830010?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3349642596893830010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3349642596893830010&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3349642596893830010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3349642596893830010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/02/il-codice-etico-del-pd.html' title='Il Codice Etico del PD'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-700983042670640870</id><published>2008-02-10T18:57:00.000+01:00</published><updated>2008-02-10T19:04:32.059+01:00</updated><title type='text'>Le elezioni prossime  "Incantesimo finito"</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sulla Stampa di oggi 10 Febbraio ho trovato uno splendido articolo (&lt;span style="font-size:10;"&gt;di Luca Ricolfi &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=4133&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione"&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=4133&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione&lt;/a&gt;= &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;)  dal titolo "Incantesimo finito" che più di altri e in poche righe dà uno spaccato di quanto oggi stia accadendo e di cosa potrà accadere con le prossime elezioni. Ne riporto alcuni passi e sottolineo soprattutto la parte conclusiva con l’augurio che davvero i “cittadini divengano meno scettici e i politici più responsabili” : &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Nessuno sa ancora con certezza che cosa troveremo sulla scheda elettorale. Può darsi che il Partito democratico (Pd) si presenti in perfetta solitudine. O alleato con un piccolo numero di partiti satelliti, come l’Italia dei Valori, i Socialisti, i Radicali. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Può darsi che il nuovo partito di Berlusconi e Fini (Pdl) si presenti da solo, o alleato con un numero più o meno grande di partiti piccoli e piccolissimi, come &lt;st1:personname productid="la Lega" st="on"&gt;la Lega&lt;/st1:personname&gt;, l’Udc, il Partito di Mastella, quello di Storace, e così via. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Può darsi che la politica di domani si riveli un po’ migliore di quella di oggi, come può darsi che - dopo le elezioni - tutto torni come prima. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;E tuttavia c’è un punto sul quale, comunque vadano le cose, non possiamo non essere grati a Veltroni, quali che siano le nostre idee&lt;/u&gt;. &lt;u&gt;La mossa di Veltroni&lt;/u&gt; (ma sarebbe più giusto dire: la mossa di Veltroni e Rutelli, che per primo ebbe il coraggio di parlare di «alleanze di nuovo conio»), &lt;u&gt;ha mostrato &lt;/u&gt;qualcosa che fino a poche settimane fa nessuno voleva vedere, e cioè &lt;u&gt;che la legge elettorale era un falso problema, per non dire un alibi della classe politica&lt;/u&gt;. Sì, avevamo e abbiamo una cattiva legge elettorale, ma il cuore del problema italiano non è la legge elettorale bensì l’immobilismo della sua classe politica. È bastato che un singolo uomo politico, investito della responsabilità di guidare il maggiore partito della sinistra, trovasse il coraggio di fare un gesto chiaro e forte, che tutto si è rimesso improvvisamente in movimento…….. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;……….D’ora in poi, qualsiasi cosa facciano Veltroni e Berlusconi, sarà ad essi che gli elettori potranno e dovranno chiedere conto. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;E anzi, da questo punto di vista il fatto che la legge elettorale non permetta agli elettori di scegliere i candidati, renderà ancora più significative le scelte dei maggiori leader. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;Se Berlusconi candiderà Mastella e Storace, sarà difficile credergli quando prometterà di eliminare gli sprechi della Sanità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;u&gt;E se Veltroni accoglierà nelle sue liste politici rinviati a giudizio o condannati, sarà difficile credergli quando proverà a incantarci con la «bella politica». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;Naturalmente, quello di Veltroni è solo un primo passo, ma è un passo importante. Esso ha mostrato a tutti che l’impotenza della politica non dipende dal «sistema» ma dalla politica stessa. Speriamo che questa scoperta aiuti i cittadini a diventare meno scettici e i politici a diventare meno irresponsabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-700983042670640870?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/700983042670640870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=700983042670640870&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/700983042670640870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/700983042670640870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/02/le-elezioni-prossime.html' title='Le elezioni prossime  &quot;Incantesimo finito&quot;'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8640936204307039807</id><published>2008-02-07T16:25:00.001+01:00</published><updated>2008-02-07T16:25:33.688+01:00</updated><title type='text'>Le elezioni  il PD e Berlusconi</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se c’è una cosa che certamente il Pd non può fare è quella di allearsi con chi in qualche modo ha contribuito alla caduta del Governo Prodi e alla caduta di immagine della coalizione dell’Unione tenuta con tanta fatica in piedi da Romano Prodi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E se è così come appunto è, personaggi come Bertinotti e Diliberto che non hanno mai mancato di far sentire i loro distinguo (Bertinotti persino con l’aggravante di essere un “fazioso” presidente della Camera) quando non hanno addirittura espresso opinioni totalmente contrarie (come non ricordare le tante marce contro il Governo) salvo semmai… alla fine votare “per spirito di coalizione” e - sarà poi proprio vero? - certamente non possono essere suoi alleati. Del verde Pecoraro Scanio non saprei cosa dire. Perché un ministro dell’ambiente e rappresentante (autorevole?!) del partito dei Verdi italiani, che non si senta comunque un po’ responsabile anche lui di una tal catastrofe ambientale quale è quella della Campania in emergenza da ormai 14 anni (sono certamente responsabili di quanto stà accadendo tutti i ministri dell’ambiente che si sono succeduti nei lunghi 14 anni, di destra e di sinistra oltre che,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e in modo più diretto e grave, la regione Campania,le amministrazioni provinciali e comunali rappresentante da tutti i partiti) e non si dimetta è cosa che non necessita di commento. Certamente una cosa che il Pd non potrà e non dovrà assolutamente fare è quella di imbarcare personaggi come il Governatore Bassolino o &lt;st1:personname productid="la Iervolino" st="on"&gt;la  Iervolino&lt;/st1:PersonName&gt; o altri ancora correi dello sfascio della Campania (che sia il Cavaliere a imbarcare semmai la “Presidente” signora Mastella che gli costerà almeno dover essere più cauto sulla vicenda Campania….) e ancora assurdamente avvinchiati alle loro poltrone.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;C’è però dall’altra una parte una sinistra, quella di Mussi, quella socialista, quella vicina a Di Pietro, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;persino quella di Bordon e quella radicale che non vanno a mio avviso lasciate sole. Certo la tardiva se pur frettolosa nascita del PD avrebbe dovuto e potuto già permettere l’ingresso di buona parte di tale area nel PD ma se così non è stato all’inizio non stà scritto da nessuna parte che non possa accadere oggi quello che in tanti auspicavamo già ieri. E così facendo, raccogliendo anche questa parte dell’area di &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;sinistra riformista, progressista, socialdemocratica, liberal e qualcosa in più, il PD si potrà davvero candidare ad essere il più grande partito in Italia che è poi anche l’unica cosa che davvero dà tanta preoccupazione e tanto fastidio al Cavaliere di Arcore. Perché Berlusconi non è stato folgorato dal Veltroni pensiero. Ma ve lo immaginate questo signore che pur di diventare un grande e potente imprenditore, come di fatto è, è sempre stato disposto a venir a patti persino con il Diavolo pur di non intaccare di una virgola il suo potere&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e il suo danaro che, per il bene dell’Italia e degli italiani, riflette sul da farsi; se sia giusto candidarsi solo e molto probabilmente perdere o in compagnia della sua armata Brancaleone che quasi certamente lo farà tornare alla Presidenza del Consiglio cosa sceglierà di fare? No, questo signore continua a mentire anche a sé stesso quando dice che subito dopo le elezioni si andrà ad un governo “costituente”. Lasciate che vinca le elezioni con un buon margine di voti e seggi alla Camera e al Senato e prenderà, come l’altra volta, tutto per sé. L’unico suo grande tormento che lo fa riflettere è la possibilità non tanto remota che il partito di Veltroni superi il suo personale partito, Forza Italia e divenga davvero il primo partito in Italia.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che non si possano vincere così persino le elezioni appare infatti non così scontato e comunque raccogliere in un unico partito magari federato una verosimile percentuale tra il 38% e 40-45% di&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;consensi creerebbe davvero grossi problemi al centro destra anche in caso di una sua vittoria e costringerebbe chiunque a doversi confrontare con le richieste di questo grande partito. E questo rappresenterebbe per il Cavaliere una “mezza vittoria” da dover condividere con l’avversario e questo proprio non lo sopporta.&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;E allora coraggio al sindaco Veltroni che se farà così di certo non finirà in bocca al “Lupo cattivo”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8640936204307039807?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8640936204307039807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8640936204307039807&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8640936204307039807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8640936204307039807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/02/le-elezioni-il-pd-e-berlusconi.html' title='Le elezioni  il PD e Berlusconi'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4889509925176969606</id><published>2008-01-26T18:50:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T18:54:44.430+01:00</updated><title type='text'>Scandali, affari e misteri, tutti i segreti dello Ior</title><content type='html'>&lt;h2 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Lascio a “futura memoria” per chi forse fra un po’ vorrà leggerlo questo splendido articolo di Curzio Maltese sulla banca vaticana lo IOR. L'Istituto Opere Religiose è la banca del Vaticano. In deposito 5 miliardi di euro. Ai correntisti offre rendimenti record, impermeabilità ai controlli e segretezza totale&lt;!-- fine OCCHIELLO --&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Scandali, affari e misteri, tutti i segreti dello Ior&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!-- fine TITOLO --&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;!-- inizio SOMMARIO --&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;di CURZIO MALTESE (da la Repubblica del 26 gennaio 2008) &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1:personname productid="LA CHIESA" st="on"&gt;LA CHIESA&lt;/st1:personname&gt; cattolica è l'unica religione a disporre di una dottrina sociale, fondata sulla lotta alla povertà e la demonizzazione del danaro, "sterco del diavolo". Vangelo secondo Matteo: "E' più facile che un cammello passi nella cruna dell'ago, che un ricco entri nel regno dei cieli". Ma è anche l'unica religione ad avere una propria banca per maneggiare affari e investimenti, l'Istituto Opere Religiose.&lt;br /&gt;La sede dello Ior è uno scrigno di pietra all'interno delle mura vaticane. Una suggestiva torre del Quattrocento, fatta costruire da Niccolò V, con mura spesse nove metri alla base. Si entra attraverso una porta discreta, senza una scritta, una sigla o un simbolo. Soltanto il presidio delle guardie svizzere notte e giorno ne segnala l'importanza. All'interno si trovano una grande sala di computer, un solo sportello e un unico bancomat. Attraverso questa cruna dell'ago passano immense e spesso oscure fortune. Le stime più prudenti calcolano 5 miliardi di euro di depositi. La banca vaticana offre ai correntisti, fra i quali come ha ammesso una volta il presidente Angelo Caloia "qualcuno ha avuto problemi con la giustizia", rendimenti superiori ai migliori hedge fund e un vantaggio inestimabile: la totale segretezza. Più impermeabile ai controlli delle isole Cayman, più riservato delle banche svizzere, l'istituto vaticano è un vero paradiso (fiscale) in terra. Un libretto d'assegni con la sigla Ior non esiste. Tutti i depositi e i passaggi di danaro avvengono con bonifici, in contanti o in lingotti d'oro. Nessuna traccia.&lt;br /&gt;Da vent'anni, quando si chiuse il processo per lo scandalo del Banco Ambrosiano, lo Ior è un buco nero in cui nessuno osa guardare. Per uscire dal crac che aveva rovinato decine di migliaia di famiglie, la banca vaticana versò 406 milioni di dollari ai liquidatori. Meno di un quarto rispetto ai 1.159 milioni di dollari dovuti secondo l'allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta. Lo scandalo fu accompagnato da infinite leggende e da una scia di cadaveri eccellenti. Michele Sindona avvelenato nel carcere di Voghera, Roberto Calvi impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra, il giudice istruttore Emilio Alessandrini ucciso dai colpi di Prima Linea, l'avvocato Giorgio Ambrosoli freddato da un killer della mafia venuto dall'America al portone di casa.&lt;br /&gt;Senza contare il mistero più inquietante, la morte di papa Luciani, dopo soli 33 giorni di pontificato, alla vigilia della decisione di rimuovere Paul Marcinkus e i vertici dello Ior. Sull'improvvisa fine di Giovanni Paolo I si sono alimentate macabre dicerie, aiutate dalla reticenza vaticana. Non vi sarà autopsia per accertare il presunto e fulminante infarto e non sarà mai trovato il taccuino con gli appunti sullo Ior che secondo molti testimoni il papa portò a letto l'ultima notte.&lt;br /&gt;Era lo Ior di Paul Marcinkus, il figlio di un lavavetri lituano, nato a Cicero (Chicago) a due strade dal quartier generale di Al Capone, protagonista di una delle più clamorose quanto inspiegabili carriere nella storia recente della chiesa. Alto e atletico, buon giocatore di baseball e golf, era stato l'uomo che aveva salvato Paolo VI dall'attentato nelle Filippine. Ma forse non basta a spiegare la simpatia di un intellettuale come Montini, autore della più avanzata enciclica della storia, &lt;st1:personname productid="la Populorum Progressio" st="on"&gt;la Populorum Progressio&lt;/st1:personname&gt;, per questo prete americano perennemente atteggiato da avventuriero di Wall Street, con le mazze da golf nella fuoriserie, l'Avana incollato alle labbra, le stupende segreterie bionde e gli amici di poker della P2.&lt;br /&gt;Con il successore di papa Luciani, Marcinkus trova subito un'intesa. A Karol Wojtyla piace molto quel figlio di immigrati dell'Est che parla bene il polacco, odia i comunisti e sembra così sensibile alle lotte di Solidarnosc. Quando i magistrati di Milano spiccano mandato d'arresto nei confronti di Marcinkus, il Vaticano si chiude come una roccaforte per proteggerlo, rifiuta ogni collaborazione con la giustizia italiana, sbandiera i passaporti esteri e l'extraterritorialità. Ci vorranno altri dieci anni a Woytjla per decidersi a rimuovere uno dei principali responsabili del crac Ambrosiano dalla presidenza dello Ior. Ma senza mai spendere una parola di condanna e neppure di velata critica: Marcinkus era e rimane per le gerarchie cattoliche "una vittima", anzi "un'ingenua vittima".&lt;br /&gt;Dal 1989, con l'arrivo alla presidenza di Angelo Caloia, un galantuomo della finanza bianca, amico e collaboratore di Gianni Bazoli, molte cose dentro lo Ior cambiano. Altre no. Il ruolo di bonificatore dello Ior affidato al laico Caloia è molto vantato dalle gerarchie vaticane all'esterno quanto ostacolato all'interno, soprattutto nei primi anni. Come confida lo stesso Caloia al suo diarista, il giornalista cattolico Giancarlo Galli, autore di un libro fondamentale ma introvabile, Finanza bianca (Mondadori, 2003). "Il vero dominus dello Ior - scrive Galli - rimaneva monsignor Donato De Bonis, in rapporti con tutta &lt;st1:personname productid="la Roma" st="on"&gt;la Roma&lt;/st1:personname&gt; che contava, politica e mondana. Francesco Cossiga lo chiamava Donatino, Giulio Andreotti lo teneva in massima considerazione. E poi aristocratici, finanzieri, artisti come Sofia Loren. Questo spiegherebbe perché fra i conti si trovassero anche quelli di personaggi che poi dovevano confrontarsi con la giustizia. Bastava un cenno del monsignore per aprire un conto segreto".&lt;br /&gt;A volte monsignor De Bonis accompagnava di persona i correntisti con i contanti o l'oro nel caveau, attraverso una scala, in cima alla torre, "più vicino al cielo". I contrasti fra il presidente Caloia e De Bonis, in teoria sottoposto, saranno frequenti e duri. Commenta Giancarlo Galli: "Un'aurea legge manageriale vuole che, in caso di conflitto fra un superiore e un inferiore, sia quest'ultimo a soccombere. Ma essendo lo Ior istituzione particolarissima, quando un laico entra in rotta di collisione con una tonaca non è più questione di gradi".&lt;br /&gt;La glasnost finanziaria di Caloia procede in ogni caso a ritmi serrati, ma non impedisce che l'ombra dello Ior venga evocata in quasi tutti gli scandali degli ultimi vent'anni. Da Tangentopoli alle stragi del '93 alla scalata dei "furbetti" e perfino a Calciopoli. Ma come appare, così l'ombra si dilegua. Nessuno sa o vuole guardare oltre le mura impenetrabili della banca vaticana.&lt;br /&gt;L'autunno del 1993 è la stagione più crudele di Tangentopoli. Subito dopo i suicidi veri o presunti di Gabriele Cagliari e di Raul Gardini, la mattina del 4 ottobre arriva al presidente dello Ior una telefonata del procuratore capo del pool di Mani Pulite, Francesco Saverio Borrelli: "Caro professore, ci sono dei problemi, riguardanti lo Ior, i contatti con Enimont...". Il fatto è che una parte considerevole della "madre di tutte le tangenti", per la precisione 108 miliardi di lire in certificati del Tesoro, è transitata dallo Ior. Sul conto di un vecchio cliente, Luigi Bisignani, piduista, giornalista, collaboratore del gruppo Ferruzzi e faccendiere in proprio, in seguito condannato a 3 anni e 4 mesi per lo scandalo Enimont e di recente rispuntato nell'inchiesta "Why Not" di Luigi De Magistris. Dopo la telefonata di Borrelli, il presidente Caloia si precipita a consulto in Vaticano da monsignor Renato Dardozzi, fiduciario del segretario di Stato Agostino Casaroli. "Monsignor Dardozzi - racconterà a Galli lo stesso Caloia - col suo fiorito linguaggio disse che ero nella merda e, per farmelo capire, ordinò una brandina da sistemare in Vaticano. Mi opposi, rispondendogli che avrei continuato ad alloggiare all'Hassler. Tuttavia accettai il suggerimento di consultare d'urgenza dei luminari di diritto. Una risposta a Borrelli bisognava pur darla!". La risposta sarà di poche ma definitive righe: "Ogni eventuale testimonianza è sottoposta a una richiesta di rogatoria internazionale".&lt;br /&gt;I magistrati del pool valutano l'ipotesi della rogatoria. Lo Ior non ha sportelli in terra italiana, non emette assegni e, in quanto "ente fondante della Città del Vaticano", è protetto dal Concordato: qualsiasi richiesta deve partire dal ministero degli Esteri. Le probabilità di ottenere la rogatoria in queste condizioni sono lo zero virgola. In compenso l'effetto di una richiesta da parte dei giudici milanesi sarebbe devastante sull'opinione pubblica. Il pool si ritira in buon ordine e si accontenta della spiegazione ufficiale: "Lo Ior non poteva conoscere la destinazione del danaro".&lt;br /&gt;Il secondo episodio, ancora più cupo, risale alla metà degli anni Novanta, durante il processo per mafia a Marcello Dell'Utri. In video conferenza dagli Stati Uniti il pentito Francesco Marino Mannoia rivela che "Licio Gelli investiva i danari dei corleonesi di Totò Riina nella banca del Vaticano". "Lo Ior garantiva ai corleonesi investimenti e discrezione". Fin qui Mannoia fornisce informazioni di prima mano. Da capo delle raffinerie di eroina di tutta &lt;st1:personname productid="la Sicilia" st="on"&gt;la Sicilia&lt;/st1:personname&gt; occidentale, principale fonte di profitto delle cosche. Non può non sapere dove finiscono i capitali mafiosi. Quindi va oltre, con un'ipotesi. "Quando il Papa (Giovanni Paolo II, ndr) venne in Sicilia e scomunicò i mafiosi, i boss si risentirono soprattutto perché portavano i loro soldi in Vaticano. Da qui nacque la decisione di far esplodere due bombe davanti a due chiese di Roma". Mannoia non è uno qualsiasi.&lt;br /&gt;E' secondo Giovanni Falcone "il più attendibile dei collaboratori di giustizia", per alcuni versi più prezioso dello stesso Buscetta. Ogni sua affermazione ha trovato riscontri oggettivi. Soltanto su una non si è proceduto ad accertare i fatti, quella sullo Ior. I magistrati del caso Dell'Utri non indagano sulla pista Ior perché non riguarda Dell'Utri e il gruppo Berlusconi, ma passano le carte ai colleghi del processo Andreotti. Scarpinato e gli altri sono a conoscenza del precedente di Borrelli e non firmano la richiesta di rogatoria. Al palazzo di giustizia di Palermo qualcuno in alto osserva: "Non ci siamo fatti abbastanza nemici per metterci contro anche il Vaticano?".&lt;br /&gt;Sulle trame dello Ior cala un altro sipario di dieci anni, fino alla scalata dei "furbetti del quartierino". Il 10 luglio dell'anno scorso il capo dei "furbetti", Giampiero Fiorani, racconta in carcere ai magistrati: "Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro". Al pm milanese Francesco Greco, Fiorani fa l'elenco dei versamenti in nero fatti alle casse vaticane: "I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell'Apsa, l'amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato &lt;st1:personname productid="la Cassa Lombarda." st="on"&gt;la Cassa  Lombarda.&lt;/st1:personname&gt; M'ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero".&lt;br /&gt;Altri seguiranno, molti a giudicare dalle lamentele dello stesso Fiorani nell'incontro con il cardinale Giovanni Battista Re, potente prefetto della congregazione dei vescovi e braccio destro di Ruini: "Uno che vi ha sempre dato i soldi, come io ve li ho sempre dati in contanti, e andava tutto bene, ma poi quando è in disgrazia non fate neanche una telefonata a sua moglie per sapere se sta bene o male".&lt;br /&gt;Il Vaticano molla presto Fiorani, ma in compenso difende Antonio Fazio fino al giorno prima delle dimissioni, quando ormai lo hanno abbandonato tutti. Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all'ultimo giorno di Fazio in Bankitalia la teoria del "complotto politico" contro il governatore. Del resto, la carriera di questo strano banchiere che alle riunioni dei governatori centrali non ha mai citato una volta Keynes ma almeno un centinaio di volte le encicliche, si spiega in buona parte con l'appoggio vaticano. In prima persona di Camillo Ruini, presidente della Cei, e poi di Giovanni Battista Re, amico intimo di Fazio, tanto da aver celebrato nel 2003 la messa per il venticinquesimo anniversario di matrimonio dell'ex governatore con Maria Cristina Rosati.&lt;br /&gt;Naturalmente neppure i racconti di Fiorani aprono lo scrigno dei segreti dello Ior e dell'Apsa, i cui rapporti con le banche svizzere e i paradisi fiscali in giro per il mondo sono quantomeno singolari. E' difficile per esempio spiegare con esigenze pastorali la decisione del Vaticano di scorporare le Isole Cayman dalla naturale diocesi giamaicana di Kingston, per proclamarle "missio sui iuris" alle dirette dipendenze della Santa Sede e affidarle al cardinale Adam Joseph Maida, membro del collegio dello Ior.&lt;br /&gt;Il quarto e ultimo episodio di coinvolgimento dello Ior negli scandali italiani è quasi comico rispetto ai precedenti e riguarda Calciopoli. Secondo i magistrati romani Palamara e Palaia, i fondi neri della Gea, la società di mediazione presieduta dal figlio di Moggi, sarebbero custoditi nella banca vaticana. Attraverso i buoni uffici di un altro dei banchieri di fiducia della Santa Sede dalla fedina penale non immacolata, Cesare Geronzi, padre dell'azionista di maggioranza della Gea. Nel caveau dello Ior sarebbe custodito anche il "tesoretto" personale di Luciano Moggi, stimato in 150 milioni di euro. Al solito, rogatorie e verifiche sono impossibili. Ma è certo che Moggi gode di grande considerazione in Vaticano. Difeso dalla stampa cattolica sempre, accolto nei pellegrinaggi a Lourdes dalla corte di Ruini, Moggi è da poco diventato titolare di una rubrica di "etica e sport" su Petrus, il quotidiano on-line vicino a papa Benedetto XVI, da dove l'ex dirigente juventino rinviato a giudizio ha subito cominciato a scagliare le prime pietre contro la corruzione (altrui).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'immagine di Luciano Moggi maestro di morale cattolica si chiude l'ultima puntata dell'inchiesta sui soldi della Chiesa. I segreti dello Ior rimarranno custoditi forse per sempre nella torre-scrigno. L'epoca Marcinkus è archiviata ma l'opacità che circonda la banca della Santa Sede è ben lontana dallo sciogliersi in acque trasparenti. Si sa soltanto che le casse e il caveau dello Ior non sono mai state tanto pingui e i depositi continuano ad affluire, incoraggiati da interessi del 12 per cento annuo e perfino superiori. Fornire cifre precise è, come detto, impossibile. Le poche accertate sono queste. Con oltre 407 mila dollari di prodotto interno lordo pro capite, &lt;st1:personname productid="la Città" st="on"&gt;la Città&lt;/st1:personname&gt; del Vaticano è di gran lunga lo "stato più ricco del mondo", come si leggeva nella bella inchiesta di Marina Marinetti su Panorama Economy. Secondo le stime della Fed del 2002, frutto dell'unica inchiesta di un'autorità internazionale sulla finanza vaticana e riferita soltanto agli interessi su suolo americano, la chiesa cattolica possedeva negli Stati Uniti 298 milioni di dollari in titoli, 195 milioni in azioni, &lt;st1:metricconverter productid="102 in" st="on"&gt;102 in&lt;/st1:metricconverter&gt; obbligazioni a lungo termine, più joint venture con partner Usa per 273 milioni.&lt;br /&gt;Nessuna autorità italiana ha mai avviato un'inchiesta per stabilire il peso economico del Vaticano nel paese che lo ospita. Un potere enorme, diretto e indiretto. Negli ultimi decenni il mondo cattolico ha espugnato la roccaforte tradizionale delle minoranze laiche e liberali italiane, la finanza. Dal tramonto di Enrico Cuccia, il vecchio azionista gran nemico di Sindona, di Calvi e dello Ior, la "finanza bianca" ha conquistato posizioni su posizioni. La definizione è certo generica e comprende personaggi assai distanti tra loro. Ma tutti in relazione stretta con le gerarchie ecclesiastiche, con le associazioni cattoliche e con la prelatura dell'Opus Dei. In un'Italia dove la politica conta ormai meno della finanza, la chiesa cattolica ha più potere e influenza sulle banche di quanta ne avesse ai tempi della Democrazia Cristiana.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;!-- do nothing --&gt;(Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;26 gennaio 2008&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4889509925176969606?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4889509925176969606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4889509925176969606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4889509925176969606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4889509925176969606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/01/scandali-affari-e-misteri-tutti-i.html' title='Scandali, affari e misteri, tutti i segreti dello Ior'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-869504875770268944</id><published>2008-01-26T14:44:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T14:45:13.665+01:00</updated><title type='text'>La legge elettorale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono sicuro che il Capo dello Stato darà un mandato esplorativo per un governo a termine che porti avanti la riforma della legge elettorale e dei regolamenti parlamentari.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Stupisce che Mastella si sia dimesso da ministro di Grazia e Giustizia ma non da segretario del suo partito; forse perché il partito è proprio suo, è, come dire, una cosa di “famiglia” e lui alle cose di “famiglia” ci “tiene”.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma quale sarà la legge elettorale possibile?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Perché la decisione per una legge elettorale non è ininfluente perché il Capo dello Stato dia un reincarico. Se davvero si intravedesse una convergenza ampia su una ipotesi di legge elettorale sarebbe più facile per il Capo dello Stato frenare “l’impeto” berlusconiano-leghista al quale subito si è accodato il nuovamente “fido” Fini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E quale è una legge elettorale che possa garantire ampie convergenze?&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una legge&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che permetta innanzi tutto ai cittadini di scegliere il candidato all’interno del partito che votano, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che ponga uno “sbarramento al 5-6%, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che imponga la presentazione di un programma breve e chiaro soprattutto per quei partiti che &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;dovranno unirsi per evitare lo sbarramento, &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che indichi a chiare lettere l’impossibilità per il parlamentare eletto con un partito di passare ad altro partito durante la legislatura (il parlamentare potrà dimettersi dal partito ma non potrà conservare la carica di parlamentare e gli succederà il primo dei non eletti del partito dal quale si dimette), &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che indichi l’impossibilità delle candidature in più collegi dello stesso parlamentare,&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che dia un piccolo premio di maggioranza al partito che prende più voti (15 deputati e 5 senatori ad esempio),&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;-che sia proporzionale&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una siffatta legge elettorale potrebbe essere accettata da un ampio schieramento ma soprattutto verrebbe letta dai cittadini come un valido tentativo dei partiti di riavvicinarsi a loro.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-869504875770268944?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/869504875770268944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=869504875770268944&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/869504875770268944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/869504875770268944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/01/la-legge-elettorale.html' title='La legge elettorale'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-2343601876640898853</id><published>2008-01-12T20:23:00.001+01:00</published><updated>2008-01-12T20:35:11.946+01:00</updated><title type='text'>A proposito della non intervista a Grillo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi spiace per l’Espresso ma l’articolo sull’intervista rifiutata da Grillo è veramente un “sopruso” che mai mi sarei aspettato dal settimanale che seguo dalla sua nascita.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Perché Grillo dovrebbe rispondere al giornalista che tra l’altro fa comunque le domande che &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;vuole. E non sembrano essere certo domande che mirano a comprendere il fenomeno Grillo quanto semmai carpire risposte su argomenti di interesse del giornalista.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che poi Berlusconi si sia abituato alle interviste?! Certo se è lui a preparare (come fanno la maggior parte dei politici tra l’altro –vedere a proposito l’intervista a Bassolino di Report dove appunto Sassolino dice……-) sia le domande che le risposte non c’è problema. Per meglio comprendere basta prendere una sua intervista qualunque in televisione (fatta eccezione per il confronto elettorale con Prodi) e si capirà.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E poi un intero articolo fatto di aria fritta (quella appunto che i giornali sempre più spesso ci propinano) sull’intervista che non c’è stata e le tre grandi ragioni “psicologiche” per le quali secondo il giornalista Grillo non avrebbe rilasciato l’intervista. Siamo proprio al ridicolo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Certamente Grillo che si lancia contro l’informazione e i produttori di informazione e non dà spazio (rifiuta l’intervista appunto) può infastidire un impegnato giornalista ma bisogna anche prendersi il fastidio proprio se si è bravi giornalisti e non usare simili patetici espedienti da “avanspettacolo” della stampa e aspettare magari un momento migliore o essere più convincenti se davvero l’obiettivo è comprendere il fenomeno Grillo nel Paese e Grillo. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Che se poi non si è d’accordo con Grillo, con quello che dice e fà si ha tutto il diritto di dirlo e argomentarlo con franchezza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Personalmente confesso di rimanere spesso perplesso sulle cose che Grillo dice ma devo dargli atto di essere una delle poche voci dissonanti assieme a Travaglio, Stella alla redazione di Report e a pochi altri (Di Pietro tra i politici qualche volta, Prodi nonostante tutto…). &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Infatti anche se continuo appunto nonostante tutto e tutti a pensare (e ne sono certo) che Prodi stia facendo cose buone proprio nonostante tutto quando mi pare che si possa dire che le cose potrebbero volgere al meglio non comprendo più l’azione del Governo e soprattutto l’azione dei politici. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E qui Grillo mi “torna utile”. Mi lascia immaginare che comunque qualcosa possa cambiare.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ecco per mè e credo per tanti altri comuni cittadini (che non si disinteressano alla politica che anzi spesso hanno per lungo tempo onestamente militato dentro organizzazioni politiche con impegno e disinteresse personale) Grillo rappresenta “un’ancora, l’allegra (perché certo non gli si può negare la capacità di “Comico” e “gran comunicatore” che si è costruita nel tempo) e felice sensazione che forse davvero, magari solo qualche volta, si possano far pagare le tante nefandezze…..”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per dovere di cronaca riporto l’articolo dell’Espresso dal titolo “L’intervista mai fatta a Grillo” di Alessandro Gilioli. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;(reperibile all’indirizzo: &lt;a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/11/dubbi-certezze-e-liberta/"&gt;http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/11/dubbi-certezze-e-liberta/&lt;/a&gt; )&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;u&gt;L’intervista mai fatta a Grillo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dNQ9rjguwz0"&gt;discorso di Capodanno&lt;/a&gt;” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.&lt;br /&gt;Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.&lt;br /&gt;Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso». &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io gli rispondo che un pezzo no, non ci interessa, che per quelli c’è già il suo seguitissimo blog e noi invece vorremmo un confronto, anche aspro magari, sul tema che ha lanciato, il V-Day contro i giornali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli prometto che però, ovviamente, tutte le sue risposte saranno riportate senza variazioni e senza alcuna censura, che ha la più assoluta libertà di dire quello che gli pare, che sono dispostissimo a mandargli i suoi virgolettati per approvazione a intervista scritta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Mah», dice lui, «non so, io non do il mio meglio in queste cose».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Insisto, gli faccio presente che un confronto civile è il modo migliore per far crescere e circolare le idee, gli propongo di andarlo a trovare dove si trova e alla fine sembro parzialmente convincerlo: «D’accordo, facciamolo», dice, «ma non di persona. Mi mandi le sue domande via mail e io le rispondo subito dopo le feste».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il giorno dopo mi metto al mio pc e una dopo l’altra snocciolo le domande. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono tutte molto semplici, anche se non a zerbino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e &lt;st1:personname productid="la Rete" st="on"&gt;la Rete&lt;/st1:PersonName&gt; possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri - magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica - che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli mando il tutto con una bella mail.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Passa &lt;st1:personname productid="la Befana" st="on"&gt;la  Befana&lt;/st1:PersonName&gt;, passano altri due giorni ma da Grillo nessuna risposta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli mando un sms per ricordargli il nostro accordo, lui non risponde.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Gli mando un’altra mail copiaincollando la precedente, nel caso la prima si fosse persa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Niente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questa mattina, 9 gennaio, gli telefono:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;«Pronto buongiorno sono Gilioli de L’espresso, la disturbo?»&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Certo, lei mi disturba sempre».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Mi dispiace. Volevo sapere se ha visto le domande che le ho mandato…».&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Certo che le ho viste e non intendo minimamente risponderle».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Come mai?»&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Perchè sono domande offensive e indegne».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Mi scusi, ma non mi pare, sono solo domande. Servono a un confronto. Se lei mi dà le sue risposte per iscritto, io le trascrivo tali quali, le dò la mia parola».&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«No, non se ne parla neanche, lei non ha capito niente. Buongiorno».&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;«Buongiorno».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;    &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da questa ridicola esperienza, deduco due o tre cose:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Primo: Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet - e detesta così tanto i giornali - proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi - dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore - ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Attenzione, ragazzi, perché se questo è il futuro della politica in Rete fa veramente schifo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Ps. Il direttore di Internazionale mi corregge precisando che il suo giornale non prende provvigioni. Chiedo scusa per l’inesattezza.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-2343601876640898853?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/2343601876640898853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=2343601876640898853&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2343601876640898853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/2343601876640898853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2008/01/proposito-della-non-intervista-grillo.html' title='A proposito della non intervista a Grillo'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4414491384193565139</id><published>2007-12-31T16:53:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T16:55:05.804+01:00</updated><title type='text'>Augurio per l'anno nuovo</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Pensierino di augurio per l’Anno nuovo (ma non so come): al Presidente della Repubblica &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;e al governo Prodi e al Parlamento e a tutti gli altri “beneficiati” perchè guadagnino nell’anno nuovo abbastanza meno di quanto hanno guadagnato in quest’anno ormai finito e agli italiani di guadagnare un po’ di più così da apparire tutti insieme un po’ più uguali e reciprocamente più graditi. E chissà che non migliori anche l’intero paese. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Buon anno a tutti&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4414491384193565139?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4414491384193565139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4414491384193565139&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4414491384193565139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4414491384193565139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/augurio-per-lanno-nuovo.html' title='Augurio per l&apos;anno nuovo'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4144328814985349072</id><published>2007-12-24T17:56:00.000+01:00</published><updated>2007-12-24T18:14:10.005+01:00</updated><title type='text'>Auguri</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Buon Natale a quei pochi (solo per ora?) che visitano il Blog con l'augurio che il numero cresca ma soprattutto, ed è quello che conta, che cresca sempre più il numero di persone che condivide le nostre opinioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Per quelli che ci sono già : niente paura siamo già tanti e non solo sulla rete (che in fondo è un luogo di confronto e facile amplificazione dei nostri pensieri ma soprattutto è un luogo dove non si perdono le tracce).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Che l'anno nuovo ci porti un Prodi magari ristretto ma sempre in sella e speriamo che Mastella cambi testa o almeno Ministero (verranno un giorno tempi migliori nonostante il detto abruzzese:chi l’ha dette ch nun po’ venì lu peggio”?). &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Quanto a una politica di rigore e al servizio dei cittadini semmai ci penseremo l’anno prossimo. Per quest’anno ci basta questo e in fondo sono solo piccoli desideri (come i mandarini con cenere e carbone nella calza della Befana) e facili da avverarsi.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4144328814985349072?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4144328814985349072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4144328814985349072&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4144328814985349072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4144328814985349072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/auguri.html' title='Auguri'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-1444575481127091441</id><published>2007-12-23T22:20:00.000+01:00</published><updated>2007-12-26T01:59:47.262+01:00</updated><title type='text'>Colpevoli gli intercettatori o gli intercettati?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Viene davvero in mente che siamo sulla via del non ritorno. Berlusconi offende Magistrati, dipendenti della Rai, giornali e giornalisti &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;per cercare un’impossibile difesa (è l’unica attenuante che può essergli concessa quella appunto che permette all’imputato di tentare comunque una difesa anche se poco consona ad un parlamentare) rispetto ai fatti inoppugnabili che le intercettazioni telefoniche evidenziano (se di interesse giudiziario o meno lo stabiliranno i magistrati) e cosa accade? Non ci si preoccupa delle offese del Cavaliere né di quello che le intercettazioni lasciano supporre ma ci si preoccupa del diritto alla “privacy” come se l’onorevole Berlusconi avesse telefonato ad un familiare o ad un amico d’infanzia e non ad un alto dirigente Rai. E subito il nostro valente Ministro di grazia e Giustizia ci ripropone la “Legge Mastella sulle intercettazioni” (&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;vedi mio articolo del 25 Maggio ) attraverso la quale noi comuni cittadini saremo liberati appunto dallo scandalo di sapere cosa fanno i nostri politici e potremo con gioia lasciare in eredità ai nostri figli l’eventuale conoscenza di loro colpe.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;Come mè e senz’altro con più chiarezza esprime la sua indignazione l’articolo del Blog di Corrias Gomez Travaglio cui vi rimando ( &lt;a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1728506.html"&gt;http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1728506.html&lt;/a&gt; ) e che di seguito riporto&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;“23 dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;span class="title"&gt;Nient'altro che la verità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Non c’è più niente da fare. &lt;strong&gt;Ormai Berlusconi ha vinto&lt;/strong&gt;. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a &lt;strong&gt;contaminare tutto il paese&lt;/strong&gt;, tutto l’ambiente che lo circonda, compresi i &lt;strong&gt;politici del centrosinistra &lt;/strong&gt;che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del &lt;strong&gt;Club degli Intoccabili &lt;/strong&gt;– da &lt;strong&gt;Bertinotti&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Mastella&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Franceschini&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Berlusconi&lt;/strong&gt;, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane &lt;strong&gt;Latorre&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Caldarola&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Polito &lt;/strong&gt;e dei cerchiobottisti alla &lt;strong&gt;Sergio Romano&lt;/strong&gt; – contro le &lt;strong&gt;intercettazioni&lt;/strong&gt;, chi le effettua e chi le pubblica.&lt;br /&gt;L’altra sera, ad &lt;strong&gt;Annozero&lt;/strong&gt;, ne hanno parlato due dei pochissimi &lt;strong&gt;intellettuali immuni da radiazioni&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;Franco Cordero&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Antonio Tabucchi&lt;/strong&gt;. Infatti parevano &lt;strong&gt;due marziani&lt;/strong&gt;. Cordero ricorda che le intercettazioni non manipolano nulla: sono l’”&lt;strong&gt;autoritratto” di chi parla&lt;/strong&gt;, nel bene e nel male. Tabucchi rammenta che i politici non sono mai intercettati: intercettati sono i malfattori con i quali parlano spesso certi politici. I quali, se non vogliono finire anch’essi indirettamente intercettati, hanno un rimedio facile facile: non &lt;strong&gt;parlare con malfattori &lt;/strong&gt;e chiamare, per dire, &lt;st1:personname productid="la Comunità" st="on"&gt;la Comunità&lt;/st1:personname&gt; di sant’Egidio. Ragionamenti di puro buonsenso, che però cadono nel vuoto. Per leggere qualcosa di sensato bisogna rivolgersi a un giornalista e scrittore di origine italiana che vive in America,&lt;strong&gt; Alexander Stille&lt;/strong&gt;, il quale due giorni fa ha scritto un articolo memorabile su Repubblica dal titolo &lt;em&gt;Il Paese dove i potenti vanno in galera&lt;/em&gt;. E’ &lt;strong&gt;una boccata d’aria &lt;/strong&gt;nel “mare nostrum” di cazzate e tartuferie assortite.&lt;br /&gt;Dopo aver elencato &lt;strong&gt;una serie impressionante di potentissimi politici e vip americani finiti in galera &lt;/strong&gt;senza batter ciglio, Stille spiega: “Alcuni imputati hanno cercato di dipingersi come vittime della stampa o dei pubblici ministeri locali di diverso orientamento politico, ma una volta emerse le prove inequivocabili dei reati commessi, sono stati abbandonati dai compagni di partito. (…) I fini politici possono essere contestabili a livello individuale, ma &lt;strong&gt;ciò che conta sono i fatti&lt;/strong&gt;. Se un pubblico ministero produce prove certe di un illecito, nessuno, neppure i più stretti alleati politici dell’imputato, può permettersi di ignorarle, indipendentemente dalla fonte da cui provengono. (…) Al di là del generale consenso politico esistente negli Usa sul fatto che l’illegalità, in qualunque ambito, è inaccettabile, anche &lt;strong&gt;l’atteggiamento degli imputati &lt;/strong&gt;qui in America è diverso. (…)&lt;strong&gt; In Italia i processi si trascinano per anni e le condanne non comportano conseguenze &lt;/strong&gt;fino all’esaurimento di tutti i gradi di giudizio, un iter che richiede spesso più di un decennio. Se gli imputati siedono in Parlamento vi restano fino all’ultimissimo momento senza ricevere alcun invito a dimettersi. Anche dopo una condanna le conseguenze sono minime, ammorbidite da leggi ad personam o da amnistie, così che il ‘potente di turno’ al massimo trascorre qualche mese agli arresti domiciliari nella lussuosa dimora acquistata con i frutti del suo operato corrotto. E nonostante le condanne, montagne di prove e sentenze mitissime, nelle interviste questi signori si dipingono come &lt;strong&gt;vittime innocenti&lt;/strong&gt; e si scagliano contro chi ha osato svelare le loro malefatte”.&lt;br /&gt;Poi &lt;strong&gt;Stille butta un occhio desolato sul nostro sistema dell’informazione&lt;/strong&gt;, anzi della disinformazione al servizio del potere: “La cosa forse peggiore è che in Italia gli elementi oggettivi paiono contare pochissimo rispetto alle fonti che li producono. Così come nell’attuale &lt;strong&gt;caso Rai-Berlusconi-Saccà&lt;/strong&gt; - nessuno contesta la veridicità delle intercettazioni telefoniche del dirigente Rai Agostino Saccà e quasi nessuno parla del quadro agghiacciante della gestione di potere in Italia - ma vengono respinte perché vengono dalla cosiddetta ‘armata rossa della magistratura’ e perché sono state pubblicate da Repubblica. Forse l’aspetto più importante della realtà americana, portata qui ad esempio, è che negli Usa esistono delle istituzioni, come i tribunali e la stampa, che, indipendentemente dal colore politico, &lt;strong&gt;operano in autonomia&lt;/strong&gt;, producendo elementi oggettivi da tenere necessariamente in considerazione, nel bene e nel male. A ragione o a torto, quando un sito web conservatore pubblicò le prove della relazione del &lt;strong&gt;Presidente Clinton con Monica Lewinsky&lt;/strong&gt;, immediatamente perse importanza la fonte della rivelazione, importante era stabilirne &lt;strong&gt;l’autenticità&lt;/strong&gt;. Lo stesso accadde quando un altro sito pubblicò le prove che &lt;strong&gt;Rudolph Giuliani&lt;/strong&gt; aveva messo la sua amante, diventata poi sua moglie, sotto la protezione della polizia a spese dei contribuenti. Quando la veridicità dell’informazione fu confermata, Giuliani fu costretto a scusarsi e a fornire spiegazioni”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In Italia invece&lt;/strong&gt; devono scusarsi i magistrati e i giornalisti che scoprono una &lt;strong&gt;notizia vera sgradita al potere&lt;/strong&gt;. Due esempi, tra i più recenti. &lt;strong&gt;Francesco Verderami&lt;/strong&gt; è un ottimo giornalista del &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;. Eppure l’altroieri, intervistando alcuni senatori del &lt;strong&gt;Partito democratico&lt;/strong&gt; sull’intercettazione Berlusconi-Saccà e sulle intercettazioni in generale, &lt;strong&gt;ha scritto cose stupefacenti&lt;/strong&gt;. Non tanto per le risposte dei senatori del Pd (il problema non è quel che Berlusconi e Saccà si dicono, ma che i giudici e la stampa l’abbiano scoperto). Bensì per le domande del giornalista. Verderami &lt;strong&gt;parla di “intercettazioni à la carte”&lt;/strong&gt;, mentre basta chiedere lumi ai colleghi della giudiziaria per sapere che sono regolarmente depositate nell’avviso chiusura indagini recapitato agl’indagati Berlusconi e Saccà. &lt;strong&gt;Invoca il “rispetto delle regole”&lt;/strong&gt;, sventola imprecisati “valori scritti nella Costituzione calpestati come uno zerbino”: quasi che i giornalisti – Corriere compreso – che raccontano intercettazioni pubbliche, penalmente rilevanti e di altissimo interesse politico fossero dei delinquenti.&lt;br /&gt;Aggiunge che “non si era mai sentita finora un’intercettazione lanciata sui siti web e riproposta in tv e sui giornali”, dimenticando che &lt;strong&gt;sui siti web e sui giornali&lt;/strong&gt; sono disponibili da due anni tutte le intercettazioni di Calciopoli; e che ogni sera in tv si ascoltano le telefonate, si leggono le mail e si mostrano i siti preferiti dei sospettati e degl’imputati dei vari delitti da copertina, nel bel mezzo delle indagini. Che su questo doppio binario sorvolino i politici, preoccupati di proteggere il Club degli Intoccabili, non stupisce. Che &lt;strong&gt;Bruno Vespa&lt;/strong&gt; lacrimi per “la violazione delle garanzie e della dignità delle persone” quando le persone sono gli amici Berlusconi e Saccà, mentre se ne infischia della privacy di tanti cittadini comuni di &lt;strong&gt;Cogne, Garlasco e Rignano&lt;/strong&gt;, fa parte del personaggio. Ma è strano che un collega bravo come Verderami non ribatta alcunchè al solito &lt;strong&gt;Polito&lt;/strong&gt;, che nello stesso articolo elogia il “vero garantismo di Berlusconi quando Fassino e D’Alema finirono nel tritacarne”. Tutti ricordano che fu proprio il &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt; del “vero garantista Berlusconi” a &lt;strong&gt;pubblicare la telefonata Fassino-Consorte&lt;/strong&gt; (“Abbiamo una banca?”) il 3 gennaio 2006, vigilia delle elezioni, sebbene fosse ancora segretissima, neppure trascritta dagli inquirenti in attesa della procedura parlamentare. Possibile che Verderami non abbia nulla da replicare all’incontinente &lt;strong&gt;Caldarola&lt;/strong&gt; che invoca addirittura “un’inchiesta a Roma sulla Procura di Napoli” per scoprire “da dove sono filtrati i documenti”? Basterebbe chiedere a &lt;strong&gt;Giovanni Bianconi&lt;/strong&gt;, che quei documenti ha pubblicato come tutti i migliori cronisti, per sapere che le carte non “filtrano” da alcuna Procura: &lt;strong&gt;sono depositate nelle mani degli avvocati&lt;/strong&gt;. E, non essendo segrete, non solo se ne può, ma se ne deve parlare.&lt;br /&gt;E’ un po’ triste vedere &lt;strong&gt;tanti bravi colleghi farsi afoni&lt;/strong&gt; dinanzi a politici che straparlano, in un’osmosi tra intervistatore e intervistato che rende &lt;strong&gt;indistinguibili domande e risposte&lt;/strong&gt;. Come se il giornalista dovesse limitarsi a registrare le corbellerie che ascolta, senza contestarle per ristabilire un minimo di oggettività dei fatti. La stessa sindrome ha colpito un altro fuoriclasse come &lt;strong&gt;Luca Telese&lt;/strong&gt;, che sul &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt; ha intervistato il solito Polito lasciandogli dire che in &lt;strong&gt;Inghilterra&lt;/strong&gt; quel che accade in Italia con le intercettazioni è ”semplicemente impensabile”. Eppure non può dimenticare che il 17 gennaio 1993, il &lt;em&gt;Sunday Mirror&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Sunday People&lt;/em&gt; pubblicarono il &lt;strong&gt;testo della telefonata erotica tra Carlo d’Inghilterra e Camilla Parker&lt;/strong&gt; abusivamente intercettata dai servizi o da 007 ingaggiati da Lady D. E che il 7 giugno scorso &lt;st1:personname productid="la Corte" st="on"&gt;la Corte&lt;/st1:personname&gt; europea per i diritti dell’uomo ha condannato &lt;st1:personname productid="la Francia" st="on"&gt;la &lt;strong&gt;Francia&lt;/strong&gt;&lt;/st1:personname&gt; perché un tribunale aveva condannato due giornalisti per aver pubblicato in un libro le intercettazioni illegali disposte da &lt;strong&gt;Mitterrand&lt;/strong&gt; su alcuni avversari politici: secondo l’Alta Corte, i giornalisti fecero benissimo a pubblicarle perché, trattandosi di politici che volontariamente si espongono al controllo della stampa e dell’opinione pubblica, &lt;strong&gt;il loro diritto alla riservatezza viene meno dinanzi al diritto della gente a sapere e dei giornalisti a informarla&lt;/strong&gt;: che la notizia sia segreta o illegalmente acquisita non conta; conta solo che sia vera.&lt;br /&gt;Ora, &lt;strong&gt;come potremo difenderci dal bavaglio&lt;/strong&gt; che il Club degl’Intoccabili ci sta apparecchiando, se alcuni di noi collaborano con gli imbavagliatori?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; font-weight: bold; font-style: italic;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span class="title"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Mani sporche&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center; font-weight: bold; font-style: italic;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;Dal 6 dicembre in libreria&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-weight: bold; font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Come prima, più di prima. &lt;strong&gt;Quindici anni dopo &lt;/strong&gt;il biennio magico di Mani Pulite, l’Italia delle mani sporche ha perfezionato i metodi per rendersi più invisibile e invulnerabile. Prima sotto accusa erano i politici e il mondo industriale. Ora le parti sembrano invertite: &lt;strong&gt;sotto accusa sono soprattutto i magistrati&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ecco che cosa è successo negli ultimi anni, &lt;strong&gt;dal 2001 al 2007&lt;/strong&gt;. Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.&lt;br /&gt;Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a &lt;strong&gt;beneficio degli intoccabili&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La musica non cambia: è &lt;strong&gt;tutta colpa dei magistrati&lt;/strong&gt;. Quei pochi che resistono, combattono da soli, spesso abbandonati dallo stesso Csm, vessati dalla stampa, criticati dalle altre istituzioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le leggi vergogna varate da Berlusconi &lt;/strong&gt;(Cirami, ex Cirielli, Castelli, falso in bilancio, Gasparri sulla tv, Frattini sul conflitto d’interessi, riforma-porcata elettorale) e che ci hanno resi ridicoli al cospetto internazionale (ricordate l’Economist?), dovevano essere subito smantellate dal centro sinistra. Invece&lt;strong&gt; sono ancora in vigore&lt;/strong&gt;. A quelle se ne sono aggiunte altre come l’&lt;strong&gt;indulto&lt;/strong&gt; per svuotare le carceri (di nuovo piene), le &lt;strong&gt;intercettazioni e il bavaglio alla stampa&lt;/strong&gt;, l’ordinamento &lt;strong&gt;giudiziario Mastella&lt;/strong&gt;: tutto in barba alle promesse elettorali dell’Unione. (“Il ministro Mastella copia le riforme della Cdl”, si compiace l’on. avv. Pecorella).&lt;br /&gt;Prima era necessario corrompere, ora i soldi i partiti se li danno da soli, il controllato e il controllore sono sempre la stessa persona. E mentre &lt;strong&gt;Gherardo Colombo &lt;/strong&gt;lascia la magistratura e &lt;strong&gt;Gian Carlo Caselli &lt;/strong&gt;viene estromesso  dalla Procura antimanfia, il &lt;strong&gt;giudice Carnevale&lt;/strong&gt;, grazie a una legge apposita, ritorna in Cassazione a 76 anni (ci rimarrà fino a 83), &lt;strong&gt;Craxi&lt;/strong&gt; viene pienamente riabilitato, anche a sinistra, e molti di coloro che sono stati riconosciuti colpevoli ora sono in  Parlamento (alcuni in Commissione Antimafia). Forse per continuare a delinquere, sicuramente per difendere chi delinque.&lt;br /&gt;Ma una parte della società civile e della magistratura non ci sta. E prova a resistere. &lt;strong&gt;Non lasciamoli soli&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1708016"&gt;&lt;span style="text-decoration: none; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;La rassegna&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-size:78%;" &gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;Autori: Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Titolo: Mani sporche&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Pagine: 914&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prezzo: 19,60&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Collana: principioattivo"&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;b style="font-weight: bold;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:11;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-1444575481127091441?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/1444575481127091441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=1444575481127091441&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1444575481127091441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/1444575481127091441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/colpevoli-gli-intercettatori-o-gli.html' title='Colpevoli gli intercettatori o gli intercettati?'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-3689201761267218806</id><published>2007-12-21T19:25:00.001+01:00</published><updated>2007-12-21T19:25:32.752+01:00</updated><title type='text'>Veltroni contro la burocrazia</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Che dire? E bravo Veltroni stavolta cc’hai pproprio azzeccato. Continua così e vedrai che ne verranno fuori delle belle ma soprattutto così diventi più comprensibile ai cittadini e perciò compreso. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;Veltroni contro la burocrazia&lt;br /&gt;"L'Italia ha il demone del non fare" &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;ROMA&lt;/b&gt; - "In Italia c'è il demone del non fare, si preferisce stare tranquilli e non fare guardando con sospetto chi, invece, fa", ha detto oggi il sindaco di Roma, Walter Veltroni, nel corso della presentazione del corridoio militare dell'ospedale San Giovanni di Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni se la prende con la burocrazia: "Bisogna prendere a cannonate - ha proseguito - l'abitudine di questo Paese di rimandare tutto alla burocrazia, che è un elefante seduto sulla velocità del Paese".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bacchetta il malcostume dilagante, sottolineando che "se bisogna passare per stanze e uffici per ottenere una autorizzazione, ci si può imbattere nel mascalzone: vedo riemergere ovunque fenomeni di corruzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro Paese, per il leader del Pd, c'è l'idea che "la decisione è un pericolo". "Ma la corruzione - ha proseguito - nasce dalla vischiosità e dalla poca trasparenza burocratica". "Il problema non sono i cittadini ma le convenienze", ha concluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;19 dicembre 2007&lt;/i&gt;)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-3689201761267218806?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/3689201761267218806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=3689201761267218806&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3689201761267218806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/3689201761267218806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/veltroni-contro-la-burocrazia.html' title='Veltroni contro la burocrazia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-9184289985749926590</id><published>2007-12-21T19:01:00.000+01:00</published><updated>2007-12-21T19:26:56.538+01:00</updated><title type='text'>Non disturbare i manovratori</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Riprendo e publico  dal Blog di Travaglio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="title"  style="font-size:85%;"&gt;Non disturbare i manovratori&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Di Marco travaglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;appelli &lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;giuristi e docenti universitari &lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;contro le &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;leggi vergogna &lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;del governo Berlusconi e contro gli &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;le promuove il centrosinistra&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ottima domanda. Ma la risposta è ancora meglio: gli stessi giuristi e docenti universitari, il &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;29 ottobre&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, hanno promosso e sottoscritto un appello contro &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;l'incredibile richiesta di trasferimento del pm Luigi De Magistris&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; da parte del cosiddetto ministro della Giustizia (se n'è occupato proprio oggi il Csm, per rinviare un'altra volta). I princìpi citati dall'appello sono gli stessi che sostenevano gli appelli anti-Berlusconi. Che cos'è cambiato? Che &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;nessun giornale ha pubblicato l'appello&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. I giornali di destra pretendevano di censurare i riferimenti alla continuità col governo Berlusconi. I giornali di sinistra, evidentemente, preferiscono non disturbare il manovratore. Anzi, i manovratori. I giornali "indipendenti", anzichè esserlo dagli schieramenti, lo sono dalla verità dei fatti. &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;Pubblico l'appello "clandestino" qui di seguito&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, con i nomi dei primi firmatari. Come si diceva qualche anno fa, leggete e diffondete. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="title"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;b style=""&gt;Appello&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;br /&gt;La scorsa legislatura è stata connotata da forti tensioni tra potere politico e magistratura, con frequenti interferenze del primo sull’attività della seconda. Ci si attendeva, nella nuova, un radicale mutamento di rotta, in armonia con le dichiarazioni programmatiche. Si registra, invece, un’inquietante continuità di indirizzo, come denota il caso dell’inchiesta Why Not della procura di Catanzaro.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Appare a dir poco sconcertante che a chiedere per ‘motivi di particolare urgenza’ il trasferimento cautelare del pubblico ministero procedente sia lo stesso guardasigilli implicato nelle indagini. E’ vero che l’iscrizione nel registro degli indagati è successiva a tale richiesta, ma è altrettanto vero che il coinvolgimento del guardasigilli nelle indagini era da tempo di pubblico dominio. Tanto meno si giustifica l’inusitato provvedimento di avocazione con cui il procuratore generale facente funzioni ha sottratto l’inchiesta al magistrato procedente, sul presupposto di un’incompatibilità per ‘interesse nel procedimento’ ai sensi dell’art. 36 c.p.p. Prudenza avrebbe voluto che, prima di adottare un provvedimento così eccezionale, si attendesse l’esito del giudizio disciplinare; in sua assenza si può rovesciare il discorso a base dell’avocazione ed ipotizzare, con almeno pari plausibilità, un ‘interesse’ del ministro a liberarsi del proprio inquirente e a precostituire cause di incompatibilità attraverso l’azione disciplinare. In questo quadro la revoca dell’avocazione e la restituzione dell’indagine al suo originario titolare sono i passi necessari perché non sia ulteriormente minata la già precaria fiducia del cittadino nell’amministrazione della giustizia e nell’uguaglianza davanti alla legge.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quanto alla circostanza che il pubblico ministero dell’inchiesta Why Not abbia pubblicamente denunciato l’illegittimità dell’avocazione e – insieme ad altri colleghi – pressioni e intimidazioni da parte di soggetti istituzionali, va senza dubbio riconosciuto che competano ai magistrati doveri di riserbo nei riguardi dei mass-media; ma è solo assicurando le condizioni per la legalità e l’autonomia delle indagini, che si può pretendere l’osservanza di quei doveri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;29 ottobre 2007&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sergio Chiarloni (università di Torino)&lt;br /&gt;Mario Dogliani (università di Torino)&lt;br /&gt;Paolo Ferrua (università di Torino)&lt;br /&gt;Rosanna Gambini (università di Torino)&lt;br /&gt;Andrea Scella (università di Udine)&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-9184289985749926590?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/9184289985749926590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=9184289985749926590&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9184289985749926590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9184289985749926590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/non-disturbare-i-manovratori.html' title='Non disturbare i manovratori'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-5467869277725275338</id><published>2007-12-21T18:44:00.000+01:00</published><updated>2007-12-21T19:40:26.641+01:00</updated><title type='text'>2007 Missioni di pace, Napolitano: ''Non possiamo sottrarci a responsabilità''</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;h4&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Leggo su ADN Cronos del 21 Dicembre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;font-size:9;" &gt;( &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1695663037"&gt;&lt;b&gt;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1695663037&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; )&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;: 2007 Missioni di pace, Napolitano: ''Non possiamo sottrarci a responsabilità''dove si dice &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;“……… Proprio per assicurare alle missioni internazionali di pace che vedono impegnati i militari italiani il sostegno finanziario necessario, ''&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pur con un bilancio dello Stato gravato da un debito pubblico accumulato nei decenni passati&lt;/span&gt;'', Napolitano esorta a ''&lt;/span&gt;&lt;span class="span"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span id="U10169566303778G"&gt;trovare le risorse per le nostre Forze armate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;''…….”&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;h4&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Commento: certo Presidente bisogna reperire i fondi. Cosa ne pensa di utilizzare i risparmi che &lt;st1:personname productid="la Camera" st="on"&gt;la Camera&lt;/st1:personname&gt;, il Senato e lo stesso Quirinale saranno in grado di fare riducendo gli stipendi del personale dipendente e quelli dei parlamentari? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-5467869277725275338?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/5467869277725275338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=5467869277725275338&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5467869277725275338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/5467869277725275338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/ticaid101695663037-2007-missioni-di.html' title='2007 Missioni di pace, Napolitano: &apos;&apos;Non possiamo sottrarci a responsabilità&apos;&apos;'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-4318123103246761274</id><published>2007-12-18T14:24:00.000+01:00</published><updated>2007-12-18T14:28:15.051+01:00</updated><title type='text'>Il caso dell’ex generale della Guardia di Finanza</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ieri dopo la lettura di alcuni quotidiani e la notizia delle “dimissioni del Generale Speciale” mi era venuto in mente di scrivere qualcosa per questo fatto che a mio avviso appariva grave. Non capivo perché il Presidente della repubblica, che aveva firmato la lettera di revoca del Generale, inviatagli dal Governo accettava in qualche modo le dimissioni e le trasmetteva al Governo. Mi sembrava che quella lettera (senz’altro irriguardosa se scritta da una alta carica dell’esercito) non dovesse essere ricevuta dal presidente perché di fatto il Generale era già destituito dall’incarico e non poteva in nessun modo presentare una lettera di dimissioni. Poi nel dubbio ho deciso di prendere tempo e documentarmi ancora un po’. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questa mattina, leggo come mio solito alcuni quotidiani e trovo l’articolo di D’Avanzo che trovo puntuale e chiarificatore all’indirizzo:&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/politica/speciale-caso/soldato-sleale/soldato-sleale.html ). L’articolo è così puntuale e non saprei come meglio riferirlo e così lo pubblico per intero nel mio Blog.&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;POLITICA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;IL COMMENTO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic; font-weight: bold;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Un soldato sleale&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;" class="txt12"&gt;di GIUSEPPE D'AVANZO&lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: italic;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;br /&gt;CHE il generale Roberto Speciale fosse un soldato sleale, s'era avuto già modo di apprezzarlo. Che un militare che giura fedeltà alla Repubblica e all'osservanza della Costituzione potesse spingersi fino a un gesto eversivo di insubordinazione allo Stato democratico, anche il più severo dei suoi critici non avrebbe potuto immaginarlo.  Invece, è accaduto, accade - ed è la vera questione da affrontare - nell'indifferenza di istituzioni distratte o intimidite, nel silenzio di una politica incapace di guardare oltre la propria mediocre convenienza del momento. Come se in questa storia non fossero in gioco le ragioni prime di una democrazia: la legittimità di un governo eletto dal Parlamento; le sue prerogative di organo costituzionale chiamato ad assolvere il compito di direzione politica del Paese.  E' questa legittimità costituzionale che il generale Speciale, con la sua grottesca lettera di dimissioni, nega, rifiuta, disprezza, umilia. E' alquanto minimalista - quasi gregario - definire soltanto "irrituale" quella lettera, come capita a Romano Prodi. Assai poco convenzionale è per il Quirinale dichiarare - nei fatti - ricevibile quella missiva offensiva per il governo, per poi trasmetterla a Palazzo Chigi.  L'iniziativa di Speciale è davvero soltanto irrituale e il destinatario della lettera può essere correttamente il capo dello Stato? E' difficile sostenerlo e pare grave accettarlo senza batter ciglio.&lt;br /&gt;Il generale infedele sostiene di avere conquistato "il diritto" ad essere comandante della Guardia di Finanza: "gli spetta", dice. E' un diritto che nessuno gli ha riconosciuto. Non glielo riconoscono a parole nemmeno i suoi avvocati, figurarsi se poteva riconoscerglielo con una sentenza la magistratura amministrativa.&lt;br /&gt;Non è, infatti, nella disponibilità di un tribunale amministrativo il rapporto fiduciario del governo, di cui il capo di un corpo militare deve godere. Questa fiducia, al di là delle leggerezze amministrative commesse dallo staff di Tommaso Padoa-Schioppa, Roberto Speciale non ce l'ha, l'ha irrimediabilmente perduta. Tanto basta per dire che mai il generale sarebbe ritornato al comando della Finanza, come conferma anche il ministro dell'Economia.  Al contrario, autoproclamatosi "di diritto" comandante - manco fossimo in una Repubblica delle Banane - il generale, bontà sua, decide di dimettersi. La grammatica istituzionale, nelle sue mosse, degrada a boutade.  Prendiamolo sul serio soltanto per un momento. Ritiene di essere ancora il comandante generale della Guardia di Finanza. Vuole abbandonare, offeso nella sua dignità di soldato. Nelle mani di chi deve farlo, di chi ha il dovere di farlo? La legge è lì per essere rispettata. Articolo 1 della legge 23 aprile 1959, n. 159: "Il Corpo della Guardia di Finanza dipende direttamente e a tutti gli effetti dal ministro della Finanze".&lt;br /&gt;Un principio ordinamentale così netto ed esplicito (inconsueto in un sistema giuridico che ama l'indeterminatezza) avrebbe dovuto imporre al generale Speciale di rimettere il mandato - che si è caricaturalmente assegnato - nelle mani del ministro dell'Economia. Non lo fa perché "non vuole collaborare con questo governo", scrive. Poco male, il governo potrà soltanto guadagnarci.&lt;br /&gt;La faccenda si potrebbe liquidare così soltanto se non fosse assai sinistro che un generale, al comando di 59.874 militari in armi, non accetta di essere alle "dirette dipendenze" di un governo che gode della piena fiducia del Parlamento. Roberto Speciale non ne riconosce il potere, la legittimità, il dovere costituzionale di decidere dell'indirizzo politico e amministrativo del Paese e quindi anche di scegliere chi deve essere o non deve essere alla guida di un corpo, "parte integrante delle Forze Armate dello Stato e della forza pubblica".&lt;br /&gt;Scrive al presidente della Repubblica, perché "è al di sopra di tutto, anche della politica, anche del governo". E' uno schiaffo all'Esecutivo, che non sorprende in un soldato infedele. Stupisce che il Quirinale accetti di ricevere la lettera del generale. Che, implicitamente, acconsenta che Speciale possa dimettersi da una responsabilità che non ha più e che nessuno - tanto meno il governo - gli ha riconosciuto.  Meraviglia che il presidente della Repubblica acconsenta che un generale non si dimetta nelle mani dell'autorità politica a cui è sottordinato, di cui è dipendente. Confonde che il capo dello Stato accetti di svolgere il ruolo del tutto improprio di destinatario di una lettera che abusivamente gli è stata consegnata, chiudendo gli occhi sul disprezzo che il generale assegna al governo per di più prendendo per buono un presunto "spirito di servizio verso le istituzioni".  E' un pericoloso, e inedito, precedente nella storia della Repubblica. Dovremo presto attenderci che il capo della polizia rifiuti di dimettersi nelle mani del ministro dell'Interno o che il capo di Stato maggiore della Difesa non consegni il suo addio al ministro della Difesa, tanto del governo si può fare a meno?  La sensazione è che questo "caso Speciale", nato dalla debolezza del governo e dalla volontà di compromesso con un minaccioso network spionistico e illegale, di cui il generale è stato attore di prima fila, moltiplicherà le sue muffe, se non affrontato con energia. Di compromesso in compromesso, di timidezza in timidezza, siamo arrivati alla delegittimazione dei poteri del governo.  Considerare quel soldato sleale e infedele, come pare fare oggi la maggioranza, soltanto un dissipatore di risorse pubbliche per qualche viaggio a sbafo in elicottero non è una buona strada. Meglio sarebbe ricordare la proposta del generale "tutto d'un pezzo" di violare i segreti d'ufficio avanzata al vice-ministro Visco (e rifiutata). O tenere a mente quando, con il governo di centro-destra, i segreti della Guardia di Finanza diventavano pubblici per essere utilizzati, in piena campagna elettorale, da Silvio Berlusconi con denunce alla magistratura. Pensare di lisciare il pelo a quel soldato e ai soldati come lui, è peggio di una cattiva idea. E' un errore politico e istituzionale.&lt;br /&gt;(18 dicembre 2007)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-4318123103246761274?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/4318123103246761274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=4318123103246761274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4318123103246761274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/4318123103246761274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/il-caso-dellex-generale-della-guardia.html' title='Il caso dell’ex generale della Guardia di Finanza'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-564955033400984555</id><published>2007-12-04T17:54:00.001+01:00</published><updated>2007-12-04T17:54:48.194+01:00</updated><title type='text'>Sulle proposte di riforma della legge elettorale</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quella della legge elettorale è un’altra delle tante “bufale” che ci raccontano. Certo una legge elettorale deve avere alcune regole elementari perché si possa parlare di “democrazia” ma non stà scritto da nessuna parte che la legge elettorale permetta la governabilità in un Paese. La governabilità è data solo e soltanto dal comportamento dei partiti che avrebbero come primo loro dovere la coerenza e il rispetto dei programmi elettorali per i quali hanno chiesto il voto ai loro elettori. Non deve essere permesso che durante la legislatura si formino nuovi partitini come di fatto accade nel nostro paese. Se un parlamentare eletto con un partito vuole fondare un nuovo raggruppamento o un nuovo partito o anche se vuole passare da un partito ad un altro partito deve dimettersi da parlamentare perché è stato votato sì come persona singola ma comunque all’interno di un partito e di un programma elettorale. Gli subentrerà il primo dei non eletti dello stesso partito nella sua area territoriale e lui avrà così la possibilità di presentarsi alla successiva tornata elettorale al giudizio degli elettori con il partito e il programma elettorale che meglio riterrà dimostrando impegno e coerenza non interessati. Uno sbarramento nell’ordine del 2,5-3 % appare necessario per non permettere una esagerata frammentazione ma comunque dobbiamo ricordarci che se gli elettori sono disposti a votare un partito il loro voto và rispettato. Altra cosa è invece quella dei privilegi che sono accordati ai partiti in termini di rimborsi ai vari livelli. Se tali rimborsi fossero drasticamente ridimensionati sono sicuro che già per questo avremmo assai meno partiti. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;I partiti e i giornali di partito dovrebbero trarre i loro proventi prevalentemente dal contributo dei cittadini iscritti al partito e i cittadini potrebbero detrarre dalle loro dichiarazioni dei redditi le elargizioni a favore di partito fino ad un ammontare nell’ordine di 10-15 mila euro. Ulteriori finanziamenti fatti ai partiti non dovrebbero avere nessuna facilitazione e ci dovrebbe comunque essere l’obbligo di dichiarare sia da parte del donante che da parte del partito che riceve. Ciascun partito ( o raggruppamento di partiti) dovrebbe presentare con le liste anche un chiaro programma elettorale cosicché l’elettore possa scegliere con giudizio di merito chi votare. Nel programma dovrebbero essere chiari gli intenti e le modalità per raggiungere gli obiettivi (ad es. se dico che voglio ridurre il debito pubblico devo anche dire attraverso quali meccanismi ed economie voglio raggiungere l’obiettivo). &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Fatto ciò che si usi un sistema maggioritario o uno proporzionale non cambia molto le cose. Certo non devono essere presenti i giochetti dei resti né le opzioni di scelta che fino ad oggi sono stati costantemente fatti e che non hanno nulla di democratico. Dovranno perciò essere vietate le candidature in più collegi o quanto meno non dovrà essere possibile che io rinunci in un collegio a favore del candidato che mi segue dello stesso mio partito. Se rinuncio in un collegio il posto andrà al candidato del partito che ha preso più voti dopo il mio partito&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per quanto attiene le preferenze credo sia indispensabile che il cittadino possa scegliere chi votare e perciò sono per un meccanismo ove si esprima la preferenza all’interno di una lista.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Non mi pare di aver sentito nulla di quanto sopra esposto nelle varie proposte di legge elettorale dove i giochetti restano tutti in piedi. Qualcuno provi ad indovinare perché??!! &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-564955033400984555?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/564955033400984555/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=564955033400984555&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/564955033400984555'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/564955033400984555'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/12/sulle-proposte-di-riforma-della-legge.html' title='Sulle proposte di riforma della legge elettorale'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-9060916720804651695</id><published>2007-11-23T22:51:00.001+01:00</published><updated>2007-11-23T22:51:38.456+01:00</updated><title type='text'>Rai: rinviata la finction su vittima mafia</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi chiedo: ma come è possibile che dei Magistrati dopo aver condannato un imputato non depositino entro i termini stabiliti le motivazioni di una sentenza e che la sentenza stessa venga annullata per decorrenza dei termini?&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi sono posto questa amara domanda dopo aver letto sul Corriere della Sera del 23 Novembre l’articolo “Rai: rinviata la finction su vittima mafia” che riferisce appunto un tal episodio (all’indirizzo:&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_23/fiction_mafia_annullata_f0564c60-99f3-11dc-aff3-0003ba99c53b.shtml"&gt;&lt;b&gt;http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_23/fiction_mafia_annullata_f0564c60-99f3-11dc-aff3-0003ba99c53b.shtml&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; a cui vi rimando).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qualcuno che sà di diritto mi aiuti a meglio comprendere perché ho davvero un’immensa difficoltà a comprendere e sono molto preoccupato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-9060916720804651695?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/9060916720804651695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=9060916720804651695&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9060916720804651695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9060916720804651695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/11/rai-rinviata-la-finction-su-vittima.html' title='Rai: rinviata la finction su vittima mafia'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-9039342279543503457</id><published>2007-11-21T18:48:00.000+01:00</published><updated>2007-11-21T18:50:45.677+01:00</updated><title type='text'>A proposito della Legge Mastella</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;A proposito della Legge Mastella&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;A proposito della legge Mastella della quale avevo parlato, inascoltato dai più, qualche tempo fà in un articolo che ripropongo:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;“ &lt;a href="http://pidario.blogspot.com/2007/04/sul-disegno-di-legge-mastella-per.html"&gt;Sul disegno di legge Mastella per meglio comprendere&lt;/a&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;Tanto per essere chiari il disegno di legge "Mastella" approvato alla camera il 19 Aprile lo trovate all’indirizzo:(&lt;a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Ddlpres&amp;amp;leg=15&amp;amp;id=00262762&amp;amp;offset=436&amp;amp;length=59016&amp;amp;parse=no&amp;amp;stampa=si"&gt;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Ddlpres&amp;amp;leg=15&amp;amp;id=00262762&amp;amp;offset=436&amp;amp;length=59016&amp;amp;parse=no&amp;amp;stampa=si&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Se avrete la pazienza di cercarlo e leggerlo credo che come dice Travaglio vi potrete un po’ preoccupare e non essere poi tanto tranquilli. “&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ecco che il nostro Ministro la risfodera: &lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;“&lt;b style=""&gt;Mastella: sbagliato pubblicare tutto cio' che non ha rilevanza penale&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Spero che il Senato decida presto sul ddl sulle intercettazioni perché ogni cosa che fuoriesce che tocca l'elemento processuale è una cosa ingiusta, profondamente sbagliata, fuori da ogni norma più elementare di rispetto della persona". Il ministro della Giustizia Clemente Mastella reagisce così a proposito della pubblicazione delle intercettazioni per l'inchiesta sul fallimento della Hdc di Luigi Crespi da cui risulterebbero accordi per pilotare l'informazione televisiva a favore dell'ex premier Berlusconi.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E lo fa, guarda caso, quando i cittadini vengono informati di un ulteriore grave “fatto della politica berlusconiana”: la totale sudditanza della Rai come ci scrive con dettaglio oggi la Repubblica.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per l’On. Mastella i cittadini non dovrebbero essere informati per fatti così gravi e semmai verranno informati dopo 10-15 anni. Tanto che fà! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Per lui bisogna sempre per primo rispettare i diritti (io li chiamerei privilegi) dei cittadini (potenti aggiungerei) e non importa che siano dei malfattori. Solo dopo i tre livelli di giudizio e se condannati i cittadini potranno essere informati!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-9039342279543503457?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/9039342279543503457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=9039342279543503457&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9039342279543503457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/9039342279543503457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pidario.blogspot.com/2007/11/proposito-della-legge-mastella.html' title='A proposito della Legge Mastella'/><author><name>pidario</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17648075937958945984</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_0pIy9cbn84o/SU58gB9BWuI/AAAAAAAAAB4/Wd7nS-wHFdU/S220/DPSCamera_0292.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8269246315937880227.post-8245538466631578295</id><published>2007-11-14T12:41:00.000+01:00</published><updated>2007-11-14T12:41:50.661+01:00</updated><title type='text'>Cinque per mille stabile e senza limiti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.firmiamo.it/cinquepermillestabileesenzalimiti"&gt;Cinque per mille stabile e senza limiti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8269246315937880227-8245538466631578295?l=pidario.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.firmiamo.it/cinquepermillestabileesenzalimiti' title='Cinque per mille stabile e senza limiti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pidario.blogspot.com/feeds/8245538466631578295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8269246315937880227&amp;postID=8245538466631578295&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8269246315937880227/posts/default/8245538466631578295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds
